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L ' asino e il piattaro

... quand'ero agli inizi della mia carriera, e ciò avvenne circa a metà del tempo impiegato per sceglierne una che esaudisse tutti i miei desideri, non tardai a rendermi conto dell'esistenza di una quantità di ostacoli abominevoli, che facevano di tutto per sbarrarmi la strada.
Li avrei evitati volentieri, ignorandoli e lasciandoli al loro destino di guastafeste, ma essi dimostrarono ben presto di avercela con me, in modo addirittura smodato.
Me li ritrovavo incessantemente tra i piedi, se andavo a destra svoltavano a destra, se mi spostavo a sinistra sterzavano a sinistra, se proseguivo dritto come uno che sa il fatto suo, mi avanzavano sempre di un passo, e questo era sufficiente a fissare al primo palo, con chiodi rugginosi e gagliardi, i miei propositi.
Propositi che non avrebbero fatto del male a una mosca, nemmeno agli ostacoli se questi si fossero spostati di lato al loro passaggio e avessero smesso le ostilità.
Ma non vollero giammai saperne di deporre le armi, ché anzi le tenevano assiduamente affilate e pronte all'uso in ogni evenienza, come uno che ha l'unico scopo, nella vita, di abolire il fattibile dovunque esso sia diretto.
Cambiavo tattica in continuazione, ignorandoli, dando loro sfacciatamente le spalle, mutando rotta più spesso delle mutande, facendo le mosse della spocchia e quelle della beffa, abbassandomi persino a fare il loro gioco, sacramentando tutti gli spropositi inventati e architettandone anche di nuovi ma, non ne imbroccavo una!
Essi, invece, non fallivano un colpo, non c'era modo né maniera di fregarli, né di anticiparli, né di sorpassarli, né di sopraffarli o di sgominarli... insomma, non si poteva batterli.
Avrei dato ciò che non avevo per atterrarli una volta per tutte, per sconfiggerli e debellarli. Provai anche con la persuasione, con la cordialità e le buone maniere, ma non feci che accrescere la loro acrimonia.
Costoro trovavano un diletto particolare nel mettermi i bastoni tra le ruote, ormai era chiaro; pareva non avessero altro scopo che quello di allontanare da me la realizzazione dei miei sogni.
Dovevo fare qualcosa, non potevo permettere a dei stupidi ostacoli di sgambettarmi, dovevo predisporre un piano, dovevo impegnare tutte le mie energie, dovevo avere l'ultima parola, dovevo averne ragione, non potevo essere molestata ancora, non potevo essere acciuffata e bloccata sul più bello, non volevo essere una delle loro vittime... semmai il contrario.
Se non puoi saltare il muro, abbattilo!
Questo fu il motto che scelsi tra tutti i motti perché mi servisse da precetto e da esortazione nell'esecuzione del mio nuovo ed infallibile piano.
Perché non ci avevo pensato prima? Avrei evitato la quantità sconsiderata di rogne e di avversità con le quali avevo avuto il mio bel daffare, perdendo una uguale sconsiderata quantità di tempo per il raggiungimento dei miei sogni.
Perché dovete sapere che i sogni son tutti realizzabili, checché ne dicano gli invidiosi, i lavativi e gli screanzati, i quali dedicano il loro tempo alla malevolenza, al menefreghismo e alla sfacciataggine, e non badano ai loro sogni semplicemente perché ne sono privi.

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1 recensioni:

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  • Anonimo il 16/08/2012 17:29
    Veramente interessante, complimenti!

1 commenti:


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