accedi   |   crea nuovo account

La pianta di pomodoro

Tutto sommato fino ad allora era stata un'esistenza senza onta ne gloria, tutto nella norma, non enormi soddisfazione ma anche senza grandi angosce.
Tuttavia, ripensando alla sua gioventù era felicemente compiaciuto di come si era svolto l'incontro con Clelia, la donna della sua vita, e di come avevano trovato interessi comuni, e gli pareva che in certi frangenti, si, veramente, aveva toccato il cielo con un dito.
Rammentava che, sfidando l'iniziale riluttanza, avevano, di comune accordo, deciso di effettuare un lancio col paracadute.
Che impresa!

Il piccolo aereo li stava aspettando col compito di portarli ad una quota che consentisse loro il lancio.
Tutto pronto, era tempo di mettere a fuoco la teoria appresa e di affidarsi all'esperienza degli istruttori.
Equipaggiamento di tutto punto, ogni cosa a suo posto.


Dai piccoli oblò la pista si era via via allontanata per far posto al vuoto attorno a loro.
Ora il rombo del motore del piccolo velivolo si era allontanato, attutito e soverchiato dall'accelerazione cardiaca che pareva premere, oltre che sulla giugulare, anche sui timpani.
Era quello che volevano, era quello che da tempo avevano programmato, pure, nonostante il fatto che non si sarebbero lanciati da soli, ma avvinghiati ai rispettivi maestri, la tensione era palpabile.

Il cielo in quella mattinata di autunno inoltrato, aveva assunto il colore delle foglie d'oro rossicce della vite, ed i polmoni parevano non poter più contenere il fiato; timore, emozione o meglio tutte e due le cose.
Una cosa però gli si era fissata in modo indelebile nella memoria; più ancora della forte esperienza, lo sguardo timoroso di Clelia, che cercava disperatamente quello rassicurante di lui.
E lui, era lì, pronto a dirle con gli occhi di non avere timore, nel cielo, nell'aria, nel vuoto, le sarebbe stato accanto.

Quando toccarono il suolo, dopo un volo interminabile, fu sconvolgente sentire il petto di lei premere sul suo nell'abbraccio, ed i loro due cuori battere all'unisono.

Non paghi di cotanta esperienza Oscar e Clelia, decisero di prendere il brevetto da subacqueo.
Ed, anche nelle lori frequenti immersioni, si erano trovati a condividere la grande passione per poter conoscere direttamente la realtà sottomarina.
Suscitò una grande emozione una notturna fatta al "Gordon reef".
Il posto era denominato "La Cattedrale".
Effettivamente l'enorme madrepora era solidamente posata sul fondale e si ergeva con le sue guglie a guisa di cattedrale.

12345678

1
2 commenti     0 recensioni    

un altro testo di questo autore   un'altro testo casuale

0 recensioni:

  • Per poter lasciare un commento devi essere un utente registrato.
    Effettua il login o registrati

2 commenti:

  • Anonimo il 06/07/2013 23:50
    Ci penserò su

    Suz
  • Giusy Montagnani il 25/03/2012 11:04
    Un Regalo per Te!

    Iscriviti alla mia newsletter
    su www. giusymontagnani. com
    e scarica gratis l'ebook "In viaggio per Melinka"
    il II° capitolo della trilogia-fantasy
    La pianta di pomodoro"

Licenza Creative Commons
Opera pubblicata sotto una licenza Creative Commons 3.0