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Carissimi, rispondo ad un quesito!

Come si fa a dire ad una donna, non abortire quando non ha nulla, neanche per sfamare se stessa?
Come si fa a dire ad una donna, credi in Dio e spera, quando non lo si vede e non lo si sente e sembra divenuto sordo alla sua disperazione?
Come si fa a dire ad una donna, non sopprimere questo tuo figlio che hai nel grembo, quando è la società ad abortire se stessa?
Come si fa a dire, salva tuo figlio, quando nulla fai per lei e stendi a mettere la mano alla tua tasca?
Io una risposta non so darla, ma so che ci sono tante persone che operano nel silenzio e si danno da fare, offrendo parte di se stessi, del loro tempo, dei loro averi e anche se fosse una sola donna, in tutto questo a trovare beneficio, non crediate che ne valga la pena?
Una donna che abortisce è solo una punta di una grande iceberg che galleggia alla deriva, poiché prima che la donna abortisca, è l'intera società che uccide i suoi figli senza che se ne renda conta, essendo divenuta cieca a causa del potere, del profitto, del capitalismo, di una politica che non aiuta l'uomo e lo massacra. Sono i deboli a perire, gli ultimi, i più indifesi e chi, più del feto, può esserlo? Che fare allora?
In mezzo a tante spine, può sempre nascere un fiore.

 

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1 recensioni:

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  • rea pasquale il 05/01/2012 23:43
    Condivido.
    In questo mondo assurdo, dove il denaro è despota assoluto, come si fa ad avere un minimo di fiducia e pensare ad un progetto di vita. Ho un grande rispetto per queste decisioni, anche se esse, in sé, non possono essere prese ad esempio.

4 commenti:

  • Aedo il 23/03/2012 00:04
    Il problema da te affrontato è molto delicato e investe le coscienze. Voglio semplicemente dire che, se ci fossero più solidarietà e comprensione nel mondo, spesso così privo di cuore e ottuso, allora tante cose cambierebbero... Le tue riflessione sono molto profonde!
  • Gianni Spadavecchia il 03/01/2012 14:09
    Ottima conclusione dopo uno scritto eccellente.
  • mariateresa morry il 03/01/2012 00:11
    Lory grazie per la risposta! Preciso che in tutti gli ospedali ( almeno dalle mie parti)è esposto manifesto gigantesco dove si avvisano le madri che non vogliono o non possono tenere il bambino che nel massimo riserbo e rispetto, possono partorire in ospedale e lasciare là il bambino. L'ospedale è in stretto contatto con il Tribunale dei Minori competente che nel giro di poche ore concede il bimbo in adozione. I neonati infatti, in stato di adozione, non possono restare a lungo nella struttura ospedaliera. Lo so per esperienza professionale.
    In secondo luogo ci sono anche associazioni ( non faccio qua i nomi) che offrono aiuto e casa alla madre e al piccolo, in ipotesi di difficoltà temporanee. Sono " case-famiglia".
    Per cui, senza entrare nel merito della questione di coscienza, mi limito a rispondere che un inizio di risposta, se non tutta quanta la risposta, la società civile è in grado di darla... speriamo si proceda in meglio!
  • loretta margherita citarei il 02/01/2012 06:42
    il vero cristiano a mio giudizio è colui che non giudica e ha sempre misericordia in quanto dietro a scelte estreme di alcuni c'è sempre un dolore di fondo, anche se penso che l'uso di anticoncezionali sia meglio di un aborto, come è anche vero che c'è una legge che consente alle donne dopo aver partorito, di poter dare in affidamento il bambino, l'aborto è una questione di coscienza e di libero arbitrio, personalmente sono contraria ma non posso impedire la libera volontà degli altri.

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