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Un bosco

C'era una volta un vento gelido, un bosco buio e desolato, un fiume straripante di acque ricoperte di lacrime, c'era una volta un albero spoglio, nudo, inerme e triste.
In questo bosco la vita era difficile, tortuose le vie da percorrere;
sorridere era un verbo poco usato, sconosciuto potrei dire.
Non piaceva questo termine al mio cuore che non conosceva la felicità. La notte i sogni vivevano in me, mi bruciavano il cuore, mi rubavano l'anima; il tempo passava, le lacrime si facevano sempre più vive in me e vincevano ogni mio segno di reazione...
Ero oramai vittima di un dolore più forte dei miei desideri.
Questo bosco però mi piaceva, vivevo in solitudine con i miei pianti, ascoltavo i rumori del vento gelido che frastornava le mie orecchie.
Il mio udito piangeva il suo nome, la mia bocca viveva un senso di vuoto, mancavano i baci di un amore in attesa di magia; i miei occhi umidi si nutrivano di salate gocce di pianti... Il mio sorriso invece si era nascosto nelle tasche dei miei cammini ed era troppo profondo per riuscire ad agguantare semplicemente con la punta delle dita quella voglia di sentirmi meglio.
Avevo un sorriso che adesso non trovavo, una forza che il mio cuore nascondeva...
Poi arrivò Lei, la mia Musa, il sorriso me lo ha donato con un semplice sguardo.
Era Lei che in un solo giorno mi cambiò il destino.
Il futuro lo vivrò con lei, adesso il mio cuore vive di più ed il sorriso è d'obbligo sul mio viso...
Il futuro con Lei sarà un cammino lungo e difficile ma con la forza dell'Amore supereremo le difficoltà;
il prossimo cammino ve lo scriverò in attesa di altri brividi d'amore.

 

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3 commenti     2 recensioni    

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2 recensioni:

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  • salvatore maurici il 17/04/2012 15:19
    Non c'è niente di più bello di iniziare un racconto -cuntu - con c'era una volta o meglio: Si raccunta e si rapprisenta a vuatri nobili signuri..." ed ecco che tutte le storie raccontate o scritte diventano gesti, parole, musica e azioni, diventano corpi ed anime, storie capaci di suscitare emozioni negli ascoltatori; il mondo del fantastico che per qualche momento diventa realtà.
    La realtà del racconto di Salvatore si sviluppa in un bosco perchè nel bosco si alimenta la paura e la solitudine quella interiore che a volte ci accompagna per tutta l'esistenza. Tutta un'esistenza trascorsa alla ricerca di un sorriso capace di dare una svolta, una strada per uscire dal bosco e ritornare tra la gente. Un incontro, a volte fortuito; la Musa, colei che sola può dare un senso alla propria vita, "la mia Musa, il sorriso me lo ha donato con un semplice sguardo".
  • Raffaele De Masi il 11/03/2012 16:01
    Questo racconto d'amore mi piace particolarmente... mostra tutta l'eleganza del narrare ciò che ci si sente. Mi ha ricordato particolarmente uno di quei racconti scritti nei diari di protagonisti di un mondo fantastico quasi Tolkienano. Davvero mi piace, bravo.

3 commenti:

  • sara zucchetti il 01/03/2012 23:00
    Bella fiaba, molto dolce! Sembra una poesia, il lieto fine è il mio preferito e complimenti per le metafore!
  • Bianca Moretti il 11/02/2012 09:50
    Poor boy, imprigionato in un bosco di lacrime e di dolore! Senza scopo il suo vivere e il suo vagare finchè incontra l'amore, il raggio di luce che illuminerà il suo cammino smarrito... quello che porta dritto verso la felicità.
    Bravo Gianni, sono sempre belle le fiabe a lieto fine e se anche non dovessero durare per sempre l'importante è godere al massimo di tutti i bei momenti che la vita ci concede.
  • Rossana Russo il 10/02/2012 22:29
    Complimenti, hai usato egregiamente ció che più amo della scrittura creativa, le metafore <3 meraviglioso racconto

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