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Gregorio Santi, professione divorzista

Gregorio Santi attendeva da quasi due ore, nascosto sul tetto di fronte al Palazzo della Regione, anchilosato per l'immobilità forzata. Non era una mattinata fredda per essere fine novembre, però per evitare impacci indossava abiti leggeri e il vento lo intirizziva.
Sapeva che l'assessore regionale Tartaglia non poteva mancare, perchè in quei giorni si decideva l'approvazione del piano edilizio a cui si dedicava da anni, una grossa speculazione contestatissima dagli ambientalisti e da un'ampia fetta dell'opinione pubblica. L'operazione muoveva ingenti interessi e c'era chi lo accusava perfino di collusione con la 'ndrangheta, nonostante le sue recenti prese di posizione antimafia. Perciò aveva deciso di farlo saltare in aria mentre entrava nell'edificio pubblico: voleva far credere a un delitto politico di stampo mafioso.
Mancavano pochi minuti alle otto quando notò una donna a braccetto con un uomo. Perplesso per l'aria familiare della coppia, puntò il binocolo su di loro. Sì, li conosceva entrambi. Lui, Vincenzo Repetto, era un vecchio amico e non c'era nulla di strano a vederlo lì, ci lavorava, infatti, da diversi anni. Trovava semmai anomala la presenza femminile. Cosa ci faceva a cento chilometri da casa sua in compagnia di Vincenzo? Ignorava che si conoscessero. La osservò percorrere l'arteria e poi fermarsi davanti all'accesso riservato agli impiegati, baciare il partner appassionatamente e andarsene per la sua strada. Per la rabbia strinse i pugni così forte da far sbiancare le nocche e si fece sfuggire un'imprecazione assai scurrile.
Quando però, venti minuti dopo, all'imbocco della strada apparve finalmente l'auto blu, scordò ogni sofferenza e qualsivoglia fonte di distrazione e avvicinò l'indice al pulsante d'innesco.
Giunto nella piazza poco movimentata, il bersaglio scese dalla vettura alla solita altezza e da lì, mentre l'autista già si allontanava, s'avviò verso l'ingresso, districandosi come ogni mattina tra due macchine parcheggiate, fiero e impettito malgrado il fisico sgraziato. Nella sua arroganza Domenico Tartaglia si considerava un'intoccabile e tale dovette ritenersi fino all'ultimo. Quando, infatti, una delle auto in sosta saltò in aria, era così vicino all'epicentro della deflagrazione da morire all'istante. Nei pressi non c'era nessun altro, altrimenti Gregorio, coscienzioso, avrebbe rinviato l'attentato ad altra occasione. Centro al primo tentativo, invece: un lavoro rapido e pulito, come piaceva a lui. Abbandonò il tetto seguendo la via di fuga preventivata, mentre nella strada sottostante si scatenava il caos, e un quarto d'ora dopo era già in viaggio verso casa.
L'esecutore seguì il telegiornale della sera. Proprio come si era aspettato, tutti riconducevano l'omicidio alla vita pubblica dell'uomo politico. Soltanto lui e la mandante conoscevano il vero movente. Cinquanta anni, sposato e con due figli di tredici e sedici anni, già ricco di famiglia e ormai localmente onnipotente, Domenico Tartaglia tradiva la moglie con qualunque bella donna incontrasse, sicuro che se costei avesse chiesto il divorzio ne sarebbe uscita con le ossa rotte. Beh, pensò con soddisfazione il suo assassino, ora non la tradirà mai più.
Certo che era davvero strana la vita. Da ragazzino Gregorio mai avrebbe immaginato di diventare un killer professionista, e il migliore sulla piazza, per giunta. D'altronde non si sentiva propriamente tale. Non essendo legato a organizzazioni criminali e accettando solo casi d'infedeltà, preferiva pensare a sé stesso col termine di "divorzista". Tanto più che la sua attività di facciata era quella di segretario in un grande e prestigioso studio legale, nel quale si occupava proprio degli incartamenti sui casi di divorzio.

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1 recensioni:

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  • Stanislao Mounlisky il 07/05/2015 18:14
    Un impeccabile noir. Lettura altamente consigliabile.

13 commenti:

  • Massimo Bianco il 10/05/2015 19:14
    Stanislao Mounlinsky. Grazie del lusinghiero giudizio.
    Era un anno e mezzo ormai che neppure facevo login in questo sito perchè da troppo tempo è avvolto nel caos, nelle polemiche e nel disinteresse di utenti e lettori, secondo me, ma un utente per me nuovo e che quindi non commenta né per amicizia nè per sperare in reciprocità, visto che io manco qui da 18 mesi ma per convinzione fa un grade piacere egiustifica una mia riapparizione.
    Onestamente ti dirò, tuttavia, che pur considerando questo mio racconto (seguito del mio precedente racconto "Vent'anni di matrimonio" abbastanza ben riuscito, non lo ritengo tra i miei racconti migliori in assoluto. Grazie ancora.
  • Massimo Bianco il 08/07/2012 11:25
    CARI LETTORI, segnalo L'USCITA del NUOVO ROMANZO in VOLUME di MASSIMO BIANCO intitolato "CAPELLI - dentro la mente di un serial killer". RUPE MUTEVOLE EDIZIONI, 330 pagine 15 euro più 2-3 di spese spedizione. Collana "LA QUIETE E L'INQUIETUDINE". Può essere ordinato sul web in siti specializzati come BOL. it (Mondadori), IBS o, per chi non ha carta di credito, su reteimprese. it/rupemutevoleedizioni o tramite la catena libraria del LIBRACCIO. Un grazie a chi lo vorrà acquistare.
  • Massimo Bianco il 05/02/2012 09:48
    Grzie, Ale!
  • Anonimo il 02/02/2012 01:40
    Letto d'un fiato. Idea originale, e nonostante la bizzarra professione del protagonista, a tratti grottesca, tutto si svolge piuttosto realisticamente grazie anche alle tue solite descrizioni, impeccabili e concise. Da inguaribile romantico, spero che il divorzista si decida a chiamare Giada.
  • Massimo Bianco il 29/01/2012 20:49
    Più che l'odio per i rovinafamiglie (diciamo più semplicemente antipatia) direi la triste constatazione di quante coppie di mia conoscenza si sono separate. la Liguria detiene il record italiano di separazioni! E questo fa passare la voglia di provarci. Quanto alla propensione a non legarmi, è verà a metà, l'altra metà è stata sfiga mia a non riuscirci, ahimè! Comunque immagino che in molti racconti di narrativa, perfino fantascientifici gli autori mettano anche qualcosina di se stessi o delle loro idee, quello autobiografico però non è certo questo, semmai il successivo "Un'insolita disavventura in tempo di crisi." Ciao ciao anche a te.
  • Anonimo il 29/01/2012 20:34
    La penso anch'io come Fernando ed avevo anch'io letto il precedente racconto, anche se non ricordavo esattamente quale fosse la trama. Ma la trovata geniale di definire divorzista quello che in effetti è un giustiziere mi era rimasta impressa. Che dire Massimo: sono proprio i tuoi racconti... a volte penso che sei un Killer professionista e ti mascheri (benissimo per giunta) da scrittore per coprire la tua vera vita.
    Io scherzo, questo è ovvio, ma nel racconto c'è qualcosa di te... lo sento. Per esempio l'odio per i rovinafamiglie... e poi la non grande propensione a legarti... devo imparare anch'io a scrivere di fantasia sfruttando una parte di me senza esporla... spero in un tuo aiuto... ahahah... ciaociao.
  • Anonimo il 29/01/2012 20:14
    Altro racconto che mi ero perso... rimedio subito... ciaociao
  • Massimo Bianco il 29/01/2012 00:50
    Beh, che dire? Un commento il tuo che mi riempie di soddisfazione, anche perchè dà un responso positivo a tutte le scelte da me effettuate nello sviluppare il racconto. È quindi un GRAZIE tutto in maiuscolo questo che ti rivolgo.
  • Fernando Piazza il 28/01/2012 20:23
    Massimo, letto anche questo tuo avvincente e coinvolgente racconto. Ricordo il racconto che lo precede e la storia riprende esattamente dal punto in cui l'avevi lasciata... In fondo il vero protagonista è proprio lui, questo folle giustiziere che molto creativamente si autodefinisce "divorzista" piuttosto che killer di professione. Ti dimostri ancora una volta fine conoscitore dell'animo umano. In effetti trovo ottima l'introspezione psicologica dei personaggi nonché una dettagliata scrupolosità nella descrizione degli eventi e delle situazioni da te proposte. Non hai trascurato nulla, la forma è assolutamente perfetta, la lunghezza del testo non si avverte una volta iniziata la lettura e questo è un altro dei tuoi numerosi (nonché invidiabili) pregi. Persino il finale incontra il mio favore rientrando nel novero delle mie aspettative. Mi piace il finale aperto che lascia il lettore libero di immaginare un seguito che non sia necessariamente quello suggerito o proposto dall'autore. Il mio giudizio non può che essere positivo, ma non è certo una novità, no? Grande Massimo, tra i miei preferiti.
  • Massimo Bianco il 11/01/2012 00:34
    Grazie, Mariateresa, io cerco sempre di curare la lingua, troppi scrivono come viene viene, ma se uno desidera scrivere non solo per se stesso (altrimenti che pubblica a fare sul web?) si pretende, a mio parere, che scriva in un italiano come si deve. Considero un altro mio punto di forza le trame, soprattutto di azione, ma spesso - e anche qui - mi devo sforzare di essere più stringato di quanto vorrei perchè so bene che altrimenti quasi nessuno sul web mi leggerebbe. Saluti
  • mariateresa morry il 10/01/2012 13:52
    Caro mister White, ho letto con attenzione un racconto curioso, scorrevole, finalmente di buon Italianooooo!!! e grammaticalemten corretto. Spiritosa anche l'idea di base, questo strano " divorzista". Credo comunque che tu abbia compresso in racconto un testo che potresti benissimo sviluppare. Qualche dialogo in più e qualche passaggio più analitico sui personaggi, visti come si vedono loro, non guasterebbe. La mia è solo una opinione, perchè davvero il racconto è ben steso e regge senza sbavature o dimenticanze di testo. vado a frugare in qualche altro tuo scritto! bravo
  • John Barleycorn il 09/01/2012 19:20
    Era tra i preferiti perchè l'avevo iniziato a non avevo tempo... l'ho letto ora e mi è piaciuto.
    Mi piacciono i racconti concisi, sensa troppi particolari spesso inutili. Bravo
  • Massimo Bianco il 08/01/2012 11:06
    Avevo inserito una nota per questo racconto ma stranamente non la vedo da nessuna parte. La riporto allora qui: Questo racconto riprende alcuni personaggi di un mio precedente racconto, intitolato "Vent'anni di matrimonio" che era ambientato un anno prima dello svolgimento dei fatti qui descritti. Nelle mie intenzioni sarebbe un noir, ma mancando su PR questo genere ho dovuto taggarlo come giallo.
    Non è del resto il primo intoppo che capita al racconto, la cui pubblicazione arriva con settimane di ritardo perchè ho speso inutilmente ben 150 crediti per pubblicarlo ma risultava ogni volta perduto, alla fine ho scoperto che curiosamente il programma del sito non lo conservava perchè io mettevo la parola divorzista tra virgolette e ciò causava l'errore. Il titolo dunque va letto così: Gregorio Santi, professione "divorzista".
    Colgo l'occasione per ringrazire John Barleycorn per aver inserito lo scritto tra i suoi preferiti.

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