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Tat twan asi!

Tante volte, mi sono aggrappata ad esili fili di speranza cercando d'inseguire il volo vorticoso di neuroni impazziti. Ho tentato, violentandomi, di scalfire il muro del silenzio, ho combattuto contro l'onda anomala con caparbietà, forza, tenacia e... non mi sono arresa MAI!! Ma, quando quei graffi nell'anima diventano lacerazioni profonde si deve decidere se continuare a vivere o farsi trascinare con inerzia nel baratro.
Sospesi nell'indecifrabile mistero del nulla, restano i tanti perché ed il dolore!
Se in un giorno qualunque, il sole improvvisamente s'oscura e una folata di vento gelido t'assale, trascinandoti in un uragano che distrugge tutto al suo passaggio, in che modo lo puoi spiegare?
Una storia d'ordinaria follia, e, in un istante il palazzo che credevi costruito su solide basi di speranze, certezze, desideri, sogni, crolla come una fragile scultura di sabbia.
Lo tsunami, con violenza inaudita ha portato via con sé tutto ciò che con sangue e sudore era stato eretto. Ha divelto cuori, lasciando negli occhi inebetiti terrore e disperazione!
Chissà dov'era quel maledetto giorno il mio angelo, forse era andato in vacanza, chissà!
Brutto mestiere il suo, eh già... Ma non era Lucifero stella del mattino e figlio dell'Aurora?

 

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2 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Anonimo il 04/02/2012 08:31
    Come si spiega il dolore? Come possiamo spiegare, noi uomini, gli "tsunami" dell'anima che tutto distruggono al loro passare? La risposta in questo brano non la troviamo (se non in una appena accennata allusione luciferina) forse perché una risposta non c'è. Un po' generico questo brano ma molto poetico.

2 commenti:

  • Patrizia Cappa il 29/01/2012 22:54
    Questa cosa vivente sei tu! Un cielo sereno, sgombro da nuvole e, improvvisamente, il tornado! Lucifero, l'arcangelo più bello e più splendente che cade nel baratro : "Come mai sei caduto dal cielo, figlio dell'Aurora, come mai sei stato messo a terra, signore dei popoli?"
  • Fernando Piazza il 29/01/2012 22:31
    Che strano titolo! Intanto potresti cominciare a spiegarlo meglio a noi ignari lettori. Pensavo che addentrandomi nella lettura avrei chiarito il suo significato ma così non è stato.
    È una pagina lirica, una riflessione sull'assurdità della sofferenza, sull'inevitabilità del dolore, sull'impossibilità di prevedere l'imminenza di un'eventuale tragedia... ma un po' troppo vago come testo. Difficile dire a cosa si riferisca di preciso. Per la sua genericità e con così poco materiale si presta a più di un'interpretazione. A meno che non sia questa la tua intenzione... Catastrofe naturale o ferite del cuore? Comunque è stato bello leggerti. Più corposità alla prossima, eh?

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