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Lo spettacolo finale

Legno, legno ovunque. Come nella migliore tradizione ove sia il fascino a prevalere sulla struttura.
Di legno il pavimento, il soffitto, le colonne.
Di legno le scenografie, i pannelli, i supporti. Così come le sedie, piccole sediole messe in fila dalla galleria sino al palco.
La gente prende posto, persone composte, sulle quali il grande teatro esercita la propria solennità. I più sobri sono i meno abbienti, forse per la prima volta ad una piece. Ne avevano sentito parlare al mercato, o dal panettiere.
L'aveva detto il maestro della tal figlia, a scuola. E lei si era sentita un po' a disagio perchè era l'unica della classe a non esserci mai andata, a teatro.
Ma ora erano tutti lì, chi con sguardo apatico ed abituato, chi curioso, chi sorpreso. Ognuno attende l'inizio, seppur alcuni solo affinchè arrivi prima anche la fine, contraltare di chi la fine vorrebbe non vederla mai.
È una questione di emozioni, spesso il denaro e il potere comprano tutto e vendono il cuore.
Spalti gremiti, finalmente le luci si abbassano.
Si apre il sipario, compare l'attore.
"Buonasera bella gente, tutti allegri e ben vestiti.."
Vestito con ricami, truccato, braccia aperte, l'attore si rivolge alla sua platea. La fissa, la possiede. Guadagna l'attenzione.
Un bambino guarda assorto le mani dell'attore che si muovono, descrivendo ampi cerchi ed irregolari vortici. Figure che accompagnano le sue parole e i suoi ragionamenti, quando dando forza ai suoi acuti, quando accarezzando i suoi sussurri.
Suda, l'attore. La passione del suo dire è pari solo al suo valore. Ha calcato i più importanti palchi d'Europa. Soldi, prestigio, ammirazione. La sua carriera lo supera in soddisfazione.
Donne, tante. Ma d'amore una sola è l'effige che porta impressa nella mente. Un amore finito, seppellito da anni di tumultuosa vita, ove il ricordo spesso prende il posto della speranza.
Ma l'attore è un sognatore, brama un nuovo incontro, confida nel suo amore, in quello di lei, sà che si rincontreranno. Vive decantando versi e panegirici sognando, un giorno, di vederla tra la folla ad ammirarlo.
"Riconquisterò il suo cuore. Ella tornerà da me. Mi ammirerà, mi amerà."
Codesti pensieri lambiscono l'attore mentre meccanicamente ripete la sua scena.
È il momento più importante, il personaggio rivela la presa di coscienza e sfida il mondo con rinnovata fede.
D'un tratto, tra le battute finali, l'attore scorge un volto fra il pubblico.
La vede.
Bellissima come tanti anni prima.
Il suo cuore ha un sussulto, la sua voce una flessione, è un fascio di pensieri.
Ma un dettaglio non sfugge all'occhio di chi è maestro nel capire il proprio pubblico: ella non lo riconosce. Distrattamente attenta, conferisce con uomo al suo fianco. Sulle sue gambe, un bambino.
L'attore è attore fino in fondo. Non tradisce alcuno smarrimento. La sua è l'ennesima conferma di professionalità e prestigio.
Conclude.
Scrosci d'applausi infrangono il silenzio della sala, piovono fiori dalla loggia. Il pubblico è commosso, l'attore sorridente.
Concede un inchino.
Si chiude il sipario.
Il pubblico lentamente lascia la sala.

Nel silenzio, all'interno del teatro ormai vuoto seppur ancora denso di calore, risuona un colpo di pistola.

 

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1 commenti:

  • Ada Piras il 11/01/2012 11:41
    Mi è piaciuto molto.. ma triste finale.

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