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LETTERA ULTIMA.

Forse non dovrei ma lo faccio lo stesso. E non per me e non per te ma per giustizia. Esiste, no, la giustizia? Lo chiedo a te che di ingiustizia hai campato alle mie spalle, fiera di tutto ciò che ti ho donato forse non sei più capace di comprendere le mie parole. Si, tanto ti ho donato che tu lo sai cosa. L’anima che adesso non ho più.
Hai rubato e lo sai. I mie sogni, il mio amore e quello che avevo da scoprire, tutto quanto io lo chiamo sciacallaggio. Inutile andare oltre, avresti sempre una scusa in tua difesa; come dire, sono io il pirla che di te “non ho ancora capito nulla”. Eh sì, perché c’è sempre da capire qualcosa soprattutto quando non si ha niente da dire ma si presenta, si entra, si ruba e se nessuno dice niente, non vede, si toglie il disturbo. Essere passivamente presenti non basta.
Hai notato che il cielo sopra noi è sempre più torbido, ma io credevo fosse smog invece persone inutili si moltiplicano e popolano e invadono senza coscienza così che sporcano quel bellissimo azzurro che mi sogno ormai di vedere perché devo tenere a bada loro che han sempre qualcosa da non dire offuscando i mie occhi.
E di tanto in tanto elargiscono news alla “TG4” come fossero verità indiscutibili “non cambiare mai e non lasciare che una stronza come me possa oscurare i tuoi splendidi occhi” oppure “non pensare che siano tutti o tutte come me” ma dai, non lo sapevo. E in mezzo balle a prova di giudizio “non riesco ad accettare l’idea di essere causa di sofferenza per qualcuno” e cosa aspettavi a dirlo?
Tutto quanto nel bel mezzo di un amore sfumato e troppo ingenuo ma non impossibile.
Tutto quel che non dicevi era in mala fede, lo capisci vero?
Non lo faccio per vendetta, credimi, ci sono problemi più grandi ma allo stesso tempo mi rode, come un fuoco arde dentro me il fatto che la fine tu la conoscevi fin dall’inizio dei tempi.
Ma per che cazzo non hai fatto in modo che io capissi di più, per quale fottuto motivo mi hai tradito nascondendomelo? Tu la risposta la conosci e tienitela insieme alla tua mala fede, alle tue balle, a tutte le maschere che porti, a tutto lo sporco che sta sotto, a tutta l’invidia di cui sei capace. Fine.

 

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8 commenti:

  • Anonimo il 06/06/2011 20:27
    Eccellente
  • Miriam Angel il 03/12/2007 15:53
    Il tuo lavoro mi richiama quello di cantastorie e menestrelli, è in grado di trasmettere, anche se a tratti, l'emozione tormentata che devi aver provato nel momento in cui la scrivevi. non male!
  • Miriam Angel il 03/12/2007 15:52
    Il tuo lavoro mi richiama quello di cantastorie e menestrelli, è in grado di trasmettere, anche se a tratti, l'emozione tormentata che devi aver provato nel momento in cui la scrivevi. non male!
  • Edmondo F. il 01/02/2007 20:38
    Nessun rimpianto nessun rimorso. Grazie anche per averla letta Gianfranco.
  • Lorenzo Busicchia il 31/01/2007 21:21
    UN GRANDISSIMO RACCONTO DEL MISTERO!
    EMOZIONANTE