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Vi presento Luigi

Luigi è un patriarca. È saggio ma non invadente, tanto
meno un dominatore. Guarda con affetto i suoi figli, nupoti e pronipoti e li lascia in pace. Non dispensa né consigli né ammonimenti. Altezza media, fisico asciutto, viso e braccia
sempre abbronzati. Cammina dritto, appoggiandosi appena ad un leggero bastone che gli dà l'aria di un vecchio gentiluomo di campagna piuttosto che quella di un anziano con problemi motori. Ha 95 anni ed è un concentrato di saggezza e cultura contadina. Ha lavorato sempre una terra non sua ma adesso possiede i suoi animali e la casa in cui vive non è del padrone. Ha perso la moglie da molti anni
ma vive serenamente il suo ricordo. Vive con un figlio e la nuora che non hanno da temere che invada i loro spazi.
Lui si è creato il suo: si siede al sole, davanti alla casa
e, con una lunga bacchetta, tiene a bada galline, polli, oche e tacchini. Quando glielo chiedono uccide un pollo o un tacchino
e si gode l'arrosto. Io l'ho conosciuto ad una festa di compleanno di una dei suoi tanti pronipoti. La mia amica
Giovanna, che è sua nuora, mi presentò così: "Papà, questa
è la mia amica Franca, la professoressa di cui ti ho parlato"
Lui prese la mano che gli tendevo e disse: "Molto piacere.
Io sono Luigi, contadino". E così mise al posto suo la professoressa. Avemmo una conversazione piacevolissima.
Luigi è molto informato sull'attualità politica. Non perde un
telegiornale, legge tutti i giorni l'Unità e qualche volta altri giornali per sentire, dice, anche le altre campane. Quando
scoprì che le sue idee politiche erano anche le mie disse: "Ah,
adesso le professoresse sono anche rivoluzionarie?"
"Perché - chiesi - è un male?" "No, no - rispose lui - ce ne
dovrebbero essere di più".
Un giorno volle portare i suoi animali a pascolare in un
vicino bosco. I suoi occhi ancora validi videro tra i cespugli
la sagoma inconfondibile di una volpe. In quattro e quattr'otto,
con la sua lunga bacchetta, radunò tutti gli animali e li ricondusse al sicuro nel recinto. Lo aveva costruito con le
sue mani e con quelle di un paio di giovani pronipoti. È diviso
in diversi spazi destinati ai vari generi di animali. Quel giorno
fu un'eccezione. Il recinto serve per la notte. Di giorno
Luigi lascia i suoi animali scorrazzare liberi nell'aia.
Lui si siede vicino alla porta di casa dove il sole batte, come
si dice in Toscana, a biscondola. D'inverno si siede vicino
al caminetto e tace. Forse è il momento della meditazione,
dei ricordi, del bilancio di una vita vissuta pienamente e saggiamente.

 

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