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Venezia nella nebbia

Da tempo non calava questa nebbia su Venezia. El calìgo, come lo chiamiamo noi. Un'ovatta umida, a tratti fumigante, avvolge la città. Si attraversa in gondola il Canale e si intuisce appena la massa livida dei palazzi, i quali, nei piani più alti, scompaiono alla vista. I gondolieri stessi sembrano non conoscere la direzione e la prua fende l'acqua densa e diaccia, quasi seguisse, mansueta, un tragitto imparato a memoria. Appare di colpo il pontile per l'attracco e sopra ogni palo sta fermo, marmoreo, un gabbiano. Nelle calli i muri ravvicinati, seminudi dei loro intonaci, trasudano salsedine. Bisogna davvero amarlo questo odore, che non è buono, ma e' il medesimo di cinquecento anni fa. I passanti, dapprima li senti dal rumore del passo, scendere i gradini di un ponte, imboccare una calle, ma li vedi solo quando ti sfiorano. Un prete, un ragazzo, una donna con la borsa della spesa.
All'angolo di campo San Stin, dove si incunea una stretta calle tra negozi artigiani, la nebbia ha intrappolato il profumo di vaniglia del laboratorio di un pasticciere, e come si gira l'angolo, una vaga percezione di crema e delicatezza ti avvolge... Piazza San Marco nella nebbia è come un teatro in cui parte delle quinte sono diventate mobili. Appare e scompare a tratti. La basilica nemmeno la si vede tutta intera. Ecco il portone di sant' Alipio e mezza cupola centrale, l'oro dei mosaici sembra volgare ottone, senza la luce del giorno. I mori battono l'ora dall'alta torre, colpi di bronzo soffocati. Immagino l'umidità della nebbia colare in rivoli lungo le loro armature. Impossibile poi ammirare il bacino. Si intravede soltanto il nero dondolìo compatto delle gondole, ma oltre, forse, lo Stige... Solo la sirena cupa ed attenta delle motonavi, dirette verso non so dove, avvisa che oltre c'è l'acqua.
Venezia nella nebbia si muove ancor più lenta, ed essa è quanto di meno moderno si possa immaginare. Venezia schiaccia ogni telematica, ogni velocità. La sua immutabilità suona come una sfida al mondo. O così o distruggetemi!

 

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4 recensioni:

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  • PIERO il 18/02/2012 18:28
    Sono capitato qui mentre cercavo il tuo racconto di guerra e mi sono tornati in mente molti flash dei miei - troppo pochi - soggiorni veneziani. Bellissimi quelli in buona compagnia, ma più turistici. Fantastici quelli da solo, andando in giro a caso, come nella mia amata Parigi, perdendosi, dovendo tornare indietro perché oltre c'è solo il mare. E improvvisamente accorgersi del silenzio, interrotto solo dal tacchettìo di qualche raro abitante, che spalanca un portoncino lasciando intravedere un insospettabile cortile pieno di verde, come neanche in Andalusia...
    Non ci sono mai capitato durante la nebbia, ma con l'acqua alta sì, e conservo ancora con affetto gli stivaloni Superga comprati per l'occasione.
    Sono d'accordo che debba restare il più possibile come è sempre stata: mi ha stretto il cuore l'ultima volta la visione - come di un incubo - di un mostro galleggiante fermo quasi davanti a piazza San Marco. Fermiamo i barbari!
  • vincent corbo il 04/02/2012 11:53
    La città più bella del mondo descritta come un dipinto. E la magia rivive...
  • rea pasquale il 06/01/2012 11:50
    È una sfida e un esempio, una città a misura d'uomo.
    La chiusura del tuo racconto, ha una tale profondità, che racchiude in se l'assurdità e le conseguenze dell'attuale cultura.
    Bravissima
  • senzamaninbicicletta il 05/01/2012 18:01
    "Un prete, un ragazzo, una donna con la borsa della spesa" immagino sia una passeggiata tra immagini di una Venezia di oggi o di cinquecento anni fa che hai la fortuna di godere con la nebbia o senza. "l'oro dei mosaici sembra volgare ottone" anche questa visione che pare imbruttirla le dona un effetto seppia che le aumenta la bellezza. Scrivo questo commento mentre la ricordo d'estate. "Bisogna davvero amarlo questo odore" si, si fa amare eccome! E nel tuo scritto comunichi quanto di più bello (e ribadisco: abbellito dalla nebbia) si possa provare nella nostalgia di chi la vista, di chi la immagina riguardando di tanto in tanto le 1200 foto scattate in ogni calle, da ogni ponte o dal vaporetto. Oppure semplicemente leggendoti. Brava e grazie.

