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Vilia

-Ciao, ciao! Aspettatemi.
- Ancora un bacetto al papà.
Giulio raggiunse di corsa la figlia che si stava sporgendo dal finestrino del Suv in partenza. Baciò la sposa affettuosamente e allungò uno scappellotto bonario allo sposo.
Rimasto solo sull'ampio piazzale li seguì con lo sguardo fin che fu possibile.
Dopo aver salutato gli ultimi invitati, si avviò verso il lago per assaporare il tramonto in solitudine. Il sole rosso nel cielo violaceo stava incendiando le cime degli alberi.
Giulio era un uomo molto attraente. La figura atletica i lineamenti dolci quasi infantili, e due magnetici occhi grigio azzurri giocavano ancora a suo favore. Il tempo lo aveva appena sfiorato.
Arrivato, si sedette sul bordo di un tavolino di pietra mezzo consumato dal tempo, guardò il paesaggio che si rifletteva nel lago: solo qua e là guizzi di pesci a caccia di moscerini animavano lo specchio immobile. Il salice vicino mosse i lunghi rami. Non c'era alito di vento.
L'uomo accese una maledetta sigaretta, si volse a guardare la facciata severa dell'albergo ingentilita da affreschi e le montagne lievemente innevate.
Che ci faceva in quel posto?
Un senso di malessere lo colse.
Perché avesse acconsentito con entusiasmo alla decisione della figlia nella scelta di questo albergo se lo stava chiedendo ancora.
Capiva le esigenze della ragazza. Il luogo era stato la loro dimora per un lungo periodo. Lo scopo era stato di tenere una bimba lontana dall'assenza non voluta della madre. Ovviamente la bambina subì il fascino di un nuovo modo di vivere e quel che fece ora piegare l'ago della bilancia: conobbe il ragazzino che poche ore prima aveva sposato.
L'albergo allora fu anche protagonista di un altro incontro.
Giulio conobbe una donna che gli fece dimenticare in breve tempo la moglie. La loro fu una unione della carne e dello spirito e come le cose più belle ebbe una fine. Il ritorno a una vita normale e una lunga permanenza all'estero contribuirono a spezzare una bella intesa.
Ebbe altre donne, ma ritornare in questo luogo, aveva riaperto una ferita. Cercò di sorridere.
Ovviamente la figlia, egoista come la maggior parte dei ragazzi,
non ebbe mai nessuna voglia di avere altre donne per casa, e aveva avuto banco nelle scelte del padre.
Rabbrividì, pensando al futuro e piano piano tornò sui suoi passi.
Il tramonto aveva lasciato spazio in quell'ora che tutto si fa grigio, e i ricordi tornarono amari.
Attraversò il ristorante senza fermarsi, aveva mangiato poco durante il pranzo nuziale. Sentiva solo il bisogno di bere. Non voleva pensare al ritorno a casa, la sua bellissima dimora immersa in un grande giardino al centro della città, ma da ora ricca di ricordi lasciati dalla figlia così disordinata e solare. La ragazza aveva in buona parte riempito la sua vita.

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8 commenti:

  • Anonimo il 09/02/2014 19:21
    Ciao Maria Elisa... allora aspettiamo le tue storie e le tue fiabe... ciaociao, come ai vecchi tempi.
  • oissela il 09/02/2014 19:17
    Figliola, stiamo aspettando altre buone penne nella sez. narrativa.
    Il povero Oissela, dopo aver postato altri due lavori tipo Autori
    si nasce e Cena d'Autori passerà a postare La Pietra, riveduta e corretta. Va da sé che aspetto le tue storie e perché no, le fiabe?
    Ciao.
    Alessio
  • elisa sala il 09/02/2014 18:06
    Ciao Ermanno!
    Maria Elisa
  • Anonimo il 09/02/2014 17:13
    Beh sì, è possibile... se mi dice quale sito era le dirò il nick che usavo... forse Ermanno C.?... oppure Ardito?
  • elisa sala il 09/02/2014 16:47
    Signor Colosio, solo una mia supposisizione. In un altro sito conobbi un tipo simpatico che quando salutava usava sempre "ciao ciao" Così, una pulce...
  • elisa sala il 09/02/2014 16:43
    Eccomi. Ovviamente per ringraziare un caro amico e, credo, un suo amico: due commenti nello stesso giorno! Troppa grazia Sant'Antonio!
    Sono felice perchè il mio libro, col solo passa parola, cammina!
    Vi ringrazio e non mancherò con nuovi racconti a venirvi ad allietare. Per ora grazie
    Elisa
  • oissela il 23/01/2014 20:03
    Decisamente bello leggere le tue pagine e non mi dilungo sulla
    tua abilità nel riferire. Regia narrativa di primo ordine.
    Sul web, spesso, le capacità attentive del lettore non sono buone,
    causa il piccolo schermo e la luce non naturale.
    Ne consegue, a mio avviso, postare un racconto lungo ad episodi.
    Fra un paio di mesi, posterò "La Pietra" riveduta e corretta.
    Aspetto le tue pagine.
    Alessio
  • Anonimo il 23/01/2014 19:14
    Non amo particolarmente i racconti surreali... o meglio, non li amavo. Ma questo caspita mi ha tenuto incollato fino alla fine. Brava... bel racconto, bel rittmo narrativo... bella scrittura e punteggiatura precisa. Che si vuole di più?... ho guardato la data di pubblicazione ed ho fatto due conti: io ero in alto mare per tre mesi, in quel periodo... ecco perché m'era sfuggito. Altra cosa: 360 letture e non un commento!?... come te lo spieghi tu che ti occupi di surreale...?... ahahahah... ciaociao, continua a scrivere, servono autori di prosa qui, siamo in pochi.

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