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Lo faccio per te

Ce ne stavamo seduti comodamente in attesa del canto del vento, era bello sentire la tua mano accarezzare l'erba e poi salire sul mio braccio. Mi leggevi, nel silenzio del sole autunnale una poesia di Rimbaud che adesso non saprei riconoscere.
Mi perdevo amabilmente in quelle parole fissando il sole che, filtrato dal grosso platano rendeva il tutto più romantico.
Mi disse lei con sorriso malizioso e aguzzando l'occhio nascosto dai capelli neri.
Cullato da una nuova poesia, mi addormentai godendo della sua dolce carezza.
Il risveglio fu dolce e mi sorpresi nel notare che intorno a me si trovavano ora le pareti di una possibile cantina, io ero legato a un tavolo e lei mi fissava con eccitazione. Nella penombra di quel posto compresi subito i suoi intenti e mugolando di piacere già mi preparai a una grande nottata.
Si posizionò sopra di me e sorridendo cominciò a baciarmi con foga sempre maggiore, la sentivo strusciarsi contro il mio corpo e soffrivo nell'accorgermi che le corde che mi legavano al tavolino non potevano permettermi di stringerla.
Si staccò un attimo da me, scese dal tavolino e portò le sue labbra al mio orecchio.
Sorrisi malizioso e decisi di chiudere gli occhi in attesa del piacere. Si avvicinò nuovamente a me con una bottiglia di vino che cominciò a versarmi sul petto, pregustando con gli occhi un piacere a me ignoto.
Si tolse lentamente la maglietta lasciandomi ammirare il suo corpo e con essa mi bendò gli occhi, lasciandomi nella completa oscurità.
Un brivido corse lungo il mio braccio nel sentire qualche cosa di freddo scorrere sulla mia mano, raggiungere il gomito e poi tornare indietro.
Tutto si placò, passarono minuti di silenzio spaventoso, dove ancora speravo in una nottata di semplice sesso.. speranza vana devastata dalla punta di qualcosa di indefinito che improvvisamente si conficcò nel mio braccio. Urlai violentemente ma non così forte da coprire un gemito di piacere che usciva dalle sue labbra.
Cominciai a dimenarmi ma lei, impassibile si avvicinò nuovamente a me, (così credo)
La sua voce questa volta vibrava rotta dall'eccitazione che ancora non riuscivo a comprendere.
La stessa lama cominciò a scorrere sul mio fianco sinistro e lentamente affondò nella parte più morbida, donandole ancora un gemito di piacere più simile a un orgasmo. Il dolore nel frattempo bloccava i miei pensieri e disperato cominciai a mordere le mie labbra che ben presto cominciarono a sanguinare.
Il suo urlò di disperazione mi bloccò e in breve fui anche imbavagliato.
La lama, sempre nel mio fianco, fu fatta scorrere lentamente verso l'ombelico mentre le sue urla di piacere continuavano a gelare l'aria di quella stanza.
Il respiro cominciò ad abbandonarmi e lei, togliendomi la benda dagli occhi cominciò a fissarmi. I suoi occhi profondi e accaldati erano testimoni di un piacere incomprensibile.

La fissai terrorizzato mentre la vita abbandonava le mie carni come l'oscena quantità di sangue gettata per la stanza.
Baciò lentamente le mie labbra morenti e sanguinanti. Sorridendo, osservò il calore fuggire dal mio corpo.

 

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