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Seguito alla mia opera parentesi di vita

FIGLIA G come dicevo, consegno il profumino accennando al fato che conoscevo la sua figliola. Un po perplesso e con modi consoni alla buona ospitalità, mi invita ad entrare, mi fa accomodare in un piccolo salottino di un blu cobalto, arredato con dei preziosi quadri (opinione mia) e dei fiori recisi freschi posti in un vaso di vetro anchesso a sfondo blu. Il mio spiccato senso di osservatore, se per un attimo mi aveva distratto per ammirare l'ordine e la semplicità del luogo, mi riporta d'istinto alla realtà quando odo il padron di casa che con voce decisa ma garbata, chiama a rapporto tutta la famiglia. Poichè ha lo sguardo a me rivolto, ritengo che io debba giustificare la mia presenze in casa sua. Provo con un po di timore a spiegare come ho avvicinato sua figlia, come ho avuto la fortuna di conoscerla, e, come avevo programmato la mia vita per i i prossimi enni anni in armonia con la compagnia della persona contesa. Evito di spiegare le modalità che si sono susseguiti e con orgoglio accetto la decisione sofferta del papà di G. . Mi autorizza a frequentare la sua casa con il limite di due volte alla settimana e solo nelle ore dove era prevista la sua presenza, premettendo che, era indispensabile che un membro della mia famiglia avrebbe dovuto presentare regolare richiesta di fidanzamento. Spiego che sono orafno di padre e che la mia famiglia ha la residenza a 1500 Km di distanza e che, a limite potevo chiedere ad una mia sorella sposata in un paese della provincia di Trapani, località questa abbastanza vicina da potere affrontare il viaggio come andata e ritorno nella stessa giornata. Mi concedeva questa alternativa che mi permetteva già di considerarmi persona di famiglia. La cosa fu fattibile nel giro di qualche giorno, in effetti mia sorella si rendeva disponibile e da brava siciliana approvava la giusta richiesta. Purtroppo quando al mio comando vennero a conoscenza del fidanzamento, predisposero per il mio trasferimento. Mi consigliai con il padre per due motivi: ricevere un parere e giustificare la mia partenza inaspettata, difatti fu proprio così, il padre che non vedeva di buon occhio il fidanzamento della figliola ancora tanto giovane, mi assicuro che avrebbe parlato lui per non addolorare la figlia. Fu così che decisi di no prolungare la ferma militare per ritornare a casa. Naturalmente I mio pensiero era continuamente rivolto al mio amore lontano e mi ripromettevo di sposarla non appena mi fossi sistemato con un buon lavoro. La nostra relazione continuò attraverso messaggi epistolari fin quando un bel giorno non ricevetti più la sua posta, dopo un periodo ragionevolmente lungo, mi decidevo di telefonare al padre per avere notizie. Dolorosa e contemporaneamente di sollievo fu per me la risposta datami (( LA RAGAZZA PER IL DOLORE PROVOCATO DAL MIO ABBANDONO, SE NE ERA FUGGITA CON UN SUO COMPAGNO DI SCUOLA ))

 

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1 recensioni:

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  • Grazia Denaro il 07/02/2012 23:24
    Bellissimo racconto dal finale non scontato, raccontato benissimo che mi ha intrigata molto bravissimo Agostino lei è un eccellente narratore e per i suoi studi non fatti a sufficienza di cui ha parlato poc'anzi, le devo fare i miei complimenti per come si esprime correttamente.

2 commenti:

  • gina il 28/01/2012 12:58
    Non ci posso credere! Gustavo già un finale da: "e vissero felici e contenti", pensavo che tu stessi narrando come avevi conosciuto tua moglie...
    Comunque apprezzato il racconto per il sapore di altri tempi, dove il corteggiamento era una cosa seria... o quasi, a quanto pare...
  • AGOSTINO il 28/01/2012 04:04

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