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La notte del soldato

Premessa
Questo racconto, che non è proprio mio, fa parte di una delle tante storie siciliane, che parlano di amore e sentimenti. Per intenderci, storie come: "Cumpari Turiddu e cumpari Alfio", personaggi della "Cavalleria Rusticana. - Questo breve racconto, venne citato in un famoso film, di qualche anno fa. Io ne ero a conoscenza, in quanto, il mio vecchio professore di Italiano e Letteratura (all'epoca si insegnavano insieme), era solito raccontarla. L'ho riadattata, per l'epoca e per il suo misterioso significato, che lascia aperta a qualsiasi interpretazione.

La notte del soldato

C'era una volta un Re, che regnava nilla parte della Sicilia. Era molto buono è amato dai suoi popolani, cà l'adoravano, quasi fossi un dio. - Questo Re, aviva una figlia, che di nome faciva: Gelinda. Era molto bella, lunghi capilli biondi l'attraversavano nel suo viso splendido e giovine, gli occhi parivano rifletteri, i colori del mari e del cielo, e l'universo criato si specchiava, dintra di lei.

La giovine principessa Gelinda, faciva impazzire i cuori e le teste di principi, nobili, cortigiani e di chiunque la vedessi, aviva un nobile aspetto, che ligato alla sua billizza, ne faciva quasi un angelo sceso dal paradiso, per dare gioia ai cuori degli uomini. - Il Re, che aviva a cori le sorti della figlia, sia per scanto di rapimento, sia pirchì tiniva a trovare un marito nobile e potenti, da dare in sposo alla figlia, ordinò che un soldato doviva stare sempre di guardia alla sua porta, di notte, in modo tale da essri sicuro di non aviri brutte soprprese.

Fra questi suldati, che si alternavano alla sicurezza della principessa, c'è n'era uno che si era innamurato follemente di lei, era da una parte cuntento di stare vicino alla sua Gelinda, proteggendola durante il suo sonno, ma allo stisso tempo, impazziva per non poergli parlari e dichiarare il suo amore, in quanto lui, come umili soldato, nenache dell'anticamero del cervello potiva pensare di parlare con la principessa.

Più passava il tempo, e più il suo amore per la sua Gelinda cresceva, era arrivato a un punto che non riusciva più a esseri prisenti nel suo lavoro. - La sua testa, era impignata sempre su di lei, e incominciava a capire cà così nun potiva andare avanti, pena l'allontanamento della guardia, cosa che lui non voliva mancu pensare. - Allora, un giorno presi coraggio, e quando la principessa Gelinda entrò nella sua stanza, lui la seguì ed entrò macari lui.

"Principessa Gelinda, dissi. Io, le devo confessare il mio amore per lei; so cà sono un umile soldato, ma la mia umiltà di soldato è niente per l'amore che provo per lei. Non chiedo nulla, non posso pinsari che, una principessa si innamori di uno come a mia, ma la prego di credermi che le poche parole che riesco a dire, per l'emozione, parlano del mio cuore e dell'amore perdutamente perso di lei".

Mentri parlava, gli occhi gli lacrimavano per la gioia e la cuntintizza di fare quello che stava facendo, non gli pariva vero! - La principessa, che durante queste parole, era rimasta ferma nel centro della stanza, parvi colpita per l'audacia di quel soldato, e per la sua franchezza e per il suo coraggio, sapendo che se lei parlava a suo padre, poco poco, il poviro soldato finiva arrosto, o peggio infilzato. Colpita, da così tanta audacia e sincerità, la principessa allora dissi al soldato:

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1 commenti:

  • simona bertocchi il 25/01/2007 16:14
    Già... che senso ha? Rispondo al finale di questa bellissima favola. Per quanto tu possa provare un amore così immenso per una persona, tale da annullarti per l'amata o l'amato, dopo avere subito l'impossibile, ti rendi conto che chi ti ama veramente mai vorrebbe vederti soffrire e patire e allora pensi... ne è valsa la pena?
    La favola è bellissima e anche se di altri tempi, moltoattuale.
    Simona

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