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A Lillian

Carissima Lillian,
prima di partire dovevo salutarti.
Ti starai chiedendo dove me ne devo andare, non ti risultava che io dovessi partire.
Dove vado è un luogo da cui non potrò ritornare, non ho avvisato del mio arrivo, ma sono certa che troveranno un posto anche per me.
Sarà un viaggio breve, credo, non so ancora bene, non vi sono stata mai.
Partirò alle prime luci dell'alba, quando ancora il sole, con i suoi raggi, invaderà la vallata. Sai quello è il momento che preferisco del giorno. Tutto assume un aspetto fatato, i colori sono tenui e dolci anche i più cupi, si sentono i primi uccelli col loro canto mattutino, se si è fortunati, si vedono anche piccoli caprioli che brucano l'erbetta fresca, poi sul suo punto di vedetta appare il piccolo falco che scruta tutto con la sua eleganza.
Non saranno necessarie valige piene di roba che puntualmente riportiamo da ogni viaggio sottoutilizzato, con la paura di lasciare a casa qualcosa che ci possa servire. Dove vado, non servono vestiti, creme, profumi o scarpe. Si dice che tutto sia etereo e che dunque non si badi molto a quello che s'indossa. Non vi è né caldo ne freddo, non piove e mai neppure nevica, o almeno credo.
Sai le fonti su quel luogo sono molto incerte, ha mille nomi e diverse descrizioni, ma nessuno è mai potuto tornare per raccontare ciò che ha veduto.
In genere si viene chiamati per andarci. Spesso ti fanno una bella improvvisata, forse per questo non serve portare nulla, quando ti chiamano non si ha tempo per preparare le cose, tante volte non si ha tempo neppure per salutare le persone più care.
Poi ci sono le persone come me, che invece da maleducate si autoinvitano, ma sia sono molto tolleranti e non si arrabbieranno molto, almeno spero.
... cosa dici? Sono una vigliacca?
Lo so hai ragione, non è di certo questo il modo di fare, ma lo sai io non sono mai stata capace di lottare, soprattutto quando la battaglia è già persa alla partenza.
Amica mia non sono triste e neppure dispiaciuta, credo di avere fatto tutto qui, non servo più a molto.
Ti chiameranno di certo per sapere se conosci il luogo in cui sono andata, tu allora risponderai : "È nel luogo in cui tutto tace", in fondo dirai il vero, non vivo forse già nel pieno silenzio?
Sono pronta ora parto, ti lascio la lettera sotto la porta, domani mattina io sarò già arrivata.
A presto Lillian.

Ps : Sai bene quanto odio gli elogi di chi non c'è più, diventa facile per tutti parlare bene di chi non può difendersi, per cui mi raccomando a te, che nessuno dica niente. Niente fiori o fotografie. Lanciatemi al vento del mattino dopo che l'inferno mi avrà bruciato.

 

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8 commenti:

  • mauri huis il 28/03/2012 23:34
    Sono già passati due mesi ma io l'ho letto solo ora, e forse è meglio. Triste ma ben scritto. Complimenti e coraggio!
  • Anonimo il 12/02/2012 01:40
    uffa... ma dove hai imparato a scrivere bravissima in tutto, contenuto e stile
  • stella luce il 31/01/2012 10:29
    Felice che vi sia piaciuta... alcune precisazioni... Lillian è la protagonista di un libro che ho letto durante le vancanze di Natale, un racconto che mi ha rubato il cuore letto e messo sul mio comodino, spesso lo sfoglio e rileggo le parti che più ho amato... devo ammetterlo vorrei avere una cara amica come Lillian che ti comprende anche senza parlare... il resto è fantasia e realtà... si muore ogni giorno a ben pensarci, tutto quello che facciamo non lo potremo mai più rifare... ed io vorrei tanto essere alle volte su quella vallata per ripartire col mio raggio di sole nel cuore... grazie a tutti un forte abbraccio
  • Anonimo il 28/01/2012 07:20
    Vero Fernando... amica mia... hai ragione. mi era sfuggito...
  • Fernando Piazza il 27/01/2012 22:11
    Credo sia piuttosto indirizzata ad un'amica, come specificato nella lettera... comunque sia è molto triste. Chi ha il coraggio di fare un gesto così estremo e di dettare le ultime volontà di proprio pugno prima dell'ultimo viaggio? Eppure certe realtà avvengono e tu Stella Luce l'hai saputa raccontare in modo mirabile. Da brividi ma... possibile. Mi raccomando, la prossima volta una lettera più allegra, eh?
  • Anonimo il 27/01/2012 17:21
    Un contenuto che ha il pregiuo di prendere il lettore e commuoverlo, nel senso di muovere-con.
    Anche originali alcuni passaggi e tutto l'impianto narrativo risulta credibile, convincente. Avrei chiarito chi è Lillian; la figlia immagino.
    Con qualche piccolo ritocco si poteva caricarlo di maggior pathos... vabbè, comunque brava. ciaociao
  • mirtylla il 27/01/2012 16:36
    Questa epistola mi lascia perplessa, è fantasia? È realtà? Spero ardentemente che la nostra narratrice si sia solamente immedesimata in una disperazione che porta alla morte, se così non fosse ricordati che la vita non lascia mai i suoi figli allo sbaraglio totale e che prima o poi ti risarcirà delle mancanze che hai avuto. Non bisogna demoralizzarsi per un momento no, ma aspettare che passi.
    Un caro saluto
  • karen tognini il 27/01/2012 15:40
    Spero sia solo fantasia... ne sono certa...
    dai non ci lasciare con il pensiero...

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