PoesieRacconti utilizza cookie, anche di terze parti, per personalizzare gli annunci. Per informazioni o negare il consenso clicca qui.     Chiudi

Diventare Dio

Questa è opera di fantasia. Tutti gli avvenimenti e i personaggi sono immaginari. Ogni riferimento a fatti o persone reali è puramente casuale.

La scala a pioli è alta e stretta, bucherellata dai tarli, resa viscida dallo sterco degli uccelli.
Continuo a salire verso la luce grigia che piove dalla botola là in alto.
I muri della torre sono di pietra scura, sporchi di polvere centenaria.
Mi sento sfinito, eppure continuo a salire aggrappandomi al legno fragile e tarlato.
In uno stato di tensione intollerabile mi concentro nello sforzo. Il prossimo gradino resisterà sotto il mio peso?
Salire in queste condizioni è pericolosissimo. Ad ogni passo il gradino può spezzarsi e rischio di cadere sfracellato.
Ancora uno sforzo. Ancora un altro.
Sento una sensazione di ansia infinita dentro di me, mista a sfinimento e paura.
A intervalli, le travi sottili e tarlate sorreggono alcune tavole che formano una specie di pianerottolo sfondato e cadente in più punti.
La poca luce che piove dall'alto rischiara le pareti anguste della torre alle quali è appoggiata un'altra scala.
Fino a quando durerà?
Con una sensazione di angoscia mi aggrappo ai gradini.
Continuo a salire e sento che la mia vita è appesa a un filo...
Non ha senso tutto questo.
É un sogno che si ripete ogni altra notte e mi fa risvegliare in un bagno di sudore freddo.
Che significato può avere? Ogni volta è un continuo spingersi su per scale insicure verso le sommità delle torri, verso soffitte, granai, celle campanarie...

*****

Dipingere mi fa sentire un Dio nell'attimo della creazione. Mi eleva dalle miserie della vita umana.
In quei momenti io immagino Dio come un supremo artista che ha creato l'universo per gioco. L'universo non è niente altro che il sogno e il gioco di un Dio.
Nessuno sa cosa provo quando stringo fra le dita un pennello. Toccarlo, mi dà brividi di voluttà. É come se toccassi un giovane sesso femminile, ma di più ancora.
É una esaltazione e un'estasi.
Quando questa è finita però torno a interrogarmi sull'inutilità delle cose, e mi sembra che ogni nostro sforzo sia destinato a finire nel nulla.
Nella sera estiva esco per un appuntamento a casa del Cavaliere.
La troppa pioggia dei giorni scorsi ha intasato le fognature e la strada è allagata. Per raggiungere la sua casa isolata mi tocca andare dalla parte opposta, oltrepassare la periferia e aggirare il paese da dietro.

12345678910111213141516171819202122232425262728293031323334353637383940414243444546

0
0 commenti     0 recensioni    

un altro testo di questo autore   un'altro testo casuale

0 recensioni:

  • Per poter lasciare un commento devi essere un utente registrato.
    Effettua il login o registrati

0 commenti:


Licenza Creative Commons
Opera pubblicata sotto una licenza Creative Commons 3.0