15 commenti:

  • Fernando Piazza il 08/02/2012 18:28
    Più che un racconto questo tuo scritto è un affettuoso e poetico omaggio alla tua bellissima città, qui descritta superbamente. Un quadro dipinto con i colori dell'amore da imprimersi per sempre nella memoria di chi lo ammira, di una bellezza tale da farti venir voglia di partire e venirla a visitare. L'ho vista una sola volta "secoli" fa ma conservo ancora l'emozione che mi ha dati il visitarla. Con questo tuo testo, così "parlante" e vivo, semmai ne avessi dimenticato i profumi, i suoni e i colori, hai saputo riverberare in me il suo piacevole ricordo.
  • mariateresa morry il 12/01/2012 17:12
    Vorrei precisare a Salvatore che la gondola per i Veneziani è un mezzo indispendabile per traghettare ( 50 centesimi a tratto), si arriva aprenderla anche 4 volte al giorno. E non ha nulla a che vedere con quelle ad uso turistico. Per il resto ho ritratto una venezia assolutamente minore e in sotto tono...
  • salvatore maurici il 12/01/2012 16:55
    Venezia non è solo la città dei sogni, delle gondole e dei turisti che si muovono entro un recinto ben delimitato come branchi di animali, spinti dal tempo tiranno il circuito del similoro, delle botteghe rilucenti di merci e di luci. Accanto, in essa vive un'altra città, più vera, più bella e più carica di Storia e di Bellezza. È unsa città piena di pace, viva, vissuta pienamente da coloro che la visitano. a tutti vorrei indicare i luoghi descritti da Ugo Pratt nel fumetto di Corto Maltese.
  • Massimo Bianco il 08/01/2012 11:39
    Non lo definirei un vero e proprio racconto ma non importa, è comunque un bello scritto ed è questo che conta. Qui dimostri la tua capacità descrittiva, è davvero un bel quadro di Venezia, quello che alla fine offri al lettore. Ciao.
    Tra parentesi io una volta ho scritto un racconto cupo, ambiguo e assai descrittivo ambientato a Venezia, troppo lungo per rpubblicarlo qui, a mio giudizio e questo tuo scritto sarebbe stata una buona immaginifica introduzione. Insomma: i miei complimenti.
  • michela salzillo il 06/01/2012 21:53
    Che immagini stupende ci hai regalato! Complimenti ... e, grazie
  • mauri huis il 06/01/2012 11:02
    A me fa uno strano effetto, questa tua Venezia immobilizzata nella nebbia umida e paralizzante. Il racconto è molto bello e intriso di un affetto malinconico che merita ammirazione e forse mi da lo spunto per scrivere qualcosa anch'io. Vado a provare.
  • mariateresa morry il 06/01/2012 08:38
    Vi ringrazio davvero tutti... la strada che ho indicato nel racconto è quella che faccio quasi tutti i giorni per motivi di lavoro e non è una passeggiata, ma a Venezia, stranamente, anche questo può trasformarsi in passeggiata... Oggi sole, per fortuna! Buona Befana, gente!!
  • Anonimo il 05/01/2012 23:06
    Sei una bravissima pittrice MTerri, molto molto abile La tua e mia Venezia si è materializzata davanti ai miei occhi grazie alle tue parole
  • Anonimo il 05/01/2012 21:46
    Venezia nel tuo cuore, nei tuoi occhi, magicamente intatta e senza tempo, per donarla con amore a chi legge. Racconto-poesia... Magnifico leggere, come sempre con Mariateresa.
  • Vilma il 05/01/2012 20:18
    molto apprezzato il tuo racconto
  • Vito Bologna il 05/01/2012 20:02
    Bel racconto letto con piacere brava
  • loretta margherita citarei il 05/01/2012 19:50
    un bellissimo racconto complimenti
  • roberto caterina il 05/01/2012 18:32
    sì, certo, ho apprezzato molto il tuo racconto proprio per questo.. la mia era solo una riflessione su quanto poco si conosca Venezia..
  • mariateresa morry il 05/01/2012 18:03
    Amare una città a fondo vuol dire anche riuscire a raccontarla, perchè altri ne possano godere... Non è solo il tragitto san marco-rialto...
  • roberto caterina il 05/01/2012 17:59
    Belle riflessioni. D'accordo sull'immutabilità di Venezia, lontana forse dal tapis roulant turistico san marco-rialto...

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