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Le vacanse furlàne

I miei nonni possedevano una vecchia casa in pietra e sasso, in un paesetto della bassa friulana. Adesso è provincia di Pordenone, ma, negli anni sessanta, era Udine.
Bepi l'aveva acquistata nel lontano 1930 per mandarci i cinque figli in vacanza durante l'estate, assieme alla moglie e alla donna di servizio. Fotografie dell'epoca, quelle con i bordi frastagliati, rappresentano mia madre e i suoi fratelli con le facce accaldate, seduti nell'orto, i capelli tagliati cortissimi e a piedi nudi.
Con il passare del tempo, in quella casa, ci andammo noi, i nipoti.
Era una casona a quattro piani, con i caratteristici poggioli esterni in legno, lunghi tutta la facciata, detti " piòl".
Per noi bambini di città, e di citta di mare, andare in campagna era proprio cambiare mondo. Non sapevamo nulla di animali domestici, salvo gatti cani e colombi, e solo in campagna potevamo vedere le vacche, di sera, andare ad abbeverarsi alla larga fontana della piazza, menando la coda come una frusta lasca e lasciando a terra enormi, morbide " boàsse".
Poi si vedevano i muli, i cavalli, i maiali ( qualcuno fuggì dal porcile correndo di gran carriera lungo la strada verso le colline) , i conigli... per un mese, insomma, eravamo bambini campagnoli ed era singolare come parlassimo nel nostro dialetto veneto con gli amichetti del posto, che parlavano il loro.
Partivamo da Venezia con un treno diretto a Udine, che ci sbarcava armi e bagagli a Sacile. Da lì si prendeva una specie di tradotta con la locomotiva a vapore. Pare impossibile, ma negli anni sessanta, in tratte minori, la vecchia locomotiva sbuffante con il macchinista nero come il carbone, esisteva ancora.
Una volta lessi in un racconto di Pasolini, che da ragazzo, quand'egli andava in ferie da Bologna a Casarsa, s'accorgeva di essere entrato in Friuli dall'odore polveroso dei platani, i cui rami sporgevano lungo la massicciata della ferrovia. Ed è verissimo! Non appena si apriva la campagna coltivata, in prossimità delle colline, si sentiva subito che cambiava l'aria rispetto alla pianura e quell'odore lì io lo ricordo ancora e lo sento tutt'ora, quando ritorno al paese. L'odore delle foglie verdi dei platani.
Come si arrivava alla casa, in una stradicciola che menava alle " rive" ( ossia le colline) , la prima cosa era buttare via scarpe e calze ed infilare gli zoccoletti di legno, con la mascherina di pelle. Mi facevo un intero mese con gli zoccoli. Alla fine avevo le piante dei piedi quasi callose.
Se non erano gli zoccoli, mettevamo gli " scarpìt" , ossia le scarpette di stoffa, fatte dalle donne del paese, con una serie di suole sottili, cucite con lo spago una sull'altra, e l'ultima rivestita di copertone di bicicletta, cosa che rendeva gli scarpìt quasi indistruttibili, salvo uscire fuori con l'alluce, a fine stagione. Questo a causa del fatto che, correndo in bici, si frenava con i piedi.
Mi abituavo talmente agli scarpìt che, quando tornavo a Venezia, non volevo saperne di rimettere le solite scarpe.

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8 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Anonimo il 18/02/2012 10:31
    Bello il racconto, azzeccatissimo il riferimento a Pasolini, sebbene io veda in mariateresa molte affinità con Pavese: per il modo di descrivere i luoghi, per la nostalgia, evidente nei ricordi e per le emozioni, calde, che trasmette.

8 commenti:

  • alta marea il 18/02/2012 13:12
    Non ho la pretesa, consapevole, dei mie limiti, per dare giudizi, ma questa bella storia di vita vissuta, mi ha emozionato in un modo tale da procurarmi dei brividi. Devo fare i complimenti all'autrice veramente brava.
  • mauri huis il 17/02/2012 18:49
    Una cosa bisognerebbe capire, quando si legge un'autore: che va preso per il proprio verso e il proprio stile, che nel caso di Mariateresa è pressochè inappuntabile. Poi le emozioni non è che non ci sono, ma bisogna trovarle per induzione, per analogia, perchè non son mai in risalto, ma casomai sottoesposte, per scelta e carattere. Io credo di scrivere in maniera opposta a lei, ma non per questo mi piace meno il suo stile e quello che scrive. Infine sto con Anna: de gustibus...
  • Anonimo il 17/02/2012 18:06
    Per Giacomo: de gustibus non est disputandum... io mi annoio quando ci sono dialoghi anche nel leggere grandi Autori, ergo il mondo è bello perché vario ed anche lo scrivere, specialmente qui... ciao!
  • Anonimo il 17/02/2012 17:57
    Il tempo delle lucciole, dei piedi scalzi, del riconoscere i luoghi soltanto dagli odori! Infanzia scanzonata e fortunata ma perché in qualche modo ha lo stesso sapore della mia che non ha conosciuto certe "agiatezze" e dove per merenda si poteva avere solo una fetta di pane con un po' di zucchero?! Perché quella è l'età comunque dell'incanto per occhi che sanno cogliere la vita e i tuoi racconti ne sono stracolmi. Hai ancora il cuore pieno di certe immagini e le porti con te, sono te insieme a tutto il resto della tua vita e narrarle sono un regalo.
  • mauri huis il 17/02/2012 17:51
    Idem come Easton, è estremamente piacevole e rilassante leggere questi tuoi racconti. E il Friuli è un bel posto, molto più ventilato che da noi.
  • mariateresa morry il 17/02/2012 17:44
    Non capisco Giacomo che cosa si cerchi di più... sono ricordi di quasi 50/ 48 anni fa. Il dialogo? Poco accattivante? Vorrei vedere tu che dialoghi ricordi a tanta distanza. Prendo l'osservazione e la incarto. Volevo fare proprio e solo una cronaca, senza nessun'altra pretesa. " potevi ricavarne qualcosa di veramente bello"... perchè ve le leggevate tutte le 50 pagine che sarebbero venute fuori? Sulla punteggiatura, riguardo. Grazie comunque
  • Anonimo il 17/02/2012 17:37
    Non male... qualche virgola messa male e qualche refuso... stanca un po' la lettura il fatto che ci siano pochi a capo e assenza totale di dialoghi. Non lo definirei un racconto vero e proprio ma una buona cronaca. I ricordi invece, in sè, sono belli.
    Potevi ricavarne qualcosa di veramente bello... il tuo rapporto con le persone, parenti e cugini, gli animali, i vicini, i giochi, sono proprio assenti... tutto molto pulito e scrittura linda ma poco accattivante. Non buca il video... ciaociao
  • EASTON il 17/02/2012 17:18
    Mentre leggevo queste belle righe, inconsciamente le sovrapponevo alle mie esperienze. Sono arrivato alla fine vivendo due sogni, il tuo ed il mio. Grazie

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