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Perchè scriviamo?

"Che cosa si aspetta il lettore da chi scrive"... Ho seguito la discussione su questo tema. Vorrei dire che l'aspettativa varia da lettore a lettore e comunque penso che lo scrittore non si dovrebbe preoccupare di quello che il lettore desidera, non per disinteresse verso chi legge ma perché chi scrive deve essere libero sia nella scelta dell'oggetto del suo scrivere sia nel modo in cui esprimersi. Analoga libertà dovrebbe avere il lettore, una libertà sorretta da un sereno spirito critico che si educa attraverso la lettura.

Detto questo, a me, in questo momento interessa di più una discussione sul tema: Perché scrivo? Perché scriviamo? Provo ad avviare la discussione cercando di dire perché io scrivo. Se mi è consentito il gioco di parole credo che questo bisogno sia nato prima che imparassi a scrivere. Ricordo che da bambina molto piccola mi divertivo ad immaginare storie di cui ero protagonista e che proiettavo in tempi passati e futuri intrecciando la mia vita con quella di personaggi di cui avevo sentito parlare. Oppure fantasticavo di viaggi in terre lontane dove facevo incontri straordinari. Questo fantasticare è durato fino all'adolescenza quando ho incominciato a scrivere poesie, patetiche per l'enfasi con cui esprimevo i disagi e i problemi che quell'età comporta. Poi ho cominciato a scrivere racconti, poesie meno patetiche, diari. Quando i miei figli erano piccoli appena riuscivo a metterli a letto esigevano che mi mettessi seduta su una seggiolina ad una precisa equidistanza dai due letti e raccontassi almeno una favola. Si stancarono presto di quelle tradizionali e pretesero che le inventassi io su temi suggeriti da loro. Ho imparato così a scrivere favole.
Ma da cosa nasce questo bisogno di scrivere? Nel mio caso da due motivi fondamentali. 1) dall'esigenza dialettica di sostenere le mie posizioni politiche e sociali, di comunicare le informazioni che questo mio interesse mi permette di acquisire. Naturalmente mi interessa confrontare le mie idee con quelle di chi legge ciò che scrivo. La categoria politico-sociale comprende valori quali la solidarietà, l'amicizia, il rispetto dell'altro e questo significato allargato del concetto politico-sociale credo sia il filo rosso che attraversa tutto ciò che scrivo, dal racconto, all'opinione, alla favola. Il secondo motivo per cui scrivo è terapeutico. Nei momenti difficili della mia vita ho sperimentato che la scrittura mi permette di elaborare il disagio psicologico, dfi contenerlo, di superarlo. Per concludere devo dire che non credo che ciò che scrivo abbia valore letterario Ma, per me, non importa. Se ciò che scrivo fa bene a me e spero a chi mi legge, va bene così, cioè sono appagata.

 

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2 commenti:

  • Anonimo il 18/09/2014 08:32
    Mi ha sempre affascinato la forma scritta evolutasi attraverso sonore bocciature scolastiche a strumento di informazione come giustamente sostieni
  • giuliano paolini il 08/02/2009 14:06
    forse scriviamo anche perche' non ci e' concesso di esprimerci in modo totale e nello scrivere cerchiamo in qualche misura quella democrazia che ci e' negata nella vita, oppure perche' avevamo inavvertitamente acquistato troppe penne.

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