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Cenere

Sono oggetti strani i nomi. Te ne appioppano uno e te lo devi portare addosso per tutta la vita. Non c'è bisogno che tu sia d'accordo o meno. Ti tocca come a tutti e per quanto sia ingombrante e fastidioso sta a te e solo a te portarne il peso. Così pensavo. Puoi passare tutta la vita a farti un nome, lo puoi svendere, lo puoi svilire, puoi addirittura stampartelo sulle camicie o sulle mutande; in semplici iniziali puoi portare sulla stoffa il tuo passato e le tue origini ma un nome, avrei scoperto, non è una torre invalicabile, è piuttosto una fragile bandiera che puoi perdere per sempre quando meno te l'aspetti. Puoi ritrovarti ad essere qualcosa alla fine di un dito che ti indica. Puoi diventare una storiella che si racconta in un bar o una filastrocca per bambini ed allora a nessuno importa più quale fosse il tuo nome. Non sei più un qualcuno, sei diventato un oggetto di arredo urbano come una panchina o una fioriera, soltanto meno utile e meno bella. Una volta ce l'avevo un nome. Se mi sforzo abbastanza sono sicuro di riuscire a ricordarlo ma non credo abbia più importanza come ad un cieco non importa di che colore sia il cielo; blu, rosso o viola a pallini bianchi non ha importanza perché oramai non ti appartiene più. Diventa superfluo, inutile come la paccottiglia nelle case dei ricchi. Un nome è una speranza, quello che magari i tuoi vecchi desideravano per te ed ora sai che non sei più quello che eri in passato. Per voi, per la gente che passando mi lancia un'occhiata fuggiasca e cammina dritto, per le leggende che si raccontano nel quartiere ed anche per me, io sono solo Cenere!

"Se sei in un palazzo in fiamme e ti trovi davanti ad una porta chiusa e ti accorgi che la maniglia scotta cosa fai?" Era l'ultima domanda al test di ammissione nel corpo dei vigili del fuoco. Avevo studiato per settimane intere senza darmi tregua. Avrei potuto spegnere un incendio in un grattacielo con la sola forza del pensiero ormai e quella domanda buttata li mi sembrava un insulto! Avrei voluto scrivere: "Non aprite quella porta!", oppure " dattela a gambe il più in fretta possibile se non vuoi diventare una decalcomania carbonizzata sulla parete di fronte" ma non feci nulla di tutto questo. Mi limitai a rispondere che non bisognava aprire la porta, perchè ci si poteva trovare quasi sicuramente in presenza di una Fireball! La Fireball, come si chiama in gergo, è una brutta, bruttissima bestia. Quando si verifica un incendio in uno spazio ermeticamente chiuso il fuoco "consuma" tutta l'aria portando la temperatura interna intorno ai 5000 °C il fuoco, però, può non spegnersi completamente e "nascondersi" in attesa di "cibo". Se si apre una porta l'ossigeno presente all'esterno funge da gas infiammabile innescando una vera e propria esplosione che divora tutto quello che gli si para davanti.
Passai l'esame con il massimo del punteggio. Finalmente ero un pompiere a tutti gli effetti. Basta con i campi estivi nella forestale o con i weekend come ausiliario volontario. Superammo il corso insieme, io e Rob. Era il mio migliore amico, il mio amico di sempre. Da che ne ho memoria, noi due, abbiamo sempre avuto la passione per il fuoco, perché quello che lega un pompiere al suo lavoro è la passione per il fuoco, il fascino primordiale per questa forza indomabile. È qualcosa di primitivo! Da ragazzini più di una volta abbiamo rischiato di ridurre in cenere le nostre rispettive case con i nostri "esperimenti". Lo sapevate che con clorato di potassio, cera per mobili e vasellina si può fare dell'ottimo esplosivo al plastico? Bhe noi l'abbiamo scoperto a 15 anni e per poco non ci rimettevo una mano. All'epoca io ero la mente, con la mia passione per la chimica e Rob era la mia parte folle, quella che mi spingeva ad osare e a far casino.

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6 commenti:

  • Anonimo il 01/04/2012 20:36
    Sei bravissimo a scrivere e anche questo racconto mi ha rapita!
    Una piccola richiesta però... mi piacerebbe leggere un altro racconto con un lieto fine. Si lo sò, una richiesta infantile ma, di tanto in tanto ne ho bisogno Anna Rita Iotti. Ciao e grazie per le belle letture che doni!!!
  • Massimo Bianco il 01/04/2012 16:25
    Anzi, neppure, perchè sto cesso di sito se il commento resta anonimo i punti non li dà: beh, pazienza, tanto ne ho da sprecare.
  • Anonimo il 01/04/2012 16:23
    E siccome, come ho già visto succedere spesso, PR è sempre più difettoso e ora non di rado fa perfino perdere nome e avatar del commentatore, mi vedo costretto a regalarmi altri due punti per precisare che l'autore del precedetne commento è MASSIMO BIANCO. Saluti.
  • Anonimo il 01/04/2012 16:20
    Beh, niente male! La storia pur senza particolari estri si fa leggere, la scrittura magari quale a là è perfettibile, ma il giudizio è positivo.
  • Angelo Senatore il 29/03/2012 02:04
    Grazie tante, sei troppo buona. L'ho ritrovato sfogliando una delle mie agende (disordinatissime e caotiche) per gli appunti. L'ho scritto qualche anno fa ma visto che, all'epoca, mi piacque molto ho deciso di "regalargli" un po' di "vita"! XD
  • Raggio Di Luna il 28/03/2012 23:34
    Complimenti! racconto molto più maturo ed elaborato del precedente. Avvincente e ben scritto.. continua così!!

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