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Onirico: Bianco e Nero

Stava lì, da sola. Mi porgeva del denaro, ma io rifiutai. Mi bastò guardarla, esserle grato con un accenno di sorriso. Sa bene quanto son in grado di saltare, di sorvolare sui gradini per arrivare giusto giù, al punto d'arrivo. Non mi giudicò dalla parrucca, mi strinse le mani, mi teneva calore nel freddo gelo di una qualsiasi sera, in cui le scale sorvolavano a dieci metri da terra in più del solito. Ne incontrerei altre mille come lei, ma la fame me ne fa incontrare nella mia mente tante quante le volte che qualcuno si preoccupa di me. Ora camminerà, andrà per le sue strade, io rimarrò nella mia strada. Stavolta non sprecherò quelle poche monete per acquistare un giornale e un pezzetto di pane, ma per donarle domattina alla strada qualche passo avanti alla chiesa, così che il mondo potrà sbizzarrirsi, e io chiudendo gli occhi potrò sperare nei secondi che mi cullano la vita.

00:22
Oggi è il mio sedicesimo compleanno, spiccherei di gioia, se potessi, ma tutto ciò che ho davanti è un mare che mi pone una gran nostalgia. E ora non so che fare. Potrei continuare all'infinito a sperare, ma non ci riesco. Ho la maglia quasi nera, e la barca che sta qua difronte a me, aspetta vogliosa di incontrarmi. Non mi permetterò d'appoggiarmi sul letto di una stanza lussuosa, ma di sorvolare dall'alto nella speranza di rivederla. Ho la maglia quasi grigia, non mi tiene compagnia, sembra rispecchiare il volto del cielo. L'erba attorno, strisciandosi nelle mie scure gambe, mi procura la pelle d'oca. Non mi va di guardare ciò che mi circonda, è ora di guardare in basso.

31 anni dopo
È il mio quarantasettesimo compleanno, ho la maglia nera. Mi guardo allo specchio, il mio corpo si confonde con il colore della maglia sino a diventare un tutt'uno d'oscurità. Ma oggi, sono felice. Le rughe più accennate sono segno di una moneta buttata con amore al vento. Ti ringrazio per questi 31 anni stupendi, ma è ora di guardare in basso e di scendere i gradini, con un salto che porta dritto alla fine. Spengo la candela, accendo il sorriso e lo soffoco con l'aroma del carbone.

21:30
''Dicono che il male aiuta a crescere''

00:47
Sono cresciuto. Ho indosso un abito nero, le scarpe son ben chiuse, ho sfiorato la terra, e son volato su nel cielo. È stato un lungo volo, puntualmente, mi avevi sfiorato la spalla per ricordarmi che non ero solo; e che spesso, chi ti dona uno sguardo, si ricorderà di te. Eravamo finiti per caso sullo stesso luogo, forse. E ora rimarremo accanto, non pensi? Meglio te che mille immagini.
Davanti ad uno schermo bianco: ''ti abbraccio perché hai bisogno d'affetto.''
BIANCO E NERO.

 

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3 commenti     2 recensioni    

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2 recensioni:

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  • Rocco Michele LETTINI il 29/03/2012 20:40
    E brava Giulia... una gradita sorpresa, questo Tuo racconto... Il bianco e il nero sono colori... le tinte della Tua malinconia che ridipingono il Tuo vivere... donando un abbraccio... in tutto il Tuo affetto...
  • Andrea Pezzotta il 29/03/2012 19:53
    potrebbe sembrare un racconto molto "terra terra" ad un lettore che evita di riflettere, ma.. wow, che meraviglia, le parole sembrano danzare intorno al significato di tutto il testo e il finale ti colpisce come un macigno enorme ma non troppo pesante! bellissimo

3 commenti:

  • Giulia il 13/04/2012 21:17
    Grazie mille Auri
  • Aurora il 13/04/2012 21:03
    Molto bello, ha un tocco surrealistico, brava Giuli!
  • Giulia il 29/03/2012 20:44
    Tante grazie per le recensioni ed i pareri positivi. Non credevo potesse esser gradito!

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