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Serata al lago con buzzati

e così un giorno di punto in bianco decisi:è il momento di rubare una macchina e partire. Rubai la macchina, era una vecchia station vagon probabilmente degli anni 90 o giù di lì; inforcai la prima strada che dava verso le montagne, le alpi, e proseguii finchè non dovetti fermarmi a pisciare. sfruttai la breve pausa anche per ragionare sul da farsi, ero indeciso se dirigermi verso i pascoli e probabilmente farmi fucilare da qualche pastore zoofilo incazzato oppure accamparmi presso il lago montano. optai per la seconda, mi sembrò più facile e sicuro che sfidare i signori delle capre. ecco bhe dunque arrivai. tentai all'inizio di costruire una simil-capanna cercando con molta calma rami e foglie secche:come avrei fatto ad assemblare il tutto dovevo ancora pensarci. avevo portato con me nella mia fuga dalla civiltà solo un machete per la legna, una canna da pesca, un fornello da campeggio, due litri di grappa, un paio di stivali, 5 litri di vino per la notte e una coperta, il tutto raggomitolato alla bell e meglio in un borsone lanciato a terra nella macchina. cominciai allora a picchettare dei rami a terra battendo con il machete tenuto orizzontale;l'operazione ebbe scarsi risultati, sotto 2 centimentri di terra c'era uno strato di pietra. ci rinunciai, mi stesi a terra e ammucchiati i rami che avevo raccolto per la capanna gli diedi fuoco usando della grappa. ero lì sdraiato accanto al lago montano, un posto abbastanza selvaggio per essere comunque vicino alla civiltà. mi misi la coperta e mi avvicinai al fuoco(comunque si avvertiva già un certo freddo per essere le 22 del 4 aprile) versandomi del vino. l'indomani mi sevgliai con la coperta a 2 metri di distanza e con ustioni di terzo grando ai piedi per la vicinanza al fuoco. ripartii subito dirigendomi verso il mare. mi aveva sempre affascinato il mare e adoravo la pesca quindi mi sarei di sicuro rilassato e avrei potuto dimenticarmi un po della pazzia e della freneticità del mondo e ritrovare i miei ritmi. dopo aver posato la macchina in un boschetto lungo la strada(feci solo stradine sterrate e secondarie e ero ancora distante dal mare) mi addentrai e girovagai un po mimetizzandomi quasi nel sottobosco per non turbare minimamente l'atmosfera di pace che c'era in quel luogo. mi chiesi quanti altri nella storia erano entrati in quello stesso bosco pensando quello che pensai io. vidi una cavernetta e allora andai in esplorazione anche se era già molto buio dentro. entrai e vidi che c'era una donna appesa a testa in giù con una decina di buchi dove mancava della carne, come se fosse stata morsa da qualche bestia. la donna sembrava molto vecchia e indossava vestiti che sembravano essere medievali logori e aperti in più punti. mi avvicinai per guardarla meglio e sentii che mandava un odore nauseabondo e mi accorsi che aveva un taglio lungo tutta la pancia che non avevo scorto vedendola da lontano. all'improvviso ci misi inspiegabilmente la mano dentro e notai che il ventre era vuoto. dal ventre fuoriuscì un odore fetido che paradossalmente fece cessare la nausea e anzi mi mise in mente una certa ideuzza niente male.. mmm. al solo pensarci anche oggi e adesso.. cosa darei... mmm... le diedi un morso.. mmm... che languorino... all'altezza della coscia sinistra dove c'era più carne... e ne strappai un po... mm.. si.. dovevo mangiarne di più, di più... all'improvviso capii, quegli altri morsi erano tracce di tutti quelli che, come me, erano passati in quel bosco e in quella stessa caverna nell'arco di mille anni almeno."quanto ne vorrei ancora... mmmm!"sono queste le parole che dissi quando mi svegliai. vi ricordare i 5 litri di vinoe i 2 di grappa? bhe me li eri scolati tutti la sera al lago montano. brutto sogno.

 

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