accedi   |   crea nuovo account

Bagliori Lontani

L'espressione è serena, ma il cuore, in subbuglio, sento battere forte nel mio piccolo petto di ragazzo. Mi vestono lentamente, riempiendo molte tasche. Tra sgaurdi compiaciuti di uomini barbuti.
Dalla collina, ad Est, il timido bagliore dell'alba, illumina e indora il campo di grano sottostante. Accarezzate dal vento, le spighe e i papaveri scarlatti, si abbandonano ad un dondolio di pace e serenità.
Più avanti, con gesti misurati e sicuri, il contadino affila la sua falce con pietra Irachena e si appresta al suo lavoro.
In un turbinio di voci concitate e gesti misurati, urla, spintoni e grida soffocate: rivedo la mia infanzia di bimbo riccioluto nei vicoli a giocare, con i compagni a correre e ruote a far girare. Rivedo mamma mia, insieme ad altre mamme, in silenzio ad osservare quel raro momento di gioia.
Stordito dal frastuono, ma pronto! Ritorno con lo sguardo al contadino, che con sagacia e maestria fa compiere alla falce quell'onda calcolata e distruttiva...!
Cadevano la spighe e inevitabilmente cadevano i papaverei scarlatti. Vittime innocenti.
E'ORA! Vestito e imbottito, scendo dalla collina dal versante opposto, e sotto, il brulicar di voci e suoni del mercato.
Intanto il sole illumina la via, piena di bancarelle e di ambulanti. E di odiate divise di occupanti...! Ormai senza espressione e senza fiato, avanzo lentamente tra la gente, tra divise di soldato, bambini giocosi, donne e anziani, fermi al sole.
E come il contadino, incurante dei papaveri innocenti, compiva il suo lavoro senza indugi.
Mi avvicino. Ancora un po'. Ormai sono allo stremo, ma ho vicino il nemico, ne sento l'odore e devo agire!
Sento distintamente la mano di mia madre sfiorarmi i capelli, per un attimo.
Poi solo un'accecante bagliore!
MA NON E', IL SOLE!

 

2
4 commenti     1 recensioni    

un altro testo di questo autore   un'altro testo casuale

1 recensioni:

  • Per poter lasciare un commento devi essere un utente registrato.
    Effettua il login o registrati
  • Andrea Pezzotta il 29/03/2012 19:48
    questa è una prosa poetica, pura prosa poetica, le parole mi hanno cullato e mi sono immerso completamente nel racconto, che bellezza, è magnifico!

4 commenti:

  • Rossano il 08/08/2014 09:29
    Grazie molte a Paola, Massimo e Fabrizio per i commenti positivi.
  • Paola il 13/06/2014 21:20
    molto carino, breve e conciso, la bellezza del paesaggio che si confonde con la brutalità della guerra.
  • massimo vaj il 25/05/2014 19:48
    Racconto piacevole capace di trasportare il lettore sul luogo del ricordo. Una frase è incompiuta o innestata male nel contesto per l'assenza del riferimento soggettivo, ed è questa: "E come il contadino, incurante dei papaveri innocenti, compiva il suo lavoro senza indugi."
  • Anonimo il 24/05/2014 04:53
    anche a me è piaciuto molto complimenti

Licenza Creative Commons
Opera pubblicata sotto una licenza Creative Commons 3.0