accedi   |   crea nuovo account

Io anni 80

Se fossi una goccia di inchiostro blu starei uscendo dalla penna di mio fratello che imbratta il suo diario di scuola nella sala di casa nostra, e sarei parte del disegno che lui e un suo amico stanno arricchendo di particolari...
Riconosco il soggetto disegnato, è un loro compagno di classe che cade con la sua BMX nuova, le loro risate si spargono nella stanza (ridevano per "calmare" l'invidia della bici nuova)e io, io vero, non io goccia di inchiostro, sono sul divano che li guardo, ma non capisco cosa c'è da ridere, mi avvicino, vedo il disegno, non mi fa ridere, ma faccio finta di si...
Provo a inserirmi... << Guarda che bella astronave che ho fatto con le lego>> ... Ignorato...
<<Se apri questo sportellino escono le bombe>> ... Cadono sul tavolo dei fiorellini lego
<<Ma quelle non sono bombe sono fiori, ma cosa dici? >> non capivo, eppure ieri sera mentre giocava con me, mio fratello concordava che fossero bombe
Col senno di poi capii che si vergognava di far vedere che aveva giocato con me con quelli della sua età... Se avesse avuto la creatività di Rino Gaetano forse avrebbe aggiunto questa strofa alla sua canzone:
"Mio fratello è figlio unico, perch'è convinto che dei fiori-lego siano delle bombe".

Era dura giocare coi grandi, l'avevo già capito l'anno prima... quando mio fratello e i suoi amici giocavano con dei cowboy, a me, se volevo essere della partita era rimasto solo un indiano senza cavallo... Non lo tolleravo, volevo che anche il mio indiano andasse a cavallo come tutti, allora mi sono ricordato del cavallino che c'era a casa di mio nonno e incurante della pioggia partii per cavalcare anch'io...
Il portone chiuso mi scoraggiò... Chissà dov'erano andati... Quella domenica gli adulti sembrava non facessero parte della vita... Anche i miei genitori non c'erano...
Poi scorsi la cesta dei giochi di serie B sul terrazzo dei miei nonni, il cavallino era lì;
non ero tanto agile, una pallina di lardo, ma ormai ero determinato e dal punto in cui le scale di casa erano più vicine al terrazzo mi arrampicai e presi il mio cavallino, che non aveva neanche la coda, la baby sitter che avevo d'estate amava tagliarmele tutte; col sorriso fra le gocce di pioggia tornai a casa mia, ma non giocavano più, adesso gli altri guardavano la televisione... mi scese un po' l'umore, però, grazie alla fine di quell'entusiasmo probabilmente riuscii ad apprezzare maggiormente la scena che ho ancora davanti agli occhi, la muraglia di pioggia che scendeva fitta e veloce davanti alla collina di bosco che c'è di fianco al mio paese... ancora adesso tutte le volte che piove guardo la collina per rivederla in quel quadro, ma non mi piacerà mai più come quel giorno, adesso tutto è più moderato, la pioggia, gli alberi sul monte, gli occhi da adulti vedono anche lo spazio di terra fra un albero e l'altro, non c'è più nessun mistero.

 

2
0 commenti     0 recensioni    

un altro testo di questo autore   un'altro testo casuale

0 recensioni:

  • Per poter lasciare un commento devi essere un utente registrato.
    Effettua il login o registrati

0 commenti:


Licenza Creative Commons
Opera pubblicata sotto una licenza Creative Commons 3.0