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Amore e morte

È strano avere a che fare con i fantasmi della propria mente. Quando meno te lo aspetti, arrivano quatti e muti e ti sfiorano con le loro mani d'avorio come adulandoti, e ti portano via con loro promettendo cose che non avverranno mai.
Mai.
Dopo un po' è il momento di concretizzare tutte le loro promesse, di renderle parte della tua vita, in attesa del momento in cui queste si realizzeranno. Ma quale parola potrà mai spiegare il potere e la malignità della disillusione? Ah, maledetti fantasmi! Possiate bruciare nella vostra stessa crudeltà, poiché di fiamme nere arde il vostro cuore!
Mi ritrovo qui a lacerare il mio di cuore, che intanto conserva ancora pezzi di promesse bruciate, ridotte in cenere dalla mia stessa testa, ingannatrice e portatrice di false speranze. Mi chiedo se la realtà d'amore sia mai avvenuta, se non fosse anch'essa frutto della fantasia avvelenata, delle pellicole stantie che portano segni della luce più bruciante. Cosa avverrà dopo? Perché il tempo è così nemico? Perché devono essere tutte nemiche, queste muse a cui ognuno aspira?
Amore.
Ripetere queste lettere per 100 pagine, scriverle ininterrottamente, immaginando il profilo di una A persa nelle colline di un bosco frondoso, o la M scavare nei meandri di un fiume. La O gridare al cielo che la vita è tutto un cerchio senza fine, la R disegnare i profili di una valle perduta e ritrovata.
Una E, tracciare e squarciare il pendio del taglio sul mio corpo.
Persa, totalmente persa! Bolle di veleno che fluttuano nella mia vecchia casa, pronte ad attorniarmi e a morirmi in viso quando meno me lo aspetto, per poi lasciare chiazze amare e patetiche sulla mia fronte. E toccare quel veleno, e sentirsene di nuovo, e lavarlo via, via, via senza che mai se ne vada. E guardare le cicatrici sulla fronte lasciare scie violacee che hanno il sapore della più nera sorte.
Morte.
Sì, sono morta! Disperata me! Sono caduta ancora una volta nella trappola di sangue, bruciata e straziata delle carni dai flagelli mostruosi ed assassini; imprigionata nelle reti del mare annegato, privata della dignità più pura, smascherata dalle illusioni che mi rendevano regina di gioielli corrotti. Sola, sola. Sono sola.
Qui con me c'è solo la notte che mi sussurra parole prostitute; le vedo vendersi e buttarsi dai gradini della mia mente, per poi cadere all'infinito e ritrovarsi al punto di partenza.

 

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