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La ricerca dello Zeitgeist

Si può afferrare l'impalpabile
prima che dissolva?




Ormai tutto era pronto. Mancava solo l'ultima taratura degli strumenti. E il visto di qualche paese che la spedizione avrebbe dovuto attraversare nel suo lungo viaggio. Il tutto era iniziato un paio di anni addietro. Tra lo scetticismo dei più e l'indifferenza dei mezzi di comunicazione. Un po' perché l'argomento non era ritenuto di grande interesse. Un po'perché l'oggetto era molto controverso. In campo accademico-filosofico le interpretazioni erano le più diverse ed estreme. In quello scientifico, poi, non parliamone. Presso gli studiosi più aperti di mente la notizia era stato accolta con fastidio e sospetto e, più generalmente parlando, si andava dalla malcelata ilarità alla più manifesta derisione. Insomma, la ricerca dello Zeitgeist, dello Spirito del Tempo, sembrava contare, per usare un eufemismo, su un ristretto numero di fans. Tanto per avere un ordine di grandezza: nel secolo scorso la Nemesi Storica, parente prossima, aveva goduto di ben maggiore interesse e notorietà. E, a confronto, il Genius Loci aveva riscosso, durante i secoli, un successo da hit parade. Perché alla fin fine lo Zeitgeist, al di là della solidità del suono, era un concetto un po' misterioso, che non si riusciva ad abbracciare completamente. E, come tale, soggetto ad interpretazioni molto personali. Spesso settarie. Fosse stato come lo Spirito Santo, beh allora, non ci sarebbe stato nessun problema. Invece no: lo Spirito del Tempo non solo non si lasciava definire nettamente ma, una volta che pensavi di averlo compreso e afferrato, questo ti sgusciava via e magari cambiava volto. A volte radicalmente. Ecco, lo Zeitgeist, a differenza dei suoi parenti, era un mutante. Per alcuni si poteva riassumere nella cultura dominante. Per altri, più materialisti, nelle sovrastrutture della società; per altri ancora era riconducibile alle pratiche quotidiane della vita. Per una più ristretta cerchia di persone, tra cui i membri della spedizione, si trattava di una forza dotata di una qualche forma di intelligenza, che attraversava la Terra e forse anche l'Universo. In qualche modo si nutriva delle azioni umane e nello stesso tempo le influenzava. Più in generale si alimentava di tutto ciò che incontrava sul suo cammino, istaurando un processo di scambio da cui ricavava energia per crescere e svilupparsi, fino al cambiamento. A volte radicale. Se ci sforziamo un po' e pensiamo, senza andare troppo lontano, a ciò che era stato lo Zeitgeist nella prima metà del secolo scorso, poi negli anni del dopoguerra e della ricostruzione, e come era mutato nell'ultimo ventennio fino ad oggi, possiamo farci un'idea della sua capacità di evolvere o viceversa, secondo i punti di vista, di involvere. Insomma di cambiare due, tre, quattro volte in un secolo. Questa caratteristica era ciò che lo rendeva insieme sfuggente e destabilizzante. Affascinante e inquietante. Per non dire spaventoso.

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1 recensioni:

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  • vincent corbo il 24/10/2012 07:34
    Avvincente, lucido, non permette al lettore di staccarsi neanche per un momento. Un tema affascinante e una buona capacità di sintesi.

1 commenti:


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