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Il vecchio Tartaruga

Lo chiamavano il Tartaruga per via di quelle rughe pendenti sul collo e della bocca priva di denti, buona solo a strappare foglie di lattuga con le labbra protese in avanti. Aveva circa duemila anni. Gli abitanti del quartiere, per quanto potessero ricordare, lo conoscevano da sempre e anche i più anziani lo avevano visto sempre vecchio.
Come quando entri in una stanza buia e devi lasciare che le pupille si abituino all'assenza di luce, allo stesso modo, entrando in casa del tartaruga, dovevi lasciare ai tuoi sensi il tempo necessario ad abituarsi a quell'odore-sapore di morte lenta, di vecchio, di lembi di pelle lasciata a seccare sul cuscino. A quella terribile percezione di essere umano in decomposizione.
Ero un ragazzino e respiravo con lentezza quella lezione di vita.
Il vecchio Tartaruga mi aveva chiamato dalla finestra dicendomi ho un problema con la TV, figliolo, vieni a vedere cosa diavolo ha la mia TV, ragazzo.
Quella TV. Altri due anni e avrebbe smesso di essere vecchia per diventare antica, eppure, funzionava a meraviglia. Le vecchie e tremanti dita grigie del vecchio tartaruga cambiavano i canali. Click.
Guarda ragazzo. Click.
Inondazione in Giappone. La melma trascina via automobili e cadaveri. Click
Guerra in Medio Oriente. Donne in lacrime sui corpi dei propri figli. Click.
Crisi finanziaria. Impiegati licenziati portano via gli effetti personali in anonime scatole di cartone. Click.
Il politico di grido ti guarda dall'alto in basso. Click.
La griffe di grido ti guarda dall'alto in basso. Click.
La ragazza del realitisciò piange disperata con i capezzoli a favore di telecamera. Click.
Pubblicità. La cellulite è una malattia. La timidezza è una malattia. Farsi domande è una malattia. Tu sei una malattia. Click.
Vedi ragazzo? Click.
Non funziona il mio maledetto televisore. Click.
C'è qualcosa che non va. Click.
Tu puoi aggiustarlo vero? I suoi occhi lattiginosi e lucidi su di me.
No, vecchio. Mi dispiace. Non posso fare niente. Il tuo televisore è ok.
È nel mondo che c'è qualcosa che non va...

 

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