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Il ruolo della comunicazione nella genesi del conflitto e nella conciliazione

Il termine comunicazione deriva dal latino (cum = con, e munire = legare, costruire e communico = mettere in comune, far partecipe) e vuol dire mettere in comune, condividere con gli altri pensieri, opinioni, esperienze, sensazioni e sentimenti.
La comunicazione non è, quindi, semplice informazione o messaggio ma relazione e scambio.

Spacchettando il processo comunicativo troviamo i seguenti elementi essenziali:
1. l'emittente: chi avvia la comunicazione;
2. il ricevente: chi riceve il messaggio;
3. il messaggio: il contenuto della comunicazione;
4. il codice: sistema di segni che si usano per trasmettere il messaggio: una lingua, un gesto, un grafico, un disegno;
5. il canale: il mezzo tecnico con cui il messaggio si trasmette (telefono, fax, posta, e-mail, ecc.), e il mezzo sensoriale coinvolto nella comunicazione (udito, vista, tatto);
6. la codifica: la trasformazione di idee, concetti e immagini mentali in un messaggio comunicabile attraverso il codice. In questa fase sono importanti i paradigmi e gli schemi mentali;
7. la decodifica: il percorso contrario svolto dal ricevente per capire, interpretare il messaggio. In questa fase sono importanti i filtri mentali, gli schemi precostituiti, gli stati d'animo, l'immagine dell'altro;
8. il feed-back: il flusso di ritorno che consente all'emittente di percepire se il messaggio è stato ricevuto e come è stato capito, interpretato;
9. il contesto o ambiente: è il luogo, fisico o sociale, dove avviene lo scambio comunicativo.

La modalità della comunicazione può essere:
• verbale: utilizza le parole, il dialetto, la lingua nazionale, il linguaggio popolare o erudito...;
• non verbale: gesti, postura del corpo, espressione del viso, ...;
• paraverbale: modo di utilizzare la voce;
• simbolica: il modo di vestire, gli oggetti di cui ci circondiamo.

Queste tre modalità di comunicazione quasi sempre interagiscono tra di loro producendo risultati diversi:
• rafforzano il messaggio, ne riducono la dispersione e consentono una migliore percezione;
• rendono strabica e poco credibile la comunicazione: si dice una cosa e se ne comunica un'altra con il viso.

- La difficoltà di comunicare

La traduzione del pensiero e dell'esperienza in messaggio è difficile, le cose veramente importanti si possono solo sperimentare.

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3 commenti:

  • Vincenzo Capitanucci il 08/02/2012 20:46
    anche in fisica quantica.. certi fenomeni.. si presentano... come l'osservatore se li aspetta...
    anche il bosone di Higgs...è interessantissimo... penso che si prepari una vera rivoluzione...
    qui c'è pochissima neve Ettore.. ma non son più a Milano ma sul lago di Garda...
    buona serata... e grazie... della comunicazione...(comune azione)verso... la Conoscenza di noi stessi e degli Altri...
  • Ettore Vita il 08/02/2012 11:56
    Vincenzo buona giornata, forse innevata come da me...
    Questa mia riflessione ha fatto venire l'orticaria e ha tenuto tutti lontani... difetto di comunicazione, non ho il dono della sintesi.

    Quel che dici è vero, lo condivido, vediamo con i nostri paradigmi, forse vediamo quello che è già dentro di noi. Quando abbiamo una idea di qualcuno tutto quello che fa e dice viene visto alla luce/ombra di questa idea.
  • Vincenzo Capitanucci il 08/02/2012 07:16
    Molto interessante Ettore... letto appena sveglio... bisogna farlo... anche se lunghissimo... si legge molto piacevolmente...

    Il mondo, l'altro, il prossimo non è semplicemente e oggettivamente "là fuori", ma viene costruito dentro di noi dai processi di percezione, a seconda di quali parti/aspetti si decida di osservare...

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