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La cassetta dei pomodori

"Cavolo, di nuovo il Natale", pensava Christian ogni anno, quando si avvicinavano le feste. "Deve venire per forza tutti gli anni?"
Ogni volta, verso Dicembre, chiudeva gli occhi e sperava che qualcuno gli comunicasse che erano sospesi tutti i festeggiamenti natalizi. Niente regali, niente letterine a Babbo Natale. Tanto per lui era inutile.
Erano ormai tre anni, da quando aveva imparato a scrivere, che chiedeva a quel vecchio signore con la barba bianca un regalo speciale, la cosa più importante del mondo: una mamma. Non ne aveva mai avuto una. Quella che lo aveva partorito, lo aveva abbandonato vicino ad un ospedale, disteso in una cassetta, una di quelle per i pomodori. A volte pensava che sarebbe stato meglio per lui essere un pomodoro. Avrebbe allietato il pranzo di qualcuno, per poi sparire per sempre dopo la digestione.
Voleva una mamma, una vera, tutta per lui. Insieme agli altri bambini viveva bene, era felice. Erano tutti simpatici, giocavano insieme, facevano i compiti, si divertivano. Quella grande, bellissima famiglia, non gli faceva mancare niente. Eppure lui desiderava una mamma. Ogni volta che ci pensava, nel suo lettino azzurro, immaginava come sarebbe stata: alta, bassa, bionda, bruna. Poi si diceva che voleva semplicemente una che gli volesse bene, come una mamma vuole bene al suo bambino. Non gli importava l'altezza, il colore dei capelli, degli occhi.
In casa famiglia tutti gli volevano bene, ma l'amore di una mamma è speciale. Lui lo sapeva, anche se non l'aveva mai provato. Lo immaginava come un dolce profumo di fragole, che gli arrivava al naso ogni volta che sognava il giorno in cui sarebbe si sarebbe avverato il suo desiderio.
Anche quell'anno, inesorabile, il Natale era alle porte, e Christian aveva scritto la sua solita, densa, bellissima lettera piena di speranza. La mattina del 25, in casa famiglia, tutti i bambini correvano verso l'albero, alla ricerca del regalo richiesto. Quello di Christian era in una piccola scatola, avvolta in una carta rossa. Appena vide il nome sul pacchetto, i suoi occhi si fecero lucidi. Gli veniva da piangere. Sicuramente non era il regalo che voleva. "Come fa una mamma ad entrare in una scatola così piccola?", diceva tra i denti, stringendo le mascelle il più possibile per non scoppiare in un mare di lacrime. Aprì la scatola rossa, rassegnato ad un altro regalo bello ma inutile. C'era una bottiglia, con dell'acqua dentro. Un profumo. Lo avvicinò alle narici. Profumo di fragole. In un attimo quell'odore ricacciò indietro le migliaia di lacrime pronte a scivolare lungo le sue guance.
"Forse questo è il mio Natale", pensò Christian. Stava arrivando qualcuno, con una mano di fragole, a raccogliere la cassetta dei pomodori.

 

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1 commenti:

  • Anonimo il 01/06/2013 13:40
    Non posso dirti il perché ma questo racconto è speciale per me. Riesci a toccare, quasi sotto voce, ogni argomento, con garbo e fantasia.

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