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Turismo invernale

Abito in un bel posto di mare, da dove partono i traghetti per l'isola del Giglio, teatro della tragedia del naufragio della nave "Concordia", in questo periodo, di solito vedevo i traghetti vuoti, al massimo con poche decine di passeggeri, i soliti isolani che abitano in inverno a Grosseto ed ogni tanto rientrano per dare una controllata alle loro proprietà sull'isola.
Da quando è avvenuto il naufragio tutto è cambiato, i traghetti sono pieni, sembra estate, all'inizio speravo in una lenta diminuzione di tale fenomeno, macché, con il passare del tempo è in forte aumento, turisti giornalieri che vanno a vedere il cetaceo ferito mortalmente, con ancora al suo interno, presumibilmente delle vittime disperse, li sento, sembrano i classici vacanzieri della domenica, che vanno, armati di macchine fotografiche, ad immortalare i monumenti nelle città d'arte. Qui è diverso, si fanno fotografare con alle spalle la sagoma della nave, come per far sapere al mondo, che la loro caccia ha dato esito positivo, la preda è in bella mostra alle loro spalle.
Mi vergogno per loro.

 

l'autore alta marea ha riportato queste note sull'opera

Riferita alla grande massa dei "turisti" che vanno a farsi fotografare con alle spalle il relitto della nave Concordia.


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3 commenti:

  • mauri huis il 24/02/2012 17:29
    Bel racconto, o meglio bella riflessione, come dici tu. Anch'io in effetti mi vergogno quando vedo certe cose, anche più piccole magari ma non meno significative. Per esempio vent'anni fa c'erano venti settimanali tipo "oggi" o "gente" e due o tre tipo novella duemila e similia. Oggi ce ne sono venti tipo novella 2000 e due, forse tre tipo oggi. Ed anche su quelli ormai ci sono le stesse c... te di novella 2000. Credo che il fenomeno sia sempre quello!
  • Gianni Spadavecchia il 21/02/2012 08:51
    Concordo e grazie di aver condiviso ciò con noi.
  • mariateresa morry il 20/02/2012 08:29
    GRazie Alta, per questa tua testimonianza... la gente, intesa come massa, è in queste occasione la dimostrazione dell'esistenza dei sentimenti più meschini. Non so che cosa spinga certe persone ad andare a vedere i luoghi di tragedie, di delitti, di disgrazie al solo fine di fotografare o di farsi fotografare!! Non si è nemmeno i testimoni dell'evento ( che infatti è già accaduto), ma mi sembrano per lo più avvoltoi appoggiati alle carcasse. Fanno " turismo" in luoghi di dolore, di morte e di pianto.. Tanto oggi tutto si " consuma", tutto si dimentica... Mi unisco al tuo senso di vergogna!

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