PoesieRacconti utilizza cookie, anche di terze parti, per personalizzare gli annunci. Per informazioni o negare il consenso clicca qui.     Chiudi

La fiaba del bambino che usciva solo la notte per guardare le stelle

C'era una volta in un paese lontano, una bella casa, dove abitava un bambino che da quella casa non voleva mai uscire, teneva sempre le finestre chiuse e, non voleva vedere la pioggia, la neve, la nebbia e, neanche il sole. Gli piaceva talmente tanto quella casa che faceva tutto li. Studiava, giocava anche con gli amichetti e, per imparare le cose e, vederle guardava sempre la televisione ed il computer. Lui non aveva paura di quello che c'era fuori, ma, da quella bella casa lui non voleva proprio uscire. Teneva sempre le luci accese, anche, quando era giorno; poi quando era stanco andava a dormire nella sua bella cameretta con tutti i suoi giocattoli e, peluche; aveva, un grande orso, una bella giraffa ed anche una tigre che quando lui era arrabbiato gli accendeva gli occhi e, la metteva di guardia alla sua cameretta e, non doveva entrare nessuno, neanche mamma e papà. Ma una notte che tirava forte il vento e, lui si era messo sotto le coperte ed abbracciava forte il suo giocattolo preferito:una macchina con il telecomando che si trasformava in barca quando faceva il bagno nella grande vasca di casa sua;era proprio grande quella vasca, sembrava come quelle piscine che vedeva in televisione. Questo forte vento all'improvviso fece aprire la finestra della sua cameretta e, lui spaventato si mise con la testa sotto il cuscino e, strinse forte, forte la sua macchina; ad un certo punto il vento non c'era più e lui piano, piano, tolse la testa da sotto il cuscino; si mise seduto e, dalla finestra rimasta aperta vide tante piccole luci che entravano dentro la sua stanza; incuriosito si alzò e, si avvicinò alla finestra e, per la prima volta vide le stelle! Ma quanto erano belle! Tante e, luminose, rimase affascinato e, cominciò a contarle ;erano talmente numerose che ad un certo punto smise di contarle e, gli venne un'idea;ad ogni stella volle darle un nome;erano così tanti i nomi che gli piacevano, sia di persone che di animali ma, anche di piante, insetti e, cose ;però, dalla finestra della sua cameretta non bastavano per darli a tutte le stelle che vedeva ed allora decise di uscire fuori finalmente! Per la prima volta vide quanto era grande il cielo e, quante stelle c'erano! Dopo un po' tornò dentro la sua cameretta e, pensò: "voglio lasciare aperta questa finestra perché quando ci sono le stelle io le voglio vedere. Da allora tutte le volte che faceva buio lui usciva e, parlava con le stelle ognuna con il suo nome e, gli raccontava tutti i suoi sogni. Una notte mentre le guardava, la stella più simpatica gli parlò e, gli disse: "sai che c'è una stella più grande di tutte noi, che apre e chiude il cielo?"Il bambino prima rimase così sorpreso da restare a bocca aperta poi prese coraggio e, gli disse: "me la fai conoscere?"La stella gli rispose: "basta che aspetti un po' e, non chiudi più la tua finestra e, la vedrai."Dopo un po' tutte le altre stelle andarono via, rimase solo quella più simpatica a fargli compagnia e ad un certo punto, piano, piano ecco che arrivò la stella più grande; faceva davvero tanta luce e, quanto era calda! La stella simpatica gli disse: "se non ti dispiace io vado un po' a riposare ma ti lascio con la stella gigante che ha tante belle cose da raccontare." Il bambino salutò la stella e, si sedette ad ascoltare la stella gigante;che gli raccontò di fiumi, di laghi, di mari, di montagne e, di tante altre cose belle che aveva visto da sopra il cielo;Il bambino affascinato da tutte quelle storie si convinse a rimanere fuori e, finalmente decise che era bello, correre sui prati buttarsi nell'acqua del mare che la stella gigante scaldava e, poi, giocare con gli amichetti, ed anche con gli animali che aveva visto solo in televisione;di tutto questo furono felici anche la mamma ed il papà e, lui finalmente capì quanto era bello conoscere tutte le stelle.

 

un altro testo di questo autore   un'altro testo casuale

0 recensioni:

  • Per poter lasciare un commento devi essere un utente registrato.
    Effettua il login o registrati

10 commenti:

  • sılɐɹʇsnɐ snɐʞ il 25/01/2014 23:31
    oddio che bella storia. il cielo di notte è splendegerrimo!
  • Anonimo il 25/06/2013 22:48
    Bellissima Fiaba!!! Complimenti Leopoldo!!! Lascia stare i commenti idioti e senza senso di Miss Allegria Non vedo l'ora di leggere altri racconti. Ciao!!!
  • leopoldo il 16/04/2012 14:59
    Grazie Augusta!
  • augusta il 15/03/2012 09:23
    ho letto tutto d'un fiato, non sono riuscita staccare gli occhi fino
    alla fine...è incantecole... grazie
  • Anonimo il 13/02/2012 16:10
    La differenza è che il mio commento, essendo un commento, non deve essere giudicato da nessuno. E quelli non sono errori di grammatica, bensì errori di battitura. Errori che in genere sul web si ignorano.
    E dimmi che stai scherzando a credere che "qualcosa bella" sia italiano...
    A mai più.
  • paolo il 13/02/2012 00:14
    Comunque sia, nel tuo primo commento ci sono due errori; nella seconda riga è punto e virgola, non punto e virgolo. Nel penultimo rigo è scrivere qualcosa bella, non qualcosa bello.
  • Anonimo il 12/02/2012 23:43
    Non sono una professoressa, ho solo rispetto per la mia lingua. E non si tratta di un solo errore, ma di ripetuti. Il mio commento voleva solo risparmiare allo scrittore brutte figure, sono pure stata carina. E mi dispiace pure che tu butti dentro Gesù Cristo dove non c'entra... vedi? Non a tutti risparmio la figura da bifolco.
  • paolo il 12/02/2012 18:27
    Riferendomi al commento di Martina, sei per caso una professoressa? Non mi dire che nella tua vita non hai mai fatto un errore di ortografia, sei perfetta! Il tuo commento è grammaticalmente VOLGARE, fai una seduta psicanalitica, e capirai che non sei Gesù Cristo!
  • Anonimo il 12/02/2012 01:01
    Dopo la congiunzione "e" non va la virgola... eddai... e anche molta altra punteggiatura è sbagliata: i due punti e il punto e virgolo non si mettono proprio alla cazzo. Troppe ripetizioni: va bene che le favole sono per i bambini, ma c'è un limite. Congiuntivo portami via...
    Perchè non provi a scrivere una favola intitolata "Tutti insieme a imparar la grammatica"? Senza cattiveria, ma prima di scrivere qualcosa, che può anche essere bello, bisogna imparare a metterlo giù.
    Ciao ciao
  • stella luce il 11/02/2012 22:36
    stupenda fiaba... le cose del mondo spesso vengono date per scontate, le stelle, il sole, gli alberi, i prati... credo se tutti li guardassimo con gli occhi dei bambini ne avremmo più rispetto... bella fiaba la racconterò di certo ai mie bimbi...

Licenza Creative Commons
Opera pubblicata sotto una licenza Creative Commons 3.0