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Il limite dell'ottimismo

La nostra specie ha smesso di evolversi. Questo perchè i parametri che negli animali e nelle piante fanno la differenza tra la sopravvivenza e l'estinzione non valgono + per noi. Un individuo umano che nasce sano ha meno chances di sopravvivere se vive nella + estrema povertà; rispetto ad uno con una costituzione debole che però nasce in un ambiente agiato. L'unica forma di evoluzione che viviamo è quella scientifico-tecnologica; che non avrà per forza di cose un esito chiaro. Anche provando ad immaginare il miglior esito possibile per il nostro futuro ci rendiamo conto che si va verso il nulla. Eliminando tutti i problemi possibili che gravano sulla nostra natura biologica lo stesso ciclo vitale di ogni individuo perde le prospettive per essere oggetto di attenzioni. Le ragioni dello stesso pensiero svaniscono completamente di fronte all'eliminazione di qualsiasi forma di doloroe o di sofferenza.

 

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0 recensioni:

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18 commenti:

  • Anonimo il 26/09/2015 15:01
    Mi permetto d'intromettermi in questa dotta disputa, per la quale mi sento di consigliare un libello di straordinaria vivacità, curiosità, humour ed efficacia: " IL PIU' GRANDE UOMO SCIMMIA DEL PLEISTOCENE" DI ROY LEWIS, edizione Gli Adelphi -
  • Giovanni Conti il 18/12/2008 18:32
    in effetti al giorno d'oggi l'evoluzione che contraddistingue animali e piante selvatici su noi non ha più effetto...
  • Luigi Lucantoni il 14/09/2007 01:54
    In effetti hai fatto benissimo, a volte mi terrorizza l'idea di non riuscire a supportare le mie idee, perché rischieri di diventare fazioso.
    Questo mi siccede spesso quando parlo di questioni filosofiche + astratte.
    Mi fa piacere di aver conosciuto un pensatore ragionevole come te.
  • Aniello Nello De Vivo il 14/09/2007 01:46
    ti sbagli non sono irritato per il commento, piuttosto sono contento perchè vuol dire che ha un senso scrivere su questo sito perchè c'è qualcuno che pensa. Però hai ragione che ho detto una minchiata, non so perchè nella risposta al tuo commento precedente non ho tenuto conto di quello che avevi scritto. Comunque il mio obiettivo non è dirti che sbaglio, anche se per un pensatore non c'è di meglio che uno che ti contraddice.
  • Aniello Nello De Vivo il 14/09/2007 01:46
    ti sbagli non sono irritato per il commento, piuttosto sono contento perchè vuol dire che ha un senso scrivere su questo sito perchè c'è qualcuno che pensa. Però hai ragione che ho detto una minchiata, non so perchè nella risposta al tuo commento precedente non ho tenuto conto di quello che avevi scritto. Comunque il mio obiettivo non è dirti che sbaglio, anche se per un pensatore non c'è di meglio che uno che ti contraddice.
  • Luigi Lucantoni il 14/09/2007 00:56
    Se ho parlato di evoluzione scientifico-tecnologica è ovvio che considero la conoscenza come soggetta ad un processo di evoluzione, col tuo ultimo intervento non hai tolto + nulla da quanto ho detto.
    In realtà 6 partito da una parte dell'oggetto che ho trattato (che io ho analizzato da un altro versate) per arrivare a dire che mi sbagliavo.
    Questo capita solo quando subentra una certa dose d'irritazione. Ti chiedo scusa se il mio commento al tuo aforisma ti ha offeso o comunque indispettito.
  • Aniello Nello De Vivo il 13/09/2007 20:23
    I cibi sono solo un esempio, e ne riconosco la banalità, è sono cosciente del fatto che sia una trasformazione autoindotta, ma questo tipi di processi sono pur sempre fenomeni legati all'evoluzione. Come si può parlare di evoluzione senza tener conto anche di ciò che è opera dell'uomo.
    La selezione naturale darwiniana non è un processo che produce variabiltà, ma un sistema che conserva tutte le variazioni, naturali e sopratutto artificiali, che siano vantaggiose all'individuo. Per esempio, la transizione da uomo cacciatore/raccoglitore a l'uomo produttore, pur se avallata dalla natura e pur esso un fenomeno artificiale; lo so, si tratta di un evoluzione societaria ma e pur vero che quel tipo di società è andata avanti e si e sviluppata nella maggior parte dei casi.
    Sono d'accordo che l'uomo scomparirà prima o poi, e non escludo che si possa trasformare in qualcos'altro.
  • Luigi Lucantoni il 12/09/2007 22:11
    I cibi cotti, non sono un fenomeno naturale. Tu confondi quello che noi stessi ci autoinfliggiamo con i processi che hanno permesso ad alcuni rettili di diventare uccelli. Inoltre la nostra specie esiste da così poco che nulla esclude una sua estinzione futura, la sofferenza svanirebbe anche in questo caso. Quella degli altri ecosistemi diminuirebbe di certo.
  • Aniello Nello De Vivo il 12/09/2007 13:18
    Non sono d'accordo con la tua tesi, e non capisco nemmeno come può un pensiero razionale come il tuo pensare chel'evoluzione fisica dell'uomo si sia bloccata.
    Pensa per esempio al dente del giudizio, che alcuni hanno ed altri no, che sta scomparendo nelle società che mangiano cibi cotti e alla stessa mascella che per lo stesso motivo si sta accorciando.
    Inoltre, credo sia molto difficile che l'uomo possa riuscire a risolvere tutti i problemi che gravano sulla sua natura biologica, per il fatto che anch'essi sono in continua evoluzione. Ed anche quelli passati, forse non li abbiamo cancellati ma solo allonanati.
    Anche la sofferenza ci sarà sempre, perchè e proprio dell'uomo soffrire e far soffrire; tutto al più si può cercare di coprirla imbavagliandola, ma anch'essa troverà la maniera di ritrovare la voce, è forse sarà peggio di prima.
  • Emanuele Perrone il 20/08/2007 14:27
    un po pessimista
  • Luigi Lucantoni il 19/08/2007 22:30
    Se vuoi te lo rispiego, basta che mi dici cosa non hai capito. Grazie del commento!
  • carmela arpino il 19/08/2007 18:29
    credo di aver capito il tuo pensiero solo in parte.. non è che ragioni un po' troppo? a volte, paradossalmente, può essere un limite! ciao.
  • Alberto Rampanelli il 15/08/2007 20:55
    Riflessione abbastanza chiara
    Sono d'accordo con le idee da te espresse
  • Alberto Rampanelli il 15/08/2007 20:55
    Riflessione abbastanza chiara
    Sono d'accordo con le idee da te espresse
  • sara rota il 24/05/2007 18:01
    Riflessiva proprio... più che una poesia un pensiero sul quale discutere...
  • A. Barbara Di Stefano il 25/04/2007 20:23
    invita comunque a riflettere...
  • Luigi Lucantoni il 07/02/2007 22:44
    Filiazione partenogetica!?
    Ma che accidenti significa!?
  • alberto accorsi il 06/02/2007 21:46
    Occorre un maggior sforzo di chiarificazione.

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