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Data pubblicazione 17/02/2006       Numero di letture 415 letture     Commenti ricevuti 2 commenti     Su Facebook     Su twitter
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L'apparizione

(Questo racconto è opera di fantasia, ogni riferimento a persone e cose realmente esistenti è puramente casuale e frutto della fantasia.)

Tina ha paura, si sente sorvegliata, stanca per non aver dormito la notte e in ansia per quello che deve fare, e soprattutto per cosa dovrà decidere di fare, se dire quello che le ha detto Lei o quello che le hanno detto di dire Loro come reagiranno Loro se alla fine dirà quello che le ha detto Lei?
Come reagirà la gente che la ascolterà?
La cella del convento sembra che diventi più stretta con il passare dei minuti, sempre più opprimente, e l'apparizione della luce dell'alba anziché rassicurare rende l'atmosfera ancora più angosciante.

Prostituta diurna, questo soprannome la fa ridere, e da quando un cliente occasionale l'ha "battezzata" così questo soprannome le viene in mente ogni volta che percorre via Gemme, una via sterrata che porta fuori paese, percorre per un pezzo i campi, sopraggiunge la Statale degradata a Provinciale, oltrepassa la Provinciale e raggiunge Cascina Le Gemme, per poi proseguire in aperta campagna.
Lei, Tina, lavora lì, all'incrocio tra la Provinciale e via Gemme, insieme ad altre ragazze che come lei battono sulla Provinciale.
Sono in poche, lavorano sparse lungo un tragitto di 50 chilometri di Provinciale e lavorano solo di giorno, per lo più al pomeriggio, e quando cala il sole staccano, ad eccezione dell'inverno quando il sole cala alle cinque del pomeriggio e loro lavorano fino alle sette.
È per quello che un cliente una volta l'ha "battezzata" prostituta diurna.

La superiora la chiama, vuole che si unisca a lei e alle altre suore per non si sa bene quali preghiere che dicono al mattino.
Non è un invito, è un obbligo, e a lei va benissimo, uscire anche per andare a pregare è un sollievo enorme all'opprimenza della cella, non ne può più!
La superiora la tratta con severità ma anche con dignità, le altre suore la trattano come una persona comune, come se lei fosse una loro sorella: questo l'ha stupita enormemente, si aspettava sermoni, inviti alla penitenza e ad esami di coscienza, consigli ad intraprendere altre strade diverse da quella che sta percorrendo e invece no, niente di tutto questo, nessun discorso con allusioni esplicite o sott'intese riguardanti peccati e cose simili, solo preghiere e silenzio.

Prima di andare al lavoro Tina solitamente và al bar Il Vetro per prendere un caffè o qualcosa da bere, scambia due chiacchiere con il barista e poi inforca la bici e prende per via Gemme e l'incrocio sulla Provinciale.
La bici gliel'ha data un cliente del paese per barattare una prestazione, all'inizio il suo pappa si era incazzato di brutto e voleva menare il cliente, ma poi incredibilmente il cliente era riuscito a dissuadere il pappa e a fargli accettare il baratto.
A Tina poi l'idea del baratto è piaciuta tantissimo, la bici le è piaciuta un sacco subito a colpo d'occhio e da quel momento non l'ha più mollata, e il suo pappa ora la porta al bar Il Vetro anziché all'incrocio e a fine giornata la và a riprendere sempre al bar, aspettando che lei torni dall'incrocio in bici, con la variante invernale in cui alle sette c'è già buio pesto e allora và all'incrocio via Gemme/Provinciale per darle la voce e per poi farle luce nel tratto di campagna di via Gemme standole dietro con la macchina mentre lei pedala.

Si inginocchia insieme alle altre suore, si sente stanca, le brontola la pancia e ha un pochino freddo. Le preghiere sono quasi tutte incomprensibili, apparentemente senza senso, legge dal libretto che le hanno dato seguendo le altre suore come una pecorona, parlando a pappagallo.
Poi si distrae e con la testa và tra le nuvole, comincia a pensare che lì nonostante tutto si sta bene, che non è la cosa terribile che si aspettava ma tutto il contrario.
Si aspettava preghiere e preghiere e invece si è trovata in un mondo stranissimo, dove l'unica tortura è il silenzio.
La cosa più incredibile: una suora che le ha messo in mano volumi che parlano di pittori, pittori che hanno ritratto santi e cose religiose e di Chiesa ma che sostanzialmente non c'entrano nulla con la religione, così ha pensato Tina.
Le viene in mente "La conversione di San Paolo" di Caravaggio, la sua caduta da cavallo molto simile alla sua caduta dalla bicicletta, sorride inavvertitamente, la suora di fianco a lei la scruta e le appoggia una mano sulla sua, sorridendo a sua volta mentre recita le preghiere.

