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Disfa (I, II e III)

I


-Piove
-Certo che piove.
-Piove.
-E dove sta la novità? Certo che piove.
-Piove
-A volte mi sembri ritardato.
-Ma tu il rumore lo senti ancora? Della pioggia intendo.
-No, no che non lo sento. Tu lo senti?
-Non lo so. Non mi ricordo tanto bene il rumore che faceva, penso succeda così ad ascoltare qualcosa per troppo tempo.
-Si è confuso.
-Sì, è confuso.
-Se qualcuno mi chiedesse che rumore fa la pioggia non lo saprei dire.
-Descrivere
-Sì, descrivere.
-Sai, non credo che stare qui a pralarne possa risolvere il problema.
-Bè? E cosa vuoi fare allora?




Giovanni se ne sta a pesare centodieci chili sulla poltrona. L'acqua è arrivata a coprire le scarpe, e neanche lui sente più il rumore della pioggia.
Guardava la televisione, è così che passava il tempo, ma adesso l'acqua ha intaccato i cavi elettrici, o chissà che cosa, non funziona più niente. Neanche lui sa bene come abbia fatto a non morire fulminato.
Per qualcuno del suo peso, è più facile che l'acqua penetri nei tessuti, nella carne, e vada a gonfiare nella fattispecie i piedi, che ora gli sono diventati due masse morbide e inutilizzabili.
Vive in un monolocale. Non usciva prima e non uscirà adesso. Non si alza, e non si capisce se sia perchè ormai non potrebbe neanche più, o se semplicemente non lo desideri. La televisione è spenta, la finestre chiuse, e fuori è grigio. A guardare la porta, non che lui lo possa fare (la poltrona le dà le spalle e di girarsi di 180 gradi non se ne parla neanche, non che comunque la poltrona sia fatta per agevolare quel particolare tipo di movimento, imbevuta o meno di liquido) la si vede gonfia nella parte inferiore, e probabilmente bloccata. Quando la pressione esterna sarà troppo forte, questo è certo, la porta cederà. Per ora, il livello dell'acqua si alza forse di un millimetro al giorno, e ogni giorno mezzo millimetro in più di piede (caviglia, gamba) se ne va a raggiungere la massa molle dei piedi.


II

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1 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Anonimo il 20/07/2012 15:54
    In questo tetro grigio e nero, con le emozioni di Giovanni che sono costrette ad affogarlo senza che quasi se ne renda conto, mi chiedo... cosa avrebbe mai potuto fare, in un mondo quantico o qualsiasi.

1 commenti:

  • Anonimo il 21/07/2012 09:09
    Lo sai che ieri sera, dopo aver letto questo tuo racconto, mi sono beccato addosso l'acquazzone?

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