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11 settembre

Mi ricordo, anche se ero un bambino, quando uccisero il presidente John Kennedy.
Sentii la notizia alla radio, in casa, e percepii senza comprendere, che si trattava di una faccenda drammatica per il mondo intero.
Molti anni dopo, ricordo perfettamente il giorno del rapimento di Aldo Moro, e capii cosa stava succedendo, e percepii la tensione che si stava accumulando nel nostro Paese.
Di entrambi questi avvenimenti politici, ho presente, nel momento che li appresi, dove mi trovassi, cosa stessi facendo e che sensazioni provai: e queste cose posso in qualunque momento riviverle nella mia mente.

Accade più o meno la stessa cosa, l'11 settembre 2001.
Quel giorno mi trovavo a Venezia, quando seppi degli aerei fatti schiantare sulle torri di New York. Ho letto da qualche parte che l'11 settembre 2001, dalla Terra saliva, e si poteva avvertire, un "brusio", non meglio definibile. Ebbene, a Venezia quel pomeriggio, ho udito quel "brusio", ma in quel momento non capivo di cosa si trattasse.
Apparentemente la vita procedeva come sempre, lo sciamare dei turisti, i commercianti che si facevano i loro affari: in realtà la gente si comunicava quel che era accaduto e che ancora stava accadendo, ma lo faceva con cautela, quasi sommessamente, bisbigliando. Nei bar, la gente guardava muta, o appunto, mormorando qualche parola, la televisione, e poi dopo qualche minuto, silenziosamente se ne andava.
Era la paura, la gente era semplicemente spaventata.
Quel brusio che si innalzava dal globo terracqueo, soltanto quel manipolo di alieni che scorrazzano inafferrabili sulle loro astronavi sopra le nostre teste, saprebbe descriverlo, o gli angeli del cielo.

Col passare dei giorni la preoccupazione si attenuava, e un po' anche il turbamento per quell'orrore ampiamente descritto dai media, ma persisteva insidiosa, l'inquietudine del futuro. Già si preparava la guerra in Afganistan, con tutto ciò che significava, fra favorevoli e contrari, a un conflitto nel paese dove aveva dovuto cedere perfino l'Armata Rossa.
In quei giorni stavo organizzando, nel mio paese, una mostra fotografica per un amico.
Si trattava delle fotografie di un viaggio in Africa di un'associazione cattolica per la pace. La sera dell'inaugurazione della mostra, così vicina all'11 settembre, nella sala espositiva c'era poca gente e silenziosa. Il prete a capo di quell'associazione (di una qualche fama a livello nazionale), presentò il fotografo e le sue fotografie, parlò dell'Africa e della gente che ci vive, della pace così ardua da raggiungere in quei luoghi, e nulla disse di New York, delle torri e quant'altro. Poi prese la parola uno che era al seguito di quel prete. Disse che lo scandalo vero, era tutto quello che gli americani combinavano per il mondo, era quella la causa di tutto, altro che l'orrore del World Trade Center. Riecheggiava i discorsi che in quei giorni faceva il premio Nobel per la letteratura Dario Fo.

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5 recensioni:

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  • Anonimo il 11/12/2012 16:40
    Non si può dire certo che si parli di facezie... Una sequenza di sciagure, di abominevoli attentati alla vita, alla libertà, al progresso umano che spesso, troppo spesso, riempiono le bocche dei politici, forse meglio definiti politicanti...
  • Anonimo il 08/10/2012 16:47
    hai affrontato un argomento importante e che dà adito a conflitti di punti di vista anche tra noi 'occidentali', come tu stesso riporti nel tuo scritto. anch'io come te ricordo bene tutto di quel giorno: mi trovavo da un'amica, una persona semplice quanto saggia, che disse esattamente queste parole: "ci sono già tanti disastri nella vita senza bisogno di andarli a cercare, e questi qui li costruiscono pure!"
  • Francesco Andrea Maiello il 18/09/2012 04:22
    Disamina molto attenta. Gli americani sono da condannare per il capitalismo esasperato e nel 1998 (Il pilota dell'anima, Kimerik) avevo previsto il tracollo economico perché con l'industria bellica, farmaceutica (educazione sanitaria) e automobilistica (suv ingombranti) non si va da nessuna parte
  • Don Pompeo Mongiello il 15/09/2012 10:53
    Molto piaciuto ed apprezzato questo tuo bello assai!
  • Anonimo il 14/09/2012 10:13
    Sono d'accordo con la tua deduzione, ma penso che ogni orrore che nasce da qualsiasi forma d'odio non deve essere dimenticato, anche per evitare, come giustamente dici, di favorire il formarsi di simpatie verso certe forme di inaudita violenza. Per come la vedo io, il cancro della guerra, degli attentati e di innocenti uccisi è dannoso in modo assoluto, non solo verso l'Occidente. C'è anche l'11 Settembre del 1973, data del golpe cileno in cui fu ucciso Salvador Allende. Purtroppo è l'uomo, o meglio certi uomini, ad essere spietati e a creare odio.
    Complimenti per questa tua considerazione.

16 commenti:

  • Stanislao Mounlisky il 27/03/2015 06:01
    Alla luce dei recenti avvenimenti mi complimento per il racconto e anche per i commenti, che ho letto con attenzione.
    Certo che in quanto a inventiva per uccidere alcuni abitanti del pianeta ne hanno da vendere... questo che vediamo e viviamo è il più recente modo di far guerra.
  • lidia filippi il 27/01/2013 12:35
    Un racconto molto lucido, arricchito dalle emozioni provate e dal pathos di un'atmosfera di paura e incertezza. Un'attenta esposizione dei fatti e delle conseguenze. Oggi è il giorno della memoria e vale la pena sottolineare come da ogni forma di discriminazione e di odio possa nascere un disastro di proporzioni planetarie. Complimenti per questa ottima scrittura!
  • Anonimo il 27/10/2012 16:51
    Un racconto interessante e importante... anch'io ricordo perfettamente quegli avvenimenti.

    Bravo, complimenti!
  • Anonimo il 26/10/2012 18:16
    Chi dimentica il passato è condannato a riviverlo(Chuck Palhiniuk)Ma l'umanità evidentemente non l'ha ancora capito. Purtroppo dietro ad una guerra si muovono e vivono una miriade di industrie. La vita umana ha solo un valore numerico, nient'altro. Una guerra si fa sempre e solo per denaro. L'odio non c'entra. Quanti miliardi di dollari si spendono ogni giorno per armare i soldati che vanno in missione di pace? Quante bombe vengono sganciate ogni giorno in nome della pace e della democrazia? Quante strade, ospedali, grattacieli si potrebbero costruire con quei soldi?... ma nessuno lo fa! L'11 settembre è solamente, purtroppo, un atto, un terribile atto di una commedia che non avrà mai fine. Complimenti per come hai raccontato l'episodio.
  • Anonimo il 14/10/2012 01:20
    Un giorno sarà solo storia. Per molti è già futuro, un futuro libero dalla costrizione inutile e dannosa delle religioni. Per fortuna è quasi finita. Quel dio non esiste, e non è mai esistito se non nella mente e solo nella mente dell'uomo. Una sua creazione.
    Comunque trovo interessante il fatto che l'essere umano sia stato capace di creare un dio. Davvero interessante.

    Suz
  • Ellebi il 14/10/2012 01:05
    Cara Suz, la storia dell'Uomo è la storia di esso nel suo rapporto con Dio, e come ho già avuto modo di dire in altra occasione in questo sito, la storia dell'umanità è una storia religiosa. Un cordiale saluto.
  • Anonimo il 13/10/2012 22:42
    Un giorno l'umanità imparerà a fare a meno delle religioni e sarà una liberazione.

    Suz
  • Anonimo il 07/10/2012 18:03
    Grazie del commento!
  • Ugo Mastrogiovanni il 04/10/2012 17:39
    Commuove questo ricordo di un bambino ormai adulto, anche molto bravo ed esatto nel riportare dati e avvenimenti.
  • Anonimo il 25/09/2012 14:46
    La storia è costellata di fatti e date, ma di pochissime motivazioni reali.
    Alla fine, tutti i nodi vengono al pettine e si raccoglie ciò che si è seminato...è solo una questione di tempo e poi tutto e tutti passano, specie se non si guarda all'uomo, ma agli interessi economici.
    Scritta, come al solito, molto bene, complimenti!
  • mauri huis il 25/09/2012 07:30
    Grazie per il racconto e per l'ultimo tuo commento. Di mio aggiungo soltanto che l'11 settembre è iniziata un'altra crociata, ma che non è nemmeno questo il fatto importante. Il fatto in sè è che si è superata una soglia, che è quella dello sterminio volontario di migliaia di civili inermi. Hitler ne aveva abbattuta un'altra, di soglia, coi lager di sterminio, Bin Laden li ha portati fuori dai reticolati, in mezzo alle grandi città: New jork, Londra e Madrid. Inoltre l'odio degli islamici nei nostri confronti, e sottolineo nostri, non è in alcuna maniera giustificabile. Prima ce ne renderemo conto e lo combatteremo sul serio e meglio sarà. Altrimenti addio Occidente e benvenuto, nuovo medioevo!
  • Ellebi il 19/09/2012 01:42
    Cechi, sordi e spaventati, aggiungo io. Vorrei in questa occasione ricordare, adoperandoci noi in un sito letterario, Ettore Capriolo, traduttore noto di Hemingway e altri scrittori americani e inglesi, che avendo acettato di tradurre "I versetti satanici", nel 1991, dopo la fatwa di Komeini contro S. Rusdhie, è stato aggredito a pugni e a coltellate da un sicario iraniano, cavandosela per sua fortuna, non come il traduttore giapponese Hitoshi Igarashi che per lo stesso motivo, sempre nel 1991, è stato ucciso.
    Credo, per quanto ci compete, che dovremo conoscere meglio l'Islam, sarà necessario per il nostro futuro, anche come semplici cittadini, perchè ormai le nostre strade, le nostre scuole, i nostri mercati, sono pieni di islamici, e dovremo imparare a conviverci, dobbiamo quindi conoscerli. Un saluto Don.
  • Don Pompeo Mongiello il 18/09/2012 14:49
    Attento osservatore di eventi che hanno scosso il mondo, ma che non ci educa ad essere migliori, perché siamo cechi e sordi all'occorrenza.
  • Ellebi il 15/09/2012 01:03
    Innanzitutto grazie per il commento. Dopo ogni grande avvenimento e tanto più se coinvolge la politica ed interessi di parte, nascono delle leggende, tu pensa solo a Kennedy, e addirittura a Moro i cui lati oscuri di quell'omicidio politico riguardano se erano uno o due in più i membri del commando e altri dettagli che non toccano i fatti salienti di quell'avvenimento, eppure ancora oggi certi media parlano di misteri, questo per dire che adoperando il buon senso si può con una certa approssimazione distinguere i fatti dalle leggende. Ma nel mio brano non era certo di questo che volevo parlare. Io volevo parlare di certo islamismo radicale, di cui ho fatto in anni ormai lontani una certa esperienza, che è il vero pericolo. L'Occidente che non sono soltanto i luoghi dove sono le nostre nazioni, Europa e America soprattutto, ma è la civiltà occidentale a cui io e noi apparteniamo, non ha dichiarato guerra all'islam e neppure lIslan lo ha fatto e tuttavia gruppi potenti di fondamentalisti di indubbia natura islamica vuole fortemente alimentare uno scontro di civiltà che da secoli, anzi dalla nascita dell'Islam, è in atto.
    Gli intellettuali e i politici che negano sia in atto uno scontro di civiltà mentono prima di tutto a se stessi, i fatti di sangue che si susseguono da parte del terrorismo islamico, che ormai è l'unico grande è vero terrorismo, si incaricano di smentirli. L'Occidente non aveva ancora capito cosa significasse la rinascita islamica, l'11 settembre 2001 si è incaricato, come cerco di dire nel mio racconto, di rendere esplicito quel che prima era mitigato e non ben compreso. Un saluto cordiale a Te Nico, a Nunzio e a Chira.
  • Nunzio Campanelli il 14/09/2012 16:19
    Io mi ricordo tutto dell'11 settembre 2001, è impresso nella mente come un marchio infuocato. Ero alla Maddalena, in Sardegna, e stavo rientrando con mia moglie a Palau sul traghetto. Quando si diffuse la notizia, che naturalmente girava distorta, chi parlava di guerra, chi di decine di migliaia di morti, mi impressionarono le facce di chi mi circondava. Non era solo paura, quella che vedevo. Era l'incapacità di elaborarla quella paura, per assenza di parametri di riferimento. Poi, naturalmente tutto passa. In merito al fantomatico Bin Laden, che evidentemente faceva paura più da vivo che da morto, vista la fretta con cui si sono sbarazzati del corpo, magari è anche esistito, magari ha anche organizzato l'attentato, ma non credo abbia mai conosciuto veramente quelli a cui in definitiva doveva rispondere in ultima istanza. L'America è un mito, e come tale lasciamolo stare. Per il resto, beh, sarà il mio un ragionare contorto, ma credo che i veri nemici degli americani e dell'occidente in genere parlino l'american slang. Grazie per la rievocazione. Ciao

    nc
  • Anonimo il 14/09/2012 10:08
    Da due giorni sento serpeggiare paura causa avvenimenti in Libia, Egitto ecc. e Marines subito in viaggio. Il tuo bel narrare sembra ad hoc per questo momento.

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