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Quella sedia a dondolo

Era una calda notte d'estate, si udivano dalla finestra i canti dei grilli e delle cicale, e lo strillio di una civetta che al dire il vero incudeva un po di incuietudine.
Ultimo sguardo al soffitto e poi dritto sprofondo nei miei sogni.
Mi trovo in cucina seduto a tavola con due perfetti sconosciuti, un uomo e una donna abbastanza grandi d'età, credo sulla sttantina d'anni. Mi fissano per qualche minuto con aria inquieta, si sente molta tensione nell'aria, quando ad un certo punto i due allargano le loro bocche allungandole più del normale e dilatando le pupille di un nero corvino emisero un suono anzi un urlo terrificante che durò qualche secondo. io atterrito caddi dalla sedia e mi precipitai fuori correndo come un matto tra la boscaglia e gli alberi di ciliegio.
Mi fermai col fiatone e il cuore che batteva all'impazzata tentai di mettere a fuoco il quanto accaduto, pensai di fuggire ma l'auto era nel retro della casa avrei dovuto oltrepassarla nuovamente e non era il caso con quelle due cose o esseri o persone non lo so cosa fossero sarebbe stata un impresa ardua. Dopo pochi minuti di riflessione, mi armai di coraggio e di un bastone sdradicato da terra e mi incamminai verso la casa.
In quel momento passo dopo passo mi incitavo da solo tirando anche qualche parolaccia a quelle due cose fin quando arrivai all'uscio della porta, col bastone la aprii, mi affacciai buttando un occhio a destra e uno sguardo a sinistra, entrato nel salone mi girai nuovamente su me stesso onde evitare spiacevoli sorprese. Rassicurato mi incamminai furtivamente nella cucina dove vidi l'anziana dondolare su di una sedia mai vista in casa mia, mai usata, quelle sedie a dondolo di paglia un po rovinata dal tempo doveva essere abbastanza vecchia, quel dondolio mi trasmetteva incuietudine.
Camminando pian piano arrivai dietro le sue spalle portai il bastone per vibrarlo sul suo capo e scoccai il colpo ad occhi chiusi.
Il colpo andò a vuoto, non c'era nulla davanti a me e come se si fosse smaterializzata è impossibile mi dicevo camminando all'indietro quando urtai un qualcosa.
Pietrificato mi girai lentamente, e difronte vidi di nuovo le due persone stavano quasi ad un palmo di naso da me. mi afferrarono mi gettarono a terra ed esclamarono < non ti libererai facilmente di noi!>. Io in quel momento non saprei descrivere le mille sensazioni spiacevoli che provai, so solo che iniziai a gridare come un matto con quelle due persone su di me.
Mi svegliai di scatto guardando la stanza da cima a fondo, il sole entrava dalla finestra dando luce a tutta la stanza, gli uccelli cinguettavano felici. Mi asciugai dal sudore mi recai in bagno riempii il lavandino con acqua freddissima e ci infilai la faccia dentro per qualche secondo, rialzai la testa mi asciugai e guardando lo specchio sussurrai <è stato solo un brutto sogno>.
Mi vestii e mi recai in cucina per fare colazione scesi le scale quando un suono mi fece atterrire e rimanere di sasso in mezzo alle scale. Quel suono, quel cigolio, non puo essere. scesi lentamente le scale e varcai la soglia per entrare in cucina, vidi la cosa più brutta della mia vita, quella sedia a dondolo che si muoveva da sola.
Mi vestii di corsa feci le valige misi il tutto in auto e scappai a tutto gas lasciando una lettera al padrone della villa con le mie scuse e le motivazioni dell'abbandono della prprietà.

 

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4 commenti:

  • gaetano il 04/06/2015 00:30
    Ti ringrazio e mi fa piacere che hai gradito la lettura
  • Paolo Villani il 09/04/2015 12:19
    Un'ottima storia di fantasmi in stile inglese, cioè molto simile nella forma a quelle inglesi; buona la scelta di non chiarire il mistero dei due settantenni
  • gaetano il 04/04/2012 15:26
    lascite i commenti
  • gaetano il 04/04/2012 15:26
    lascite i commenti

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