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I draghi di Linzburg

Tra le foreste di abeti, misti a faggi e querce, che si arrampicano sui monti nelle Alpi Bavaresi, si trovano nascoste le rovine di un'antica fortezza. Dimenticata per anni e abbandonata a se stessa, ha un aspetto vetusto e possente. La sua grande corte è circondata da torri, abitazioni ed enormi saloni ormai cadenti. Negli ultimi tempi, sotto il cielo grigio e piovoso di un estate, alcuni archeologi, scavando sotto le mura crollate nei sotterranei, vi hanno trovato degli scheletri.
Poco si conosce della storia di questo castello; solo una leggenda scritta, trovata tra vecchi libri in un monastero del Tirolo, racconta fatti accaduti intorno al quindicesimo secolo.
In quel tempo, la fortezza chiamata Linzburg aveva raggiunto forme notevoli, inglobando le scure case in legno dei contadini, circondandole con dei bastioni, tanto da apparire una cittadella dall'aspetto grezzo e cupo; e sembra, che il duca di Baviera volesse farne un'importante città sulle Alpi. Ma da tempi remoti si parlava di draghi che vivevano in un bosco non distante. Considerati dei diavoli a guardia della porta dell'Inferno, erano temuti e nessuno si avventurava mai in quella zona maledetta e impervia dove erano stati visti.
Il principe di Linzburg, Caspar Von Mayer, era un uomo dal corpo grosso, con barba e capelli rossi, allegro di carattere e poco curante del pericolo. Aveva tra i trofei di caccia un cranio di drago; non ucciso da lui, ma trovato nei sotterranei della fortezza. Era bramoso di potersi recare alla Porta dell'inferno per cacciare quelli che, il sacerdote responsabile delle anime del castello, considerava comuni bestie dall'aspetto mostruoso, come i serpenti e i pipistrelli. Il Principe ebbe la benedizione della chiesa per recarsi a caccia di draghi.
Era un mattino di giugno quando sei cavalieri compreso Von Mayer, a cavallo con vestiti di cuoio e maglia metallica, si apprestavano a partire per la caccia. Tra loro c'era un giovane non sposato che salutò la sua promessa di nome Lise, una ragazza dai capelli di un biondo molto chiaro e la pelle bianchissima, corteggiata e riverita da tanti uomini.
Tra i castellani e i contadini, molti erano superstiziosi e sfavorevoli alla spedizione in quel luogo, considerato sacro nel suo essere malefico.
Aprirono il portone sotto la grande torre e i cacciatiori passarono sul ponte levatoio mentre cominciava a fare giorno. Cavalcando per i fitti boschi, a un certo punto con difficoltà si scendeva tra le rocce per arrivare alla Porta dell'Inferno. Giunti sul luogo i cacciatori rimasero meravigliati alla vista di quel paesaggio roccioso, con una caverna, una cascata che scendeva in un lago e intorno alti monti ricoperti di foreste. I draghi volavano tra gli alberi; alcuni uscivano dalla caverna, altri vi entravano. Il principe, con il volto sorpreso e spaventato, diede l'ordine di iniziare la caccia scoccando la prima freccia, che allarmò le creature spaventandole. Il principe disse: <<Vedete! Non sono creature infernali, hanno paura di noi!>>
Riuscirono ad abbatterne qualcuno; tutto andava come sperato. Ma all'improvviso i draghi si avventarono sui cacciatori e ci fu una sanguinosa battaglia, e alla fine i cavalieri divorati. Solo uno si diede alla fuga, dopo essere stato ferito. Prese un cavallo e tornò alla fortezza.

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2 commenti:

  • Leonardo Vannimartini il 09/04/2015 07:24
    Grazie Stanislao e in caso ti auguro buona vacanza
  • Stanislao Mounlisky il 08/04/2015 21:20
    Di genere fantastico più che horror, direi... comunque l'ho letto con interesse e mi è venuta voglia di andare in quei posti quest'estate!
    Ti segnalo un refuso in fondo a pag 5: cerano... per... c'erano

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