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L'astronave

Sono qui, solo, in questa fredda, inquietante astronave ormai da troppo tempo per ricordarmi per quale motivo sono stato mandato quassù. Il tempo scorre, monotono come un orologio fermo.

Sto scrivendo il diario di bordo, nessun fatto da segnalare. Dovrò cambiare volume, quella di oggi era l'ultima pagina. Lo metterò insieme agli altri, nell'immenso archivio. Non so quanti volumi ci sono, non sono mai riuscito a contarli tutti.

Io non so chi sono. Forse il capitano. Certo, non può che essere così. L'astronave è enorme, la sto ispezionando da tempo immemorabile. Ogni giorno un settore nuovo. Non ho ancora finito. Non so quando finirò. Non so se finirò.

C'è da impazzire. Forse sono già pazzo, e questa follia è generata dalla mia mente. Forse sto sognando. Ma un sogno non può durare all'infinito. Credo. Spero.
Questa enorme macchina va avanti da anni, secoli... millenni!?

Ho visto innumerevoli mondi, sistemi solari, enormi pianeti e minuscole lune, ma nessuno di loro mi ha mai destato un ricordo, un'emozione.

Ci deve essere un motivo per il quale sono qui, diretto verso un luogo che non conosco, in un tempo che non capisco, proveniente da un mondo che non ricordo.

Forse il senso è che non c'è un senso. Esisto e questo è il mio mondo, anzi il mondo. Tutto il resto è ornamento, decorazione.

Forse è stato creato per me.

Forse io sono il fine della creazione.

Forse io sono Dio.

 

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8 commenti     2 recensioni    

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2 recensioni:

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  • Anonimo il 22/03/2012 09:07
    Non è lo stile a cui ci avevi abituato. Scarno, conciso, paratattico, nervoso, sconcertante ( nel senso buono ). L'incipit è di matrice buzzatiana, il finale piuttosto grottesco e assurdo, retaggio di una follia universalizzata. Buon lavoro, ma sinceramente preferisco le tue incursioni liriche nel solco, sempre presente nei tuoi elaborati, delle nostre più intime miserie. Un saluto.
  • Mauro Moscone il 22/03/2012 08:12
    Mi è piaciuto da pazzi, Edmond, scritto benissimo secondo i dettami della litweb.
    Il l'ho letto come un ametafora dell'internauta Web; narrata, oggettiva, in un certo senso definitiva e memorabile.
    Un capo d'opera, bravissimo

8 commenti:

  • Anonimo il 01/04/2012 19:07
    un racconto degno di varie interpretazioni: chi è l'uomo nell'astronave? è dio? o un semplice uomo nell'universo?
  • mauri huis il 01/04/2012 07:36
    Perfetto, anche nell'imperfezione del controsenso finale. Non una virgola fuoriposto e un'introspezione molto profonda. Cappello!
  • Massimo Bianco il 25/03/2012 16:26
    Uno scritto dotato di notevole fascino e ricco di simbolismi. Qui sotto qualcuno cita Borges, concordo e aggiungo che buona parte di esso, diciamo i primi nove decimi, mi ha riportato alla mente "I sette messaggeri" di Buzzati, autore che tu stesso d'altronde, vedo, indichi tra i tuoi preferiti. In un periodo in cui sono sempre meno soddisaftto dalle mie letture su PR (senza giri di parole, non trovo quasi più scritti significativi e letterariamente rilevanti, solo futili pensierini e autobiografici buoni per trascorrere una serata in compagnia davanti a una buona birra ma non certo per una serata di lettura) per fortuna c'è ancora gente come te, in grado ogni tanto di rallegrarmi con la qualità delle sue idee e con la sua capacità di esporle. E poi bisogna saper cambiare e tu qui lo hai fatto. Un ottimo racconto, bravo!
  • Nunzio Campanelli il 23/03/2012 09:07
    Certo, Buzzati e Borges sono tra i miei autori preferiti, ed è anche vero che ho voluto modificare il mio modo di scrivere. Mi occorreva uno stile più asciutto, senza sovrastrutture, per raccontare un sogno.
    Grazie per i vostri gentili commenti.
  • Ellebi il 23/03/2012 00:41
    A me ricorda un po il Borges di "Finzioni". I temi sono quelli, Credo che lo hai letto Borges (?) È un brano molto buono. Saluti
  • stella luce il 22/03/2012 23:28
    un bel racconto che sinceramente mi ha fatta viaggiare per il tempo della lettura... ma soprattutto mi ha fatta pensare... originale e molto piaciuto
  • Anonimo il 22/03/2012 08:35
    Piaciutissima Edmond!!!!
  • loretta margherita citarei il 22/03/2012 07:31
    originale racconto

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