username: password: dati dimenticati?   |   crea nuovo account

Vita e immortalità

Un poeta, notamente ateo, interrogato da suoi amici su ciò che c'è dopo la morte risponde così:

Francamente non credo in Dio, sono ormai parecchi anni che ho rinunciato alla fede, è il più delle volte utilitaristica per non parlare della chiesa organo che sfrutta la figura di intermezzo fra Dio e gli uomini per pavoneggiarsi e condizionare le menti umane; sebbene io affidi gran parte delle mie credenze nelle mani della scienza e dell'arte ho una mia personale teoria per quanto riguarda la vita, scienziati affermano che essa dopo la morte abbia fine, io non sono d'accordo forse per paura o egocentrismo. Penso che la vita in quanto parte del tutto non può essere distrutta poichè "Nulla si crea, nulla si distrugge" persino i ricordi più remoti rimangono conservati nella nostra mente sebbene celati alla nostra razionalità... chissà forse esiste una dimensione in cui l'energia che da fonte alla vita stessa circola in un immenso flusso: quando nasce una vita esso ne riversa una parte in quel corpo appena generato per poi riassorbire quella frazione al momento della morte, ogni parte del flusso potrebbe contenere una personalità fondamentale (che viene tuttavia plasmata nel corso della vita), una personalità che ci identifichi, che si potrebbe chiamare persino "anima"... ma forse tutto questo non è altro che una sciocca fantasia frutto del terrore e dell'inconcepibilità del non esistere.

 

un altro testo di questo autore   un'altro testo casuale

0 recensioni:

  • Per poter lasciare un commento devi essere un utente registrato.
    Effettua il login o registrati

10 commenti:

  • Anonimo il 30/12/2012 10:30
    io mi trovo sinceramente in accordo con tutto ciò che ho letto, questo rappresenta anche il mio pensiero, ciò in cui io credo o mi piace credere e quindi la mia fede.
  • Moni Flà il 04/12/2012 04:44
    Vorrei anche "correggere" Giacomo, con il suo permesso e con tutto il rispetto, sul tema "ateo" e "agnostico" così tanto dibattuto. L'ateo nega la possibilità che esista un dio, l'agnostico pensa che il limite della ragione non possa stabilire con estrema certezza che dio esista o che non esista, quindi non si pone il problema. Entrambe le categorie, però, vivono prescindendo dalla credenza in uno o più esseri sovrannaturali. Aver paura della morte è un sentimento umano, ma voler supporre che siamo energia e che ci ricongiungeremo con il cosmo non fa, a mio avviso, di un ateo un agnostico. Tutti possiamo essere d'accordo sul fatto che la morte sia la fine della vita, ma su cosa avvenga dopo abbiamo opinioni diverse. Essere atei non significa credere per forza che dopo la morte vi sia il nulla eterno. A-teo è un concetto legato a dio, non alla morte. Io sono atea, ma, pur non credendo assolutamente in un essere superiore creatore di tutto ciò che esiste, non posso non essere d'accordo sul fatto che, in quanto materia, potremmo trasformarci in qualcos'altro.
  • Moni Flà il 04/12/2012 04:16
    Scusami MariaTeresa, dove sarebbero i limiti e dove le contraddizioni? Possiamo inconfutabilmente dimostrare, grazie alla scienza, che siamo materia, quindi supporre che come tale ci trasformeremo in qualcos'altro. Dove sarebbero le prove inconfutabili che siamo figli di dio e che, se faremo i bravi bambini, mangeremo caramelle in paradiso?
  • mariateresa morry il 10/04/2012 08:23
    scusate errori... soprattutto quid pluris
  • mariateresa morry il 10/04/2012 08:22
    Che immensa tristezza a leggere la filosofia di fondo di questo brano: io nostro essere, la nostra spiritualità, il nostro più " profondo" ridotto a questione di flussi, energie cinetiche, scambi sinapsiali... una questione di Chimica, insomma. Tuttavia anche a quella Chimica si pretende di dare un quind pluris che l'avvicini all'Eterno... limiti e contraddizioni dell'ateismo.
  • Ellebi il 10/04/2012 02:27
    Già, ognuno cerca di costruirsi il suo cielo, il suo paradiso, una teoria sull'immortalità.
    E ognuno lo fa secondo il suo temperamento e la sua sensibilità.
    Per esempio Detlev von Liliencron, un soldato, pare abbia detto: "In Cielo, mi piacerebbe partecipare ogni tanto a una guerra, a una battaglia". Esprime un desiderio ma implicitamente vede l'altra "dimensione" non dissimile da quella in cui vive.
    Saluti
  • Falco libero il 09/02/2012 01:44
    Una bella riflessione su una tematica molto difficile e nodosa.
    Bella comunque e bravo.
  • Gianni Spadavecchia il 23/01/2012 17:02
    Penso che ognuno di noi abbia una sua idea personale di cosa c'è alla morte e dopo.. E son sicuro che nessuno ha ragione. Racconto che mi ha illuminato, bravissimo marco
  • Marco Ambrosini il 23/01/2012 00:20
    L'energia che da origine alla vita che comprende le nostre anime penso risalga alla nascità dell'universo quindi non la vita in sè per sè che è nata solo quando ha trovato un modo per incanalare questa energia grazie del commento e comunque si, sono più vicino all'agnostico che all'ateo
  • Anonimo il 22/01/2012 17:13
    Quel poeta non ha ragionato da Ateo ma da Agnostico, quale io sono... e le sue motivazioni mi sembrano pertinenti anche se il ragionamento è poggiato sulla teoria che l'energia non si crea e non si distrugge... ma se non si crea allora tutti noi e la nostra anima c'eravamo già prima di nascere... ragionamenti difficili anche se confermo che possano far pensare. bravo a sollevare la questione, comunque... ciaociao

Licenza Creative Commons
Opera pubblicata sotto una licenza Creative Commons 3.0