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-Prima Parte-Una semplice vita

(Mi chiamo Riccardo, ho 24 anni, vivo a Parma, sono single. Lavoro per un piccolo giornale settimanale;la mia grande passione è scrivere.)

Chiuso in macchina, col finestrino alzato, mi rannicchio nel sedile del guidatore;fuori piove, ci sono i lampi, i tuoni diventano padroni del mondo per quei pochi istanti. Sembra far molto freddo fuori, osservo il vetro appannato, le strade bagnate e quasi deserte. Le gocce continuamente cadono sull'asfalto rovinato, sui marciapiedi sporchi di carte e mozziconi di sigaretta, quanto mi affascina questo povero paesaggio...
Adoro osservare le gocce cadere, colpire il vetro udendo quel lieve rumore, toccarmi la pelle, colpirmi i capelli penetrando in me, senza coprirmi con giubbotto od ombrello.
Esco allora dalla macchina e percorro il breve tragitto per giungere al portone di casa, frugo velocemente nella tasca, prendo la chiave e subito chiamo l'ascensore impaziente di una bella doccia calda che mi faccia rilassare. 'Casa dolce casa' penso: 'silenzio, calma, dolcezza nell'aria, mi sento il padrone della mia vita!'
Mi immergo nella vasca, litri di sapone, musica a tutto volume, una serata da Re; pizza a casa, una birra e film registrato;tutto ciò che di meglio un uomo possa volere, la compagnia magari di qualche amico, ma non ne ho bisogno...
Questa sera sono solo, con i miei pensieri ed il mio libro ancora da finire.
Il mio pensiero intanto è vincolato da un amore che termine non ha, costante ricerca del mio cuore che ogni notte registra nella mente il suo viso. Mi sento prigioniero di un desiderio infinito, ed ho la matta voglia di amare lei come non ho neanche mai amato me!
La tranquillità viene interrota da una chiamata, sono le 23:30, mi chiedo chi possa essere!
Rispondo: "Pronto, chi parla?"
Mamma: "Riccardo, sono mamma."
Io: "Ehi mamma, dimmi, è successo qualcosa?!"
Mamma: "Nono, volevo solo ricordarti che domani pranzi da noi, è da tanto che non vieni a trovarci."
Io: "Sì, mamma tranquilla, non l'ho dimenticato. Adesso vai a dormire che è tardi, buonanotte un bacio."
Mamma: "Noo aspetta, vuoi che ti prepari la pasta al sugo con le brasciolette? o fagiolini?"
Io: "Mamma non so, fai tu, sai che mangio tutto."
Mamma: "Ok, va bene, ma stavolta ricordati ancora non vieni come l'ultima volta."
Io: "No mamma non preoccuparti, me ne ricorderò;adesso vai, notte."
Mamma: "Ah un'ultima cosa, ricordati di chiamare quando stai venendo così butto la pasta;e compra dei pasticcini."
Io: "D'accordo me ne ricorderò, notte a domani."
Mamma: "Notte a domani caro!"
Mia madre, che rompe il silenzio con le sue solite e monotone raccomandazioni, preoccupazioni e continue telefonate.
Adesso però è meglio che anch'io vada a dormire, il film si è fermato sui titoli di coda, il "The End" di un'altra immaginaria storia d'amore è giunto, anche il dolce sottofondo dei Nickelback con "Lullaby" mi esorta a dormire. Un'altra giornata è già volata, mi tocca andare a letto, domani dovrò lavorare.
Avrò da scrivere un articolo di giornale molto importante, sull'inquinamento, dovrò rimboccarmi le maniche e spremermi le meningi.
Adesso però è giunto il momento che il sogno mi assalga, che penetri nella mia anima; è giunta l'ora di sognare, di vivere la fantasia a modo mio.

 

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2 commenti:

  • Anonimo il 26/07/2012 15:09
    mi è piaciuta gianni... la telefonata con tua madre... dolcissima... continua??? spero sia così bravo un bacione
  • stella luce il 24/07/2012 23:41
    Carino questo tuo inizio di racconto... aspetto il seguito

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