accedi   |   crea nuovo account

Il Prof. Segal, spia per diletto

Meglio nutrire seri dubbi
su chi ha sempre
le idee chiare su tutto.
Anche se chi vive sempre nel dubbio
è un infelice.




- La narrativa moderna inizia nel '700 con Lawrence Sterne, e finisce nel '900 con Joyce.
Con questa frase lapidaria, il professor Segal apriva ogni anno il corso di narrativa alla University of Louisiana. E, dopo una lunga pausa, aggiungeva sarcastico: - Tutto ciò che viene dopo è puro esercizio di scrittura! - In un mondo di cagadubbi, questa nettezza arrivava a destinazione come uno schiaffo nel dormiveglia.
Henry Segal, oltre ad essere una persona diretta, senza peli sulla lingua, era uomo dal carattere assai difficile. La moglie era morta di cancro da parecchi anni. Il figlio si era sacrificato eroicamente nella Guerra di Corea. E questa fine gloriosa era, insieme alla Letteratura, la sua unica consolazione. In un crepuscolo di vita che sarebbe trascorso fra pochi ricordi e tanti libri. All'università gli avevano affibbiato il soprannome di Acido Muriatico. A causa dei suoi giudizi netti. Brucianti. Corrosivi. Era un uomo senza dubbi. Magari con idee un po' bizzarre. Spesso eccessive. A volte estreme. Raramente sbagliate. Insomma, nessuno avrebbe potuto accusarlo di non avere solidi punti di vista. Non aveva amici. L'unica distrazione che si concedeva era qualche viaggio. Si riteneva un buon americano. E lo era. Animato da un forte spirito patriottico, per tutta la vita era stato un sincero repubblicano. Dell'ala moderata. Questo amore per la sua patria gli aveva reso meno drammatica la morte del suo Ron. Il pensiero che quel ragazzo pieno di vita avesse servito così generosamente il suo paese lo ripagava, anche se molto parzialmente, della sua fine. E della sua assenza. Sempre presente in ogni momento della sua vita. Tanto che spesso, sprofondato nella sua poltrona a leggere, il libro gli scivolava in grembo, una stretta lo afferrava alla gola, e grosse lacrime scendevano incerte e smarrite attraverso le profonde rughe di quel viso severo.
Da qualche tempo la routine della sue giornate era turbata da un fatto inaspettato. Assurdo, pensando che lui, al di là del carattere aspro, era un uomo tranquillo. Le sue brusche esternazioni non gli procuravano nemici. Venivano generalmente archiviate come manie di un vecchio professore. In molti casi erano addirittura viste con simpatia. Infatti qualche studente, di tanto in tanto, suonava alla porta e con la scusa di approfondire la sua visione della Letteratura, ne approfittava per fare quattro chiacchiere con il bizzarro prof. Da alcuni giorni aveva una strana sensazione: essere pedinato. Prima un uomo vestito di scuro che, lungo il viale di casa, appena lui si era girato per attraversare, aveva finto un atteggiamento disinvolto, tradendo un comportamento a dir poco anomalo. Poi, all'uscita dalla biblioteca comunale, aveva avuto la sensazione che un'auto lo seguisse. Procedeva troppo lentamente per non destare sospetti. Non c'era nessun motivo, nemmeno il panorama, per correre il rischio di fondere il motore. Ma al Prof. Segal, che non mancava certo un acuto spirito di osservazione, tutto questo era sembrato ancora più strano. Come se chi lo pedinava non volesse di proposito passare inosservato. Ma avesse messo in scena quegli improbabili appostamenti per saggiare i suoi riflessi, il suo stato di allerta. Oppure prepararlo ad un incontro. E così avvenne. Dopo altri due o tre tallonamenti, l'ultimo terminato con una breve, affannosa corsa del professore su per una scalinata, finalmente ci fu l'incontro ravvicinato.

12345678

2
1 commenti     1 recensioni    

un altro testo di questo autore   un'altro testo casuale

1 recensioni:

  • Per poter lasciare un commento devi essere un utente registrato.
    Effettua il login o registrati
  • Anonimo il 18/09/2012 11:37
    ... e mi vai pure a citare Notorius?! altro che Bond... quel bacio bello e lungo un'eternità, quel passarsi la chiave e lei a stringerla fino a lasciarne l'impronta sulla carne... E così niente meccanismi o effetti speciali, solo intelligenza per il Prof. Segal e un soggiorno nella mia Roma con gioventù che parla solo col proprio sentire e le certezze s'incrinano ma forse sono un bene. I tuoi racconti dimostrano che non è la lunghezza più o meno eccessiva in questi siti a tenere lontano il lettore ma "come" sono scritti, come succede per i libri: leggiamo certi tomi quando piacciono!

1 commenti:

  • Anonimo il 10/04/2014 17:05
    piaciuto e ben scritto

Licenza Creative Commons
Opera pubblicata sotto una licenza Creative Commons 3.0