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Sognavo

Avevo 12 anni, nel mio paese un anno prima il sei di febbraio, c'era stato un forte sisma che aveva distrutto tutto il centro storico. Con altri amici avevamo preso la brutta abitudine di recarci dentro il paese vecchio, il quale era completamente chiuso alle persone.. si fa per dire, noi entravamo come e quando ci pareva e, da irresponsabili ci inoltravamo all'interno delle vecchie abitazioni semidistrutte, con soffitti traballanti o addirittura crollati. Era quello il gusto! sfidare la paura, far vedere ai ragazzi più grandi che non avevamo paura di nulla, durante queste incursioni facevamo la raccolta del rame e di ogni tipo di ferraglia che si trovava all'interno di queste abitazioni abbandonate, io ero affascinato dalle chiavi, ne avevo raccolte tantissime e le avevo messe in un ferro a tondo come fanno i ladri nei film, mi sentivo un ladro professionista, come vedevo una porta chiusa iniziavo a provare le numerose chiavi nella speranza vana, che una aprisse quella porta. Sognavo di essere Diabolik.
Quando ero impegnato nei passaggi pericolosi, tenevo tutte le chiavi appese al passante dei pantaloni, mi sentivo importante.
Un giorno entrammo dentro una vecchia torre giù vicino al comune, era piena di vecchie radio a valvole, erano tutte riposte su scaffali, stranamente ancora ben ordinate, era un laboratorio di riparazione di apparecchi radio, il proprietario, sicuramente collezionava i vecchi "geloso" noi le guardavamo, ma non osavamo toccarle, erano come una sorta di santini, presi dalla curiosità, salimmo sopra il tetto della torre e là trovammo dei nidi di corvi con alcuni pulcini, allora decidemmo di adottare una cornacchia.
In quel periodo, nessuno faceva caso se si prendeva un pulcino di corvo o di altri volatili e lo si portava a casa, così prendemmo quello che per noi sembrava il più bello e lo portammo a casa mia, lì avevo un grande terrazzo di circa 20 metri, dove da sempre con mio fratello maggiore, quando capitava ci tenevamo i nostri volatili, merli, gazze, corvi o falchi, i merli li tenevamo in una grande gabbia, invece in casa li lasciavo liberi e loro svolazzando, si posavano sulla mia testa o sulla spalla a volte mi lasciavano dei regali, ma non me la prendevo più di tanto, per quanto riguarda i corvi le gazze o i falchi dopo che li avevo cresciuti li lasciavo liberi di volare, tornavano sempre, perché sapevano, che avevo sempre un pezzettino di carne da offrire a loro, si posavano sul muro ed aprivano i loro becchi reclamando a gran voce il loro premio, ogni tanto però non facevano più ritorno in quel caso speravo, che nessuno li avesse catturati e immaginavo che magari avessero trovato un compagno o una compagna.
Sognavo di essere un ammaestratore di volatili.
Un pomeriggio andai in una strada dove sapevo che c'erano delle auto abbandonate, ci andavo spesso, lì c'erano una fiat 600, una multipla, un fiat 1100 con il cambio al volante e poi c'era lei! la topolino, la guardavo era la mia preferita, perché era la più decente, aprivo lo sportello mi sedevo al posto di guida ed iniziavo la mia lezione di guida, accendevo per finta il motore imitavo il rumore con la bocca, regolavo lo specchietto centrale, schiacciavo la frizione e inserivo la prima mettevo la freccia e partivo vrrrrrummmmm, facevo la doppia e inserivo la seconda vrrrrrummmmm, e così via fino alla quarta, la marcia più alta, mica come adesso che ci sono auto a 6 marce, oppure con il cambio automatico ad otto marce, la cosa andava avanti per molto tempo, poi mi fermavo e parcheggiavo.

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l'autore alta marea ha riportato queste note sull'opera

Il sisma di cui parlo è quello che ha colpito il paese di Tuscania (VT) il 6 febbraio 1971 alle ore 19, 07 la prima scossa, alle ore 22, 30 la seconda, che provocò 34 vittime tra la popolazione.


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4 commenti:

  • Massimo Bianco il 09/02/2012 18:14
    Una piacevole lettura
  • mauri huis il 07/02/2012 14:32
    Insomma sei stato anche tu un bambino normale, non come quelli bionici che tiriamo su adesso! Armeggiavi nelle case abbandonate e sognavi di guidare, eh? Ti svelo un segreto: al mio, che fa la patente adesso, ho dovuto spiegare come e perchè e cosa sono, quei tre pedali che ci sono sotto il volante! Beh, il racconto ha funzionato. Sono tornato per un po' bambino anch'io, al modo in cui lo eri tu. Poi basta, ha già detto tutto la MTM. saluti e complimenti!
  • senzamaninbicicletta il 06/02/2012 05:50
    un racconto assai apprezzato, bravo
  • mariateresa morry il 05/02/2012 22:25
    Questo racconto è scritto con molta autenticità e nel suo autobiografismo narra vicende di ragazzi che sembrano lontanissime nel tempo; ragazzi liberi e incoscienti che curiosano ovunque e sic cacciano anche nei guai. Infanzie così sono molto preziose per chi le ha vissute. Si legge un contatto con la natura davvero straordinario. Raccogliere piccoli di uccelli e portarli a casa... anche la storia del mazzo di chiavi è molto singolare.. bravo Alta, ci sai fare... solo che dovresti un po' maneggiare la punteggiatura... periodi un po' troppo lunghi e senza punti. Se lo rivedi un attimo e metti i punti, è tutto davvero OK. Mi hai fatto venire in mente Le avventure di Tom Sawyer di MArk Twain oppure La guerra dei bottoni... davvero molto simpatica questa lettura!!

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