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Anche il diavolo sogna (accidenti a lui)

Quella notte Jimmi Cosino, americano benestante, con una bella villa in California non riusciva a prendere sonno. La giornata di lavoro era andata ok, in palestra era andato ok, aveva scopato con l'amante ok. Tornato a casa aveva scopato con la governante, la sorella di sua moglie, la moglie, e anche il giardiniere. Aveva tendenze bisessuali. Tutto ok. Finalmente l'effetto di cinque pasticche di viagra era finito. II problema che, prima di andare a letto, aveva accesa una sigaretta, poi, chiamato per una telefonata, aveva lasciato il mozzicone sul comodino IKAME, tavolo in finto legno super infiammabile, e aveva cambiato stanza. Dopo mezz' ora di telefonata, che la sua amante aveva ancora voglia ma lui era stanco, e non voleva uscire, ecco che la camera da letto, dove stava dormendo sua moglie, aveva preso fuoco, tanto che sua figlia PierJenni (aveva tanto sperato in un primogenito maschio che gli aveva dato questo nome del cavolo) disse.


Parlò in inglese per dar sfoggio della perfetta pronuncia anglosassone, la stava studiando ad Harward, e che tasse ti fanno pagare ad Harward, ma a Jimmi Cosino le cose andavano più che bene. Oltre il lavoro di Wall Street, sempre più striitta, causa licenziamenti continui, gestiva anche una bisca clandestina di lusso di cavalli. Insomma, sua figlia PierGiannina disse: "Daddy, fire in the bad romm and mummy sleep" Fece un sorriso per aver riscontro dal padre della sua perfetta pronuncia. Ma invece aveva storpiato la frase dicendo "Doddo, fine in the roomme, and mummia slenguete". Lasciò il reviritore, si diresse di corsa in camera da letto e notò che la stanza era in fiamme. Sua moglie russava come al solito semicarbonizzata però, grazie a un megasonnifero che prendeva tutte le notti, la riavvollse in una coperta umida e la buttò dalla finestra. Sulla tenda, che cominciò a prendere fuoco anche lei.


Poi, cercò di chiamare i pompieri, ma la linea se ne era andata, per colpa del fuoco che aveva colpito la centralina elettrica e ora tutta la casa aveva preso a bruciare. La figlia accennò a una nuova frase, ma i suoi capelli, perfettamente in piega da vera tenn agers americana stavano prendendo fuoco, e lei non se ne era accorta, le fiamme avevano preso dalla punnta lunghissima della coda extention che strisciava a terra come la miccia di un tubo ti tnt. Prese un secchio d'acqua e lo gettò in faccia alla figlia che lo guardò stupita, e rossa di rabbia disse: "But Daddo, youate me, say me you ate me" Il suo inglese non era perfetto. "You are an animals! A very very monco!" (intendeva monckey ma non lo sapeva dire). Prese anche la figlia, che oramai le fiamme si propagavano da tutte le parti e butto dalla finestra anche lei.


Si sentì Prima un tonfo e poi segnali di dolori, della sua cara Giannina. La situazione era fuori controllo. Era disperato, preso da una crisi di nervi si sedette, prese una bottiglia di rum e si dette fuoco, fiamme dappertutto.
Il mattino dopo il demonio si svegliò di buon umore, tanto che sua moglie demonia si sorprese, aveva fatto un tal bel sogno...
Prese il forcone per andare in cucina a dare una fiammata per il caffè. Jimmi Cosino intanto era morto, finito nel girone degli allibratori, come contrappasso doveva fare il cavallo, nel girone degli ippodromi. E il suo fantino era sua moglie morta, di 23o kili. Al funerale, l'unica presente PierGiannina, che non avrebbe potuto concludere Harward (meno male) che gridava "Povero doddo, povera mummia... Ma il sequel di questo aborto di racconto, come in perfetto stile di sequel che fanno cacare, in stile americano, ve lo racconterò nel secondo libro. Un saluto dal vostro peggior autore conosciuto Stephen Chi?

 

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1 recensioni:

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  • Antonio Garganese il 17/08/2012 06:48
    Divertentissima storia che sembra un po' strampalata ma riesce a ritrovare un senso e ad essere ironica e garbatamente satirica.

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