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I corridoi

Si srotolano intorno a noi e portano voci, odori, non solo dei suoi ospiti, a volte paiono averne di propri, ospitando dalle più brulicanti frenesie ai momenti più teneri alle più bollenti ed inconfessabili passioni.
Lingue di transito che sanno custodire nei loro scricchiolii, nei loro rimbombi nei loro tonfi le acrobazie del nostro quotidiano, dalle più goffe a quelle più esaltanti, cambiandosi d'abito con noi allo sfogliare dei calendari, sapendo rimanere nel contempo immutabili quali cornici dei nostri trascorsi.
Di norma non li notiamo tra il martellare costante dell'orologio, ma ci prendono proprio a braccetto a volte, scaltri e traditori, al supermercato ad esempio addobbati a regola d'arte per irretirci nei loro loschi piani predatori.
Io, come tutti penso, adoro incantarmi rivedendo loro i corridoi nei vestiti più vivaci mentre ospitavano le prime calde luci di primavera, che di merendina in merendina strillavano insieme a me verso l'estate, la quale non ha mai esitato a decorare il mio entusiasmo con sbucciature davvero artistiche.
Perché dovrei abbandonare i palpiti ora che mi si parano davanti agli occhi dai più angusti corridoi, anticamera dei grandi abbracci dei nonni, ai sentieri, grandi viali che mi accompagnavano tra i freschi ossigenati pomeriggi gonfi di amici stracolmi di gelato e di soffocanti convulse risate; voglio bearmi tra queste parole dando doveroso lustro così da completare la gamma dei sapori anche a quelle strettoie in penombra che hanno avuto come luce solo il lattiginoso riflesso delle lacrime, davvero indispensabili nel loro riservato silenzio a schiarire piano piano la via verso i sorrisi.
Come tralasciare poi le passatoie infinite, nude e ansimanti che hanno portato il mio cuore ad esplodere e a ricomporsi placido e vigoroso in un fiorito prato di montagna. Sono decisamente percorsi che tatuano ogni millimetro della pelle, e sgomenta scoprire come ogni corridoio alla fine porti alla sua destinazione e come ogni destinazione si riveli essere una transizione verso un'altra transizione.

 

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1 recensioni:

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  • Rocco Michele LETTINI il 06/07/2012 06:55
    UNA RIFLESSIONE DI VITA...
    CIAO SIMONE

2 commenti:

  • Anonimo il 09/07/2012 19:54
    I corridoi sono per me stretti spazi murati... niente di nostalgico in queste vie anguste dove al massimo di tanto in tanto si intercalano stanze, con storie troppo strette, sempre spazi stretti circondati da muri. I corridoi mi ricordano le lunghe vie di ospedali o lunghe vie di uffici dove a calpestare le lunghe superfici sono uomini telecomandati dai doveri e spenti si spirito. Io adoro gli spazi aperti, dove ogni via è libera di fantasticare con gente straordinaria! MG
  • vincent corbo il 06/07/2012 15:26
    Il tuo primo racconto merita un doveroso applauso: nessuno scrive così e quindi sei un apripista.

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