Tina che pedala in via Gemme, nel tratto di campagna, in una leggera nebbia; Tina che vede Lei apparirle all'improvviso sul ciglio della strada, la pelle del viso così luminosa da sembrare brillare di luce propria; Tina che frena e cade dalla bici, di lato, e che guarda la bici stare in piedi ancora per un attimo che sembra un'eternità, con il manubrio leggermente inclinato di lato, come la testa del cavallo in un dipinto che vedrà giorni dopo; la bici che poi a Tina cade addosso, Tina che scansa la bici ed è tutta sporca di fango; Lei che parla a Tina, e che le fa domande; Tina che non è religiosa ma che da bambina ha fatto catechismo e che Le chiede se è proprio "Lei"; Lei che corregge Tina con fare materno dicendo che NON è Lei ma un'altra persona, ripetendo poi il suo nome e ripetendo le sue domande; Tina che dice che non sa cosa rispondere; Lei che le parla ancora, della sua vita, dei suoi sentimenti, per poi congedarsi da Tina; Tina che corre dal Parroco del paese.

I Vescovi e i Preti vengono a prelevarla al convento di clausura dove l'hanno fatta rinchiudere, per la sua incolumità e per la sua spiritualità e cose così, Tina non ha capito proprio bene, ha solo capito che per il momento è obbligata a restarsene segregata lì e fare vita da suora. Il suo Pappa non ha potuto fare niente, ci sono di mezzo anche i Carabinieri e la Polizia, quando si muove la Chiesa e soprattutto i pezzi grossi della Chiesa si muovono anche le Forze dell'ordine, e in massa.
Sono scortati dai Carabinieri, Tina è perplessa, se non fosse lei quella direttamente coinvolta in questa faccenda riderebbe per il poco di religioso che c'è in quello che stanno facendo, conferenza stampa, sfilata di Personalità Ecclesiastiche per pubblicizzare l'Evento, scorta armata per l'Evento L'Evento sarebbe poi quello che le è successo in via Gemme, e lei deve dire quello che le è successo in via Gemme, in conferenza stampa le verrebbe da ridere, se non fosse lei quella direttamente coinvolta, e invece è angosciata, ha paura e deve prendere una decisione, dire quello che gli hanno detto di dire Loro o quello che le ha detto realmente Lei?

Tina è di fronte ad alcuni Vescovi, Preti, il Parroco del paese e altre Autorità Ecclesiastiche di cui non sa definire il ruolo.
È l'ennesimo confronto che fa con questi tizi, confronti che sembrano interrogatori della Polizia, confronti durati ore e ore dove la sua testimonianza è stata ascoltata, "accettata" come vera e poi << Devi dire che hai visto L'immacolata Concezione la Madre di Gesù, che era sospesa in cielo, che emanava luce e che ti ha parlato. >>
<< Ma non ha detto di essere Quella Lì, ha detto di essere Maria Maddalena, l'amante di Gesù durante la sua vita terrena, e che mi ha fatto delle domande! >>
<< No! Devi dire che era L'immacolata Concezione! Neanche la Madonna, l'Immacolata Concezione! E non che ti ha fatto domande ma che ti ha parlato, che ti ha detto di pentirti e di invitare le altre putt ehm, prostitute come te a pentirti come stai facendo tu! >>
<< Ma io non mi sto pentendo! E poi Lei mi ha fatto domande, mi ha chiesto se davvero rendo felici gli uomini che vengono a cercare un poco di felicità da me! >>
<< No! No! No! Tu devi dire che hai visto L'immacolata Concezione e che ti ha detto di fare certe cose, non che ti ha fatto delle domande, perché quello che hai visto non deve essere una Persona con dei dubbi ma con delle certezze! >>

Tina è sola davanti ai microfoni, di fronte a lei una marea di gente che la guarda con apprensione: non pensava che la cosa avesse fatto così tanto scalpore. Di fianco a lei e in prima fila davanti alla gente ci sono le Autorità Ecclesiastiche, la guardano severi come a minacciarla di non dire sciocchezze ma di dire quello che Loro le hanno detto di dire.
Tina deve parlare, la sua mente va in confusione, nella sua mente vede i dipinti di Caravaggio, le prostitute che ha usato come modelle per rappresentare le sante e la Madonna, San Paolo e il cavallo, lo scalpore che hanno suscitato questi dipinti all'epoca in cui sono stati fatti
Tra la gente vede gli avventori abituali del bar Il Vetro, quelli che la guardavano con sospetto mentre sorseggiava il caffè o scambiava due parole con il barista prima di andare a lavorare, si chiede "come reagiranno quando dirò quello che Lei mi ha detto? E tutte le altre persone? Che sono in ansia per quello che potrei dire ma che sono qui per sentir dire ben determinate parole?"
Maria Maddalena, da quando le è apparsa in via Gemme, non le è più apparsa, ma da allora l'ha sempre "sentita" al suo fianco, sempre.

 




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citazioni di Kahlil Gibranhanno detto...

La realtà dell’altro non è in ciò che ti rivela, ma in quel che non può rivelarti. Perciò, se vuoi capirlo, non ascoltare le parole che dice, ma quelle che non dice.

Kahlil Gibran

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