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Perchè ho deciso di non pubblicare libri in Italia

Dopo la morte di Dio, avvenuta soprattutto per il soffocamento del Titolare da parte della sue caste sacerdotali, ipocrite e corrotte, la nostra era sta assistendo a un secondo omicidio spirituale: la fine dell'Arte.
Secondo la profezia di un noto artista, nel 2030 avremo tutti il nostro quarto d'ora di celebrità, e avremo tutti a disposizione una bella casa editrice per farci pubblicare la nostra operilla.
Nell'era informatica si è scatenata la più terrificante caccia al "gonzo" artistico nella storia dell'umanità e si sta operando il reclutamento generale e allargato dei falliti.
Personalmente, almeno tre volte il giorno mi capita d'incontrare persone che cercano di propormi:
- il loro libro a cifra modica, e spesso mi pregano senza pudore di aiutarli con un acquisto, perché devono smaltire molte copie giacenti nella cantina. Se dovete fare l'elemosina, almeno imparate a fare il salto della scimmia sulla pianola, e andate in strada, dico loro.
- d'iscrivermi al loro sito che lotta contro l'editoria a pagamento, per poi rifilarmi le loro proposte di pubblicazione a pagamento, tipo antologie, raccolte di versi (spesso animali), concorsi con immancabili spese di segreteria.
- bombardamenti pubblicitari di "illuminati" editori a pagamento, diversi e "veramente interessati al tuo incredibile talento (ma pensa!)", che possono praticarmi il vantaggioso sconto dello 0000000, 1 per cento.

Per molti questa sarà una festa della libera espressione, per me invece una fiera della catastrofe umana.
Mi chiedo che fine abbiano fatto il lento apprendistato, la faticosa conquista di uno stile personale e di una poetica ben fatta ed emozionante, il rispetto per la capacità espressiva di un'altra persona.
Si vuole tutto e subito e questo per me è una malattia, altro che una liberazione!
Stiamo assistendo all'Apocalisse del potenziale creativo e umano individuale: i vari Anticristi percorrono in lungo e in largo la Rete, fingendo interesse per il talento altrui e mirando invece al bersaglio del "potenziale creativo" dei loro conti correnti. Oltretutto viviamo in Italia, un paesone per vecchi reazionari e bigotti che sul potenziale dei giovani talentuosi ci caga da secoli.

A fronte di tutto questo schifo, dopo tre anni di disintossicazione, dichiaro di essermi liberato del tutto dell'ansia di pubblicazione e pertanto:

- me ne sbatto di pubblicare, a o senza pagamento;
- me ne frega di fare il ruffiano per costruirmi un parco lettori/clienti/consumatori;
- me ne sbatto i coglioni di creare della letteratura come se fosse droga per intossicare un consumatore.

La letteratura è diventata una guerra di tutti contro tutti, dove ogni giorno milioni di volontà si scontrano le une contro le altre armate. Sarà la realtà ma un'artista è grande perché fotte tutte le Realtà: e io me le chiavo. Sono entrato in una dimensione vitale e nel contempo esoterica dello scrivere: per me è un Grande Gioco che salva nella gioia, tutto il dolore e le prove che dobbiamo affrontare nella nostra esistenza inscritta nell'Eterno Ritorno. Vale a dire diffido di ogni scrittura che non mi dia gioia, adrenalina vitale e aumento di spessore del mio pensiero personale. Il resto andasse a fanculo.

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8 commenti:

  • Janco B. il 10/07/2012 22:43
    Beh, scritto parecchio edificante il tuo, nonostante l'apparenza vagamente onniclastica conferitagli dal tono d'invettiva.
    E argomento difficile da dipanare quello affrontato, almeno per me. Ma, pur inadeguato, ci provo, è gratis... eheh
    Fuor del tuo condivisibile livore, lo strambo giocattolo del "uèbb" su cui ci cimentiamo ne ha cambiati di equilibri neh;
    - la Casta Letteraria, qualora prendesse mai atto dell'esistenza di un mondo virtuale di appassionati scrittori, ne riderebbe, talvolta a ragione, ma non mi attendo altro da quegli orribili mostri che sono gli umanisti, per giunta affermati;
    - la neo-casta (quella che vince gli Strega, per intenderci) vi partecipa ed elargisce generosi consigli per "sfondare" (ehm...)
    - la casta editoriale, come dici tu, tenta di attingervi pollastri e arrotondare le entrate;
    Al di sotto di tutto, un'orgia di pazzi assetati di affrancamento dai singoli fallimenti quotidiani che si commenta a vicenda con mille diversi intenti e premiando qualsiasi cosa eccetto la mera qualità... (qualora esista una qualità, perdonatemi il relativismo)
    Che dire... tirando le somme la tua è proprio l'unica possibile: abbiate gioia (e passione) punto esclamativo
  • Anonimo il 10/07/2012 13:15
    Bravo. Credere in sè stessi dà fiducia ed insegna il rispetto e l'autostima. Un caro saluto da Roma. Enza
  • Mauro Moscone il 10/07/2012 13:02
    "Credo solo in me... e questa è realtà": questa è la regola aurea del Consorzio Autori Indipendenti
  • Mauro Moscone il 10/07/2012 13:01
    cara Vincenza, il tuo commento (come anche quello degli altri simpatici convenuti) mi è dato una tale botta di gioia che ti voglio regalare la traduzione di God di John Lennon:
    "dio è un concetto con il quale
    misuriamo il nostro dolore
    lo dico di nuovo
    dio è un concetto con il quale
    misuriamo il nostro dolore
    non credo nella magia
    non credo nell'I-ching
    non credo nella bibbia
    non credo in Tarot
    non credo in Hitler
    non credo in Gesù
    non credo in Kennedy
    non credo in buddha
    non credo nel Mantra
    non credo in Gita
    non credo nello Yoga
    non credo nei Re
    non credo in Elvis
    non credo in Zimmerman
    non credo nei Beatles
    credo solo in me... e questa è realtà

    il sogno è finito
    cosa posso dire?
    il Sogno è finito
    ieri
    ero un tessitore di sogni
    ma ora sono rinato
    ero il Walrus
    ma ora sono John
    e così cari amici
    dovete solo andare avanti
    il Sogno è finito"

    Sostituisci Dio con la letteratura e goditi il grande messaggio di John" l'arte è morta, lunga vita all'arte! Quella liberata dai manigoldi! Ciao
  • Anonimo il 10/07/2012 12:10
    Mi piace, mi piace, mi piace quello che hai scritto e sono in tutto e per tutto d'accordo con te!!! Anch'io scrivo solo per la gioia di scrivere, per sciogliere i nodi dolorosi che negli anni si sono cristallizzati dentro di me. In questo paese di servi e leccapiedi, che è diventata l'Italia, viene premiata solo l'imbecillità, l'appartenenza politica e la competizione commerciale. Ergo: scrivo e mi diverto senza alcuna presunzione. Non voglio essere giudicata dall'industria imbecille della cultura e dare la mia vita privata ed i miei sentimenti più intimi in pasto ai porci. Concordo con il tuo slogan e programma politico sintetizzato in tre punti. È vero, la vita e la libertà di pensiero valgono più di qualsiasi calcolo utilitaristico! Sì, creiamo un Consorzio di Autori indipendenti che ci faccia crescere sia culturalmente che individualmente. Grazie per quello che hai scritto, mi hai tirato su il morale. ciao
  • Anonimo il 10/07/2012 09:40
    Io scrivo ma non pubblico. Venderei però tutte le mie poesie per la modica cifra di 475. 250 euro. Se c'è qualcuno interessato me lo faccia sapere. Tu, caro Mauro fai bene a non pubblicare in Italia. ***** Franco
  • vincent corbo il 10/07/2012 09:28
    Si sa, l'Italia è un paese di poeti e di scrittori, e per questo c'è chi si è costruito un lavoro nel succhiare il sangue agli illusi.
  • Anonimo il 10/07/2012 09:09
    Mi piace leggerti ogni tanto per la tua peculiarità "didascalica" nelle argomentazioni, so che imparerò sempre qualcosa di nuovo con te! Stavolta lo sfogo un po' sopra le righe mi sorprende ma evidentemente sei davvero deluso e infastidito. Di quel mondo di cui scrivi io non so nulla, non mi tange affatto, il " sibi scribere " invece mi trova assolutamente in accordo e poi... tutto il resto è altro!

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