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Andrey e l'isola di Meth

Capitolo 1

C'era una volta, in un lontano paese del nord, un ragazzo, un certo Andrey, chiamato anche "Andre", aveva quindici anni, era vivace e in cerca di avventura, ma sfortunato. Era magrolino, esile insomma, ed era dunque il soggetto preferito dei ragazzi piu grandi. Ne vedeva di tutti i colori, ma non parlava. Ogni volta, quando usciva con una ragazza, cominciavano a prenderlo in giro, e gli fecero perdere perfino il vizio di uscire. Insomma, quel povero ragazzo non ne poteva più. Poi, un giorno, arrivò l'opportunità che gli avrebbe sicuramente permesso di cambiare vita : un trasloco. A proporre ciò fu lo zio, Simone, che sarebbe dovuto andare in un'isola sperduta per motivi di lavoro per fare ricerche, e se lo sarebbe voluto portare, per avere un po' di compagnia. Ovviamente Andrey accetta, tutto pur di liberarsi di quelle orribili persone che lo perseguitavano. L'avventura inizia!
Il viaggio, sarebbe durato circa 3 mesi, ma i genitori non avevano timore a mandarlo con lo zio Simone, si fidavano, quindi quei 3 mesi sarebbero passati velocemente. Il ragazzo, appena saputa la notizia comincia a fare i bagagli, felicissimo di intraprendere una nuova avventura; Finalmente arriva il tanto atteso giorno della partenza. I genitori erano in ansia, ma lo lasciarono partire ugualmente. Dopo tanti saluti, abbracci e raccomandazioni finalmente zio e nipote entrano in aereo (un aereo privato, ovviamente, non andavano a fare una vacanza e nessuno conosceva l'isola). Il volo è straziante, ma una volta arrivati tutto cambia. Andrey si sente una persona nuova, speciale, si vede sommerso dalla natura. Però c'è qualcosa che non quadra: dov'è la loro casa? Infatti appena scesi sull'isola egli domanda allo zio: " Zio, ma... ecco dov'è casa nostra? Cioè dove abiteremo per questi 3 mesi? E lo zio : "Bhe, caro Andrey, non abbiamo una casa, dobbiamo costruirla noi, se vogliamo avere un minimo di comodità, non credi?" "Sì, comunque hai ragione, e ti aiuterò! Sarà divertente". Si mettono all'opera, Andrey và a prendere tronchi, bacche e foglie, mentre lo zio comincia a cercare un luogo in cui poter costruire una specie di abitazione, semplice, comoda. Entro 1 settimana tutto è pronto, "Zio, ora cosa facciamo?" "Adesso, caro il mio nipotino, ti insegno cosa si può e non si può mangiare qui, in quest'isola, ovvero le cose commestibili o meno!" "Ma, scusa la domanda, non molto appropriata in questa circostanza, come si chiama quest'isola?" "Domanda molto intelligente, comunque quest'isola non ha un nome, credo siamo i primi a vederla" "Diamo noi allora un nome!" "Ci penserò Andrey, ci penserò, ma adesso andiamo a letto, su!" E vanno a dormire. Finalmente è mattina, quando il ragazzo si sveglia non vede lo zio, e si preoccupa. Dove sarà andato? Pensa. Intanto, pensa a far colazione con le bacche raccolte la sera precedente, e si reca in mare per prendere un po' d'acqua. Ecco che vede lo zio sommerso, sott'acqua; Simone emerge in superficie, lieto di vedere il nipote fuori di casa, ad esplorare il mondo che lo circonda. "Zio, ma cosa fai sott'acqua? È pericoloso!" "Ahahah, Andrey, non è pericoloso se sai nuotare, e poi mi sono sommerso per fare delle ricerche, per vedere se quì la vegetazione subacquea è diversa da quella delle nostre parti, e prendere un bel pesce da mangiare questa sera" "E cosa hai scoperto? È diversa?" "Sì, molto anche, ci sono molte forme di piante che non avevo mai visto, ora ne prendo un campione per esaminarlo, e portarlo da noi, in Italia" "Ok, ma zio, non devi mettere a rischio la tua vita per prendere uno stupido pesce! Poi abbiamo le bacche!" "Ma no, non possiamo mica nutrirci sempre di bacche! E poi, tranquillo, non rischio proprio niente" "Se lo dici tu, mi fido" e tornano a casa. Mangiano, bevono e scherzano anche "Senti Andre, io adesso vado fuori, per vedere se trovo qualcosa di nuovo, tu cosa fai? Resti qui?" "Vai tranquillo zio, mi divertirò! Resto qui forse, ma tu vai pure" "Ok, a dopo" e si incammina verso la folta vegetazione. Passano 5 minuti, un quarto d'ora, mezz'ora e Andrey non sa proprio cosa fare, decide quindi di uscire.

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2 commenti:

  • silvia il 16/03/2012 18:01
    Grazie mille!
  • Alessia il 12/01/2012 19:47
    Mi è davvero piaciuto, continua così!

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