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Al mare

Il livornese, si sa, è un grande appassionato del mare o, per meglio dire, un gran "passionista"; non della spiaggia, badate bene, quella è roba da bimbetti o da pisani, ma degli scogli.
Non a caso, quando si vuole definire un vero livornese, un livornese verace, lo si appellerà come " livornese di scoglio ".
Da giovane il livornese raggiunge con ogni mezzo il Romito e si accalca sugli scogli piatti di Calafuria.
Dopo qualche tempo, inevitabilmente, il livornese, sente fortissima l'attrazione per un posto esclusivo della nostra costa; la Cala del Leone.
Bisogna essere un po' appassionati di trekking e free-klimbing, ma dopo essere arrivati alla spiaggetta sassosa della Cala del Leone e aver smesso di ansimare, lo spettacolo è davvero appagante perché una cala come quella " non pole esistè nemmeno a farla fare apposta da un architetto bravo ".
Gli scogli piatti sono adatti per un bagnetto veloce tipo "pausa pranzo", mentre la Cala del Leone è più adatta ad una permanenza più prolungata anche per ammortizzare quella po', po' di sgropponata della discesa e, da "stacci male tutto il giorno solo a pensacci", quella della risalita.
Ecco perché normalmente i gruppi di ragazzi vanno alla cala del Leone e si trattengono per una bisteccata e per il fatidico "bagno di mezzanotte".
Io da giovane, ho partecipato ad un paio o tre di queste bisteccate, che poi erano forse più "braciolinate", e vi posso assicurare, almeno per quanto mi ricordo, che difficilmente ho mangiato una carne più cattiva di quella e in maniera più scomoda.
Diciamo che la bistecca-braciola era rimasta otto ore al sole nella sacca e quindi era quasi frollata e poi, per quanti sforzi facesse l'addetto al fuoco, non ho mai visto una brace decente.
Allora le braciole erano in pratica cotte alla fiamma e bruciavano di fuori ma dentro non erano nemmeno al sangue, erano sempre "diacce"!
Quasi sempre nessuno si era ricordato di portare il sale e l'inventore dell'acqua tiepida di turno, quella calda l'aveva inventata sù padre, usciva fuori:
"Perché 'un ci si butta sopra un po' d'acqua di mare che è salata? "
Come battuta non era nemmeno malaccio, ma quasi sempre si trovava uno che, o per cretinaggine o per dispetto, faceva le mani a calice, andava a prendere un po' d'acqua di mare e la schizzava davvero sulla carne in cottura; non vi stò a dire il risultato.
Ma il peggio doveva sempre venire; infatti quelle specie di braciole "marcotte" si dovevano mangiare e tagliare sui piattini di plastica tenuti in bilico sulla coscia e con il coltellino di plastica. Naturalmente si finiva di mangiarla a morsi sporcandoci tutti ma tanto, si diceva, poi si fa il bagno!
E siccome s'era detto di fare il bagno a mezzanotte; a mezzanotte si doveva fare il bagno!

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2 commenti:

  • Anonimo il 18/07/2013 08:55
    Piacevolmente ESILARANTE e si sa di genuino!
  • Amorina Rojo il 20/06/2012 16:40
    Deh, Marcello sei grande... questo sì chellè raccontare... per una come me abbonata al Vernacoliere leggere questo brano è stato come respirare lo iodio di Calafuria.
    Che ti posso dire: son Livornese d'adozione e gli scogli li macino, uno per uno... chi ama il mare non può che essere così.
    P. S. iccasse sarebbe ics, nisba, punto?... niente pesci insomma... giusto?