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Il motorino rampichino

Tutte le volte che vediamo un telegiornale, tra le altre brutte notizie ( ma belle non le danno mai?), sentiamo sempre dire che la nostra industria è in crisi e ci vorrebbero nuove idee e nuovi prodotti per rilanciarla.
Ora io non m'illudo di aver inventato il secondo "buco alla conca", quello dello svuotamento veloce per intenderci, ma mi sembra di aver elaborato un'idea che potrebbe dare un piccolo impulso all'industria del motociclo italiana: il motorino rampichino.
No, non fate confusione: non è un motorino da montagna che scali le "peggio" salite, ma è un motorino che monta le scale!
L'ideale, lo so, sarebbe un'automobile che monta le scale ma, secondo me, le cose vanno fatte gradualmente.
L'idea nasce dalla osservazione delle abitudini dei livornesi, cosa che mi viene facilitata dal fatto che io abito a Livorno.
Facciamo un esempio: quando il livornese esce per andare a prendere il giornale all'edicola che dista duecentosettanta metri da casa sua, prende l'automobile!
Siccome (lo so che non si comincia un periodo con siccome, ma io sono un po' ignorante) nello stesso momento altre ventisette persone si sono mosse per andare a prendere il giornale con l'automobile, all'edicola sembra di essere su un albero di natale orizzontale con tutte le auto posteggiate "alla maiala" in quarta fila con le luci lampeggianti.
Allora il sopraccitato livornese è costretto a cercare un altro parcheggio e lo trova settecento metri dopo l'edicola in un'area riservata ai portatori di handicap!
Torna all'edicola a piedi e, ovviamente, ritorna all'auto ma per rientrare a casa, per via dei divieti di transito e i lavori in corso, deve fare il giro via mare lungo cinque chilometri con nove semafori; insomma la mattinata è andata!
Allora il livornese, che non è allevato a scorze d'anguria per non dire a "bucce di coomero" cosa fa? Logico, compra un motorino.
Un motorino economico e poco ingombrante, sobrio insomma? Ma ci mancherebbe altro! Prima di tutto l'aggettivo sobrio il
livornese lo adopera poco ma, proprio messo alle strette, lo potrebbe usare per definire uno che non è ancora "briao".
Dunque il motorino deve essere molto vistoso e deve costare uno "stonfo di vaini", sennò che livornesi siamo? Il livornese è "pottaione by definition", come dicono gli inglesi, e quindi il motorino deve essere superiore al di più del meglio! Ci mancherebbe!
Deve essere enorme con i baulini quattro stagioni, lo stereo uso discoteca, il coprigambe per quando piove e, se c'è, magari come optional, con l'aria condizionata anche per il passeggero; il colore deve essere tale da far distinguere alla prima occhiata il nostro motorino dagli altri cinquemila motorini posteggiati fuori dello stadio al termine della partita.
Allora, come vediamo, il nostro amico livornese ha fatto un prodigioso balzo in avanti perché un motorino, per quanto grosso, si trova sempre la maniera di lasciarlo da qualche parte per cinque minuti e prendere il giornale, ma...

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3 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Rocco Michele LETTINI il 06/03/2012 17:10
    Scorrendo i titoli delle opere odierne, ho pensato ad una canzoncina dello Zecchino d'oro, al contrario, ho trovato appasionante il Tuo racconto e fantasioso...

3 commenti:

  • Anonimo il 18/07/2013 09:39
    Troppo forteeeeeeeeeeeeeeeeee! Ma vanno su Marte... un po' di buona volontà e tutto è fatto... e reclama i soldi del brevetto, mi raccomando! Piaciuta la "vagabondaggine dei romani"... Roma è la mia città.
  • Vincenzo Capitanucci il 08/03/2012 17:07
    Bravissimo Marcello... tanta ironia e sagacità... da vero Toscano... oh scusa dé... Livornese...

    letto con molto piacere...
  • Anonimo il 07/03/2012 11:04
    Geniale, spassoso e ben scritto. Non poco. Saluti