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Paura del vento

Come ogni sera mi ritrovo sul letto del mio bambino pronta a raccontare una storia per farlo meglio addormentare.

C'era una volta, così ogni favola deve iniziare, un grande bosco di querce, ben curato dal contadino, che spesso, proteggeva i piccoli germogli appena nati dalle ghiande cadute durante l'autunno, spostandoli in piccoli vasi per farle crescere più forti e per poterle così ripiantare nell'estate successiva. Le sceglieva con cura e tutte le sue piccole ghiande, erano poi diventate grandi alberi sotto i quali spesso si fermava per sognare e fantasticare.
Un autunno però ne dimenticò una, era molto piccolo il suo germoglio e nascosto sotto una ricca coltre di foglie secche.
-Che paura, come faccio, non mi ha visto!- pensava la piccola ghianda - Non posso resistere tutto l'inverno, di certo il gelo mi farà morire. Grande mamma Quercia ti prego dimmi cosa devo fare, per poterlo richiamare, per essere anch'io custodita al calduccio e andare a fare compagnia alle mie sorelle la prossima estate -.
La grande mamma Quercia cercò di tranquillizzarla - Mia dolce e piccola creatura, non devi avere paura della natura. Noi tutte siamo nate qui sotto il gelo, tra i caldi estivi, guardaci siamo grandi, forti, imponenti. Sai cosa ti dico, è una fortuna che ti abbia dimenticato, non sempre essere protetti dal tutto è il modo migliore per crescere -.
Così la piccola ghianda si fece coraggio e stringendosi per come poteva alla sua imponente mamma, cresceva. Scoprì allora il fresco odore dell'autunno, tutte quelle foglie dei colori così diversi, vide altre ghiande come lei iniziare a crescere, sentì la pioggia scorrere sulle sue piccole ramificazioni, ma soprattutto conobbe la neve, il freddo e il gelo. Tutto riuscì a vincere, ma vi era una sola cosa che non sopportava ed era il vento.
Il vento la spaventava, temeva la potesse sradicare. Lui riusciva a intromettersi in tutti gli angoli scoperti. La sbatteva di qua e di là, le faceva il solletico, la spingeva in alto e poi in basso, smetteva e ripartiva. Insomma questo vento faceva ciò che voleva, come se di niente e di nulla a lui importasse.
All'arrivo della primavera giuse un forte temporale, il vento era furioso, sembrava proprio arrabbiato con tutti, nessuno restava indenne al suo passaggio.
- Ho paura grande mamma Quercia. Oggi il vento pare proprio impazzito! -
- Mia adorata piccola ghianda, ma quando imparerai ad amare tutta la natura, anche il vento a ben pensarci, ti ha molto aiutato a diventare grande. Forse lo devi anche ringraziare. Pensaci amore mio, grazie al vento le tue radici sono ben salde al terreno, tanta era la tua paura di essere sradicata, che ti sei aggrappata fortemente alla terra. I tuoi piccoli e fragili rami sono flessuosi, hanno imparato a muoversi seguendo i movimenti che lui t'imponeva. Guarda poi cosa ha fatto alla tua mamma, vedi quante nuove piccole foglie stanno arrivando, pensa che se il vento non mi avesse ripulito dalle vecchie, ora non avrei quest'abito nuovo, sarei pesante e a fatica potrei farle uscire. -

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8 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • senzamaninbicicletta il 24/01/2012 12:32
    La narrazione è schietta scorrevole, ricca di belle immagini e spiegazioni esaustive nei dialoghi rendono la lettura semplice come deve essere una fiaba. Senza però nulla togliere al significato e all'insegnamento profondo di mamma quercia. "ma quando imparerai ad amare tutta la natura, anche il vento a ben pensarci, ti ha molto aiutato a diventare grande"... La morale della favola è importante per la crescita dei bambini che imparano proprio da queste letture l'approccio alla vita: in questo racconto si sviluppa pian piano lungo il cammino e quando arriva con il finale è delicata come una carezza. Si evince chiaramente un carattere filopedagogico di successo dell'autrice. Che la sua strada sia quella della prosa fantasy? Magari un sentiero verso un castello fatato? Bravissima. L'ho letta e apprezzata molto.

8 commenti:

  • Fabio Magris il 29/12/2012 15:50
    Mi hai incantato con questa favola che fa bene anche ad adulti però... È tenera e scorre che è una meraviglia. La morale finale chiude e fa sì che non resti una "semplice" storia.
    Complimenti vivissimi da parte di un bambino invecchiato nel tempo. Fabio
  • PIERO il 03/03/2012 22:54
    Magica! La rileggerò fino ad impararla a memoria per poterla raccontare al mio nipotino quando sarà un po' più grande.
  • Pepè il 29/02/2012 22:16
    Ma con favole così belle tuo figlio riesce a prender sonno? Secondo me te ne chiede un'altra.
  • stella luce il 25/01/2012 16:34
    grazie davvero troppo gentili con me come sempre... un abbraccio a tutti
  • Fernando Piazza il 24/01/2012 21:20
    Bella e tenera la tua fiaba, soprattutto molto istruttiva, dal contenuto spesso e profondo. Scritta con grande maestria e dotata di una forza travolgente: la natura come insegnante di vita, valida sempre, per qualsiasi età. Ho scritto anch'io una fiaba (nata da una "sfida" con mia moglie) ma non credo mi sia riuscita altrettanto bene come la tua (e poi la mia è pure natalizia a differenza di quella di mia moglie). Complimenti per il tuo bellissimo racconto.
  • Anonimo il 24/01/2012 16:34
    meravigliosa, tenerissima la piccola ghianda, la favola e tu.
  • Anonimo il 24/01/2012 16:31
    Stupenda favola, molto istruttiva senza cadere nel melenso. Veramente una bella allegoria, o metafora della nostra vita... dovessi tornare indietro ed avessi bambini piccoli gliela leggerei pari pari. E gli direi pure che a scriverla è stata Stella Luce, una fata buona. Anche ben scritta, con una sintesi di narrazione che io non ho e pertanto ti invidio. ciaociao
  • Vilma il 24/01/2012 15:28
    molto bella questa favola e un bel insegnamento devo dire... complimenti

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