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Il collasso dell'editoria italiana

Una decina di anni fa, mi presento a un colloquio di lavoro presso un noto megastore di Milano, per essere assunto come commesso.

Il mio sogno sarebbe fare il libraio, consigliare con la mia passione viscerale per la lettura altri lettori, ma le piccole librerie stanno chiudendo una dopo l'altra e devo anch'io accettare quella mutazione per cercare di entrare in questi trionfanti megastore, per cercare di essere dentro il meccanismo dell'industria culturale.
La prova finisce in modo tragicomico:
" Guardi Signor B., lei è molto preparato e animato da una grande e sincera passione, ma se la assumiamo deve imparare a vestirsi meglio e deve cercare di perdere almeno un cinque/dieci chili".
Vestirmi meglio? Perdere cinque/dieci chili?
Purtroppo nella vita di ogni giorno, parto sempre con un handicap: le mie espressioni facciali sono autonome dalla mia volontà.
In quel mentre, un enorme Vaffanculo! si dipinse sul mio volto.
Non fui assunto e proprio quel giorno comprai il mio primo computer e inventai il mio nickname da battaglia: il Moscone.
Da quel radioso giorno cominciai la mia lotta contro quell'industria culturale, falsa e gretta e massificante.
Dieci anni dopo, gongolo leggendo l'attendibile statistica dell'Istat che fotografa la tragica situazione di quella miserabile editoria: in Italia si sono volatilizzati settecentomila lettori, e molti di questi sono quelli definiti "forti", quelli cioè che acquistano più di dieci libri l'anno.
Quei megastore che mi hanno consigliato il frac e la dieta stanno scomparendo come degli scarafaggi della Papuasia in estinzione.
Le cause io le conosco già da dieci anni.
I megastore hanno inondato le librerie con migliaia di volumi, di solito pessimi, solo per fare profitto.
Il libro del calciatore semianalfabeta, della presentatrice televisiva che discetta di ricette di cucina e si fa servire il pranzo dai servi filippini; la rockstar ex ribelle ed ex fuori dal Sistema che c'insegna quant'è bello genufletterci davanti ai padroni e ai preti, il caso umano guarito da terrificanti malattie tropicali e ridotto in fin di vita da una banale emorroide.
Tutta questa diarrea cartacea si è riversata su di noi in questi anni dell'orrore assoluto, del Crimine Perfetto contro lo Spirito umano, aiutata dagli Editori e da editors senza scrupoli che hanno fatto di tutto per tentare di omogeneizzare lo scrittore ai suoi lettori, trasformandolo in un ignobile cane da passeggio che scodinzola nei salotti televisivi stile Fazio, applaudito senza contradittorio per ogni cagata che dice.
Eliminati i grandi librai di una volta, hanno abolito il lavoro sul territorio per dedicarsi a creare pagliacci e fantasmi di carta, senza fondamenta e preparazione.
Risultato? Milioni di copie invendute giacciono ammuffite e tarlate nei loro magazzini; i loro cosiddetti " Autori V. I. P", secondo documentate statistiche, sono letti molto, ma molto meno di un qualsiasi blogger.
Quello che sta succedendo in politica, grazie al modernissimo movimento Cinque Stelle di Grillo, sta succedendo nell'editoria e nell'industria culturale:

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1 recensioni:

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  • rosaria esposito il 15/05/2012 21:51
    concordo con te, soprattutto con la diarrea di cartastraccia... che ha oscurato i narratori, i poeti e i lettori... ipocritamente ignari che secoli di letteratura sono minacciati da mercanti di lessicalscemenze... e che, un tempo, si chiamavano editori!

15 commenti:

  • Anonimo il 23/06/2013 10:20
    Mah, caro Mauro, tu esulti per la vicina morte degli editori, ma mi devi permettere una considerazione. Il web, una bellissima invenzione, se dovesse sostituire il cartaceo causerebbe la disfatta di quanti, come me, non possono vivere senza essere circondati dai veri tomi che respirano e fanno sentire il loro odore, che spesso annuso con amore, come si fa con una donna del desiderio. Non te le prendere, ma, pur essendo un utente del web, non potrò mai fare a meno del vecchio libro, io che vesto come mi pare e che possiedo una bella... cintura
  • Raffaele Arena il 16/05/2012 20:29
    Dobbiamo distinguere in questa tua "vibrante considerazione", vissuta sulla pelle, che si sente scritta di cuore con tanta rabbia. Da una parte la macchina industria impazzita, rappresentata da un enorme congegno elettronico che continua a dare in modo random input e stampa, stampa, stampa di roba adatta nemmeno per il gabinetto, come giustamente dici. Ma dall'altra, inquieta la chiusura di storici esercizi che sono, e andranno a chiudere, come quelli di medie e piccole dimensioni stanno facendo nelle grandi citta, che tutto viene riprodotto ora tramite tecnologie anche quelle prodotte da congegni ecc. ecc. Insomma, comprensibile il tuo sfogo fino al punto che non tocca il fatto che purtroppo tante competenze in campo librario, e parlo della semplice commessa appassionata davvero di letteratura, perde il posto di lavoro. E tante di queste sono persone intelligenti e preparate, e non si può non dire che si riducono le librerie e si riproducono negozi che non si capisce cosa sono. La messa "a piedi" di uomini e donne, è sempre triste. E triste vedere negozi chiusi in luogo dell'imperante e destabilizzante diffusione di una tecnologia di-su-ma-ma.
  • Mauro Moscone il 15/05/2012 22:56
    Caro Edmond, vibrante e profondo il tuo intervento.
    Sai qual'è il punto, a mio avviso?
    La grande sottovalutazione che ognuno di noi ha in questo orrore di mondo.
    Un lettore diventa un cliente, uno scrittore un consumatore di servizi di editoria a pagamento, un cittadino uno che porta voti a chi lo deruba, un essere umano diventa solo un portafoglio rotto da svuotare...
    L'orrore è immenso, hai ragione, ma vedere col culo per aria alcuni artefici della sua potenza mi dà almeno una lieve soddisfazione.
    La vera rivoluzione del futuro sarà dare finalmente valore a ogni essere umano.

    Abbi gioia
  • Nunzio Campanelli il 15/05/2012 18:42
    La grande distribuzione ha causato la morte delle librerie, e ora causa le sue stesse contraddizioni, anche quella di se stessa. Il web regnerà sovrano. Ma questo non consentirà al libraio di riaprire il suo negozio. Le grandi casi editrici, in passato, hanno fatto efficacemente il proprio mestiere (penso a Einaudi, Laterza, Bompiani, Il Saggiatore, Sellerio, Adelphi...) e certi autori li abbiamo letti, in Italia, grazie a loro. Autori come Steinbeck, Faulkner se non fosse stato per Bompiani, chi li avrebbe potuti leggere, negli anni quaranta del Novecento? Quindi io dico: requiem per la carta stampata, concordo. Ma il web potrà colmare, se già non lo sta facendo, il vuoto? Non è una polemica, solo un tentativo di discussione. Ciao.
  • Anonimo il 15/05/2012 17:22
    Illustrami il nuovo mondo che sta per venire, perchè in questo non mi ci ritrovo proprio! E non posso immaginare un mondo senza una cultura che serva da traino... Ci sono, è vero, i palazzoni di periferia, ma ci sono anche bei palazzi che hanno avuto una parte importante nella storia dell'arte. Dovremmo forse demolire tutto per creare un nuovo mondo? Il presente è pur sempre figlio del passato e del passato bisognerebbe salvare quello che di buono e di bello ci ha dato. A presto. ciao
  • Mauro Moscone il 15/05/2012 17:01
    Cara VIncenza, l'industria culturale sta per essere spazzata, collassata su se stessa come quei vecchi palazzoni di periferia che demoliscono con le cariche esplosive.
    Prepariamoci ad un nuovo mondo, sta per venire.
    Editori, editors, self publishing, editoria a pagamento, tutta sta merda sta per essere scaricata nello sciacquone.
  • Mauro Moscone il 15/05/2012 16:59
    Cara Mara, nessun problema: il lettore legge le opere come gli pare e se poi è disposto al dialogo con l'autore per comprenderle meglio, vuol dire che è una persona speciale, come nel tuo caso. Grazie
  • Anonimo il 15/05/2012 15:34
    Bravissimo!!!!! Sono pienamente d'accordo con te. L'editoria di massa pubblica solo schifezze;basta essere servi dei politici e della TV che lancia falsi messaggi basati su quanto si appare e quanto si mostra. Hanno cercato di sotterrare la cultura pur di fare marketing e cassa. Servi, leccapiedi del potere dominato dai ladroni e dagli inciucioni. Adesso, pur di ottenere consensi, parlano ipocritamente di meritocrazia, di contenuti e sfornano personaggi e discorsi privi di contenuto. Continua così, bravo!! ciao
  • Anonimo il 15/05/2012 15:01
    Infatti, ho usato il termine sbagliato nel contesto sbagliato. Volevo scrivertelo subito dopo, ma volevo apettare la tua riposta. Me ne scuso.
    Ritornando al problema centrale: mi dispiace molto per la situazione attuale. In particolare per questa inclinazione all'apparenza che alla volontà del fare...
    Scusa ancora Mauro.
  • Mauro Moscone il 15/05/2012 14:53
    Pardon, volevo scrivere Paola, ma mi è partita la freccia...
  • Mauro Moscone il 15/05/2012 14:52
    Paolo, l'editoria è finita. Comincia l'età dei bloggers: QUANDO I BLOGGERS (TIRANNOSAURI) DOMINAVANO LA TERRA... da farci un film...
    Una nuova era comincia
  • Mauro Moscone il 15/05/2012 14:52
    Paolo, l'editoria è finita. Comincia l'età dei bloggers: QUANDO I BLOGGERS (TIRANNOSAURI) DOMINVANO LA TERRA... da farci un film...
    Una nuova era comincia
  • Mauro Moscone il 15/05/2012 14:50
    Mara, il mio protagonismo è molto ironico, se leggi bene, e poi siano tutti narcisi, e i più pericolosi sono quelli che fanno finta di non esserlo.
  • Anonimo il 15/05/2012 13:40
    Finalmente una critica decente all'editoria! A parte il protagonismo... (non prenderla come una critica!)
    Già, quei "venticinque lettori" manzoniani si tanno estinguendo sempre di più, basta solo dare un'occhiata a cosa si vende nelle vetrine... Hai usato il termine giusto: una "diarrea di cartastraccia".
  • Anonimo il 15/05/2012 13:34
    Il modello di vendita plastificato, quello che è stato applicato ai libri... come agli yogourth si sta sgretolando.

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