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Inviolata

Dopo la dipartita di mia madre avvenuta il 12 marzo alle 9, 15, la prima cosa che ho cercato tra le sue cose, sono state le preghiere che Geny recitava ogni mattina e tutte le sere.
In un certo qual modo la considerazione che mia madre aveva sulla pratica religiosa era equivalente, se non addirittura maggiore, rispetto all'impegno che ella dispensava negli affari della famiglia. La preghiera era per Lei un insieme di cose: un'occasione di aggregazione contro la solitudine e le inquietudini, una possibilità di avere scambi interpersonali stimolanti e formativi ed infine, ma non per ultima, una missione personale.
Conversare con il Signore o parlare con un vicino, secondo Geny erano la stessa cosa; le questioni di Dio le erano familiari, esattamente come le attività quotidiane. Il rovistare tra le sue carte custodite gelosamente, significa ricostruire il suo percorso spirituale, le scelte e gli interessi della sua spiritualità.
L'intento di questa pubblicazione non è quello di fare del facile revisionismo morale su una persona che ha vissuto per alcuni versi una vita normale, travolta sì dagli affanni e dalle sofferenze, ma senza che abbia perso per un solo istante la speranza e la luce che illuminano il mondo, per questo il titolo "Incorrotta" è da interpretare come "incontaminata" dalle brutture del mondo o "pura" di spirito.
Tutto nasce attorno ad un ristretto nucleo di persone, costituito da mia madre, mia nonna, gli zii e da poche amiche che con Geny hanno condiviso difficoltà e speranze, frustrazioni e consolazioni, ombre plumbee e albe radiose; interamente irradiato dalla forza rigeneratrice della preghiera.
Nessun essere umano può essere talmente santo da guadagnarsi il Paradiso da sé, se non per l'intervento della Misericordia del Padre che esalta i meriti di ciascuno e cancella i peccati e i demeriti. Tale prassi vale anche per mia madre che in vita fu una donna sensibile verso i poveri ed i deboli, ma al contempo vulnerabile verso gli avvenimenti cruciali della vita che se lei avesse superato il timore di ritornare povera, sarebbe stata più generosa guadagnando tante e tali grazie anche agli occhi di Dio.
Ciononostante mia madre è morta santamente, nel modo che ciascuno augurerebbe a se stesso: nel proprio letto, confortata dai figli e dopo aver ricevuto l'ultimo dei sacramenti, cioè l'estrema unzione, e gli attimi antecedenti al trapasso sono stati sì intensi, ma mai impressionanti né tantomeno drammatici.
Sembrerebbe che le tante preghiere sulla buona morte recitate per anni da mia madre, abbiano avuto ascolto e maggior peso rispetto al limite tutto suo di una gravità che spesso le faceva intravedere colpe e nemici in misura maggiore rispetto a quelle effettive, dalle quali difficilmente riusciva poi a districarsi.
Ben lungi da me è qualsiasi tentativo di incensamento o peggio di santificazione di Geny, perché mia madre è stata una persona tanto comune quanto semplice, ma che ha avuto il merito di essere rimasta fedele nel tempo agli insegnamenti evangelici ricevuti.
Questa pubblicazione si compone di cinque parti: la prima è quella dedicata alla devozione che mia madre aveva verso i Santi; la seconda parte è quella dedicata alla sua formazione etica; la terza parte è quella che riguarda la sua spiritualità; la quarta è composta delle mie dediche o poesie; infine l'ultima riguarda le foto ed i ricordi.

 

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1 recensioni:

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  • Rocco Michele LETTINI il 21/04/2012 11:20
    Nell'immancabile ricordo de la mamma tutta la mia preghiera e il mio plauso... per averla decantata in questo Tuo racconto...
    Inviolata resterà "la gioia" che Ti ha trasmesso nella sua vita terrena
    CIAO... FABIO

1 commenti:

  • Anonimo il 21/04/2012 08:43
    molto bello questo scritto, sai fabio io penso che la santità possa arrivare anche nel quotidiano... un pensiero alla tua mamma che sono sicura mi starà leggendo a te il solito bacio gentile... ti abbraccio